Che si dice in Italia

L’anticonformista

di Grabriella Patti

Marcello Veneziani è uno scrittore, giornalista e pensatore “di destra”. Viste le mie idee non sempre condivido le sue, ma apprezzo la sua correttezza e la convinta tranquillità con cui affronta l’ambiente culturale italiano che, è vero, a maggioranza non la pensa come lui. Adesso ha scritto un libro - Rovesciare il ‘68: pensieri in contromano su quarant’anni di conformismo di massa. (Mondadori) - dove c’è un divertente decalogo, che lui chiama “catechismo della Polcul, la polizia culturale”, sui dogmi del post Sessantotto. Ve lo riporto perché è divertente e perché, nonostante alcune ironiche forzature, contiene parecchie verità. Primo: l’antifascismo è il Signore Dio tuo. Secondo: ricordati di santificare i festival del cinema, della cultura e di tutto, gestiti dai reduci e figliocci del ‘68. Terzo: non nominare parole scorrette invano (es. negro, handicappato, cieco, spazzino, deviato). Quarto: onora i gay e le lesbiche. Quinto: non citare gli ammazzati del comunismo, dai gulag alle stragi nostrane. Sesto: non fornicare con autori proibiti e non dialogare con i reazionari. Settimo: commetti atti impuri, attento solo alle malattie. Ottavo: ama il prossimo lontano, meglio se neri, islamici o rom e disprezza il vicino, il famigliare. Nono: desidera le religioni d’altri, disprezzando la tua. E desidera pure la roba, la donna, il corpo e la lingua d’altri. Decimo: ingoia questo decalogo per tenerlo dentro di te e non far capire che qualcuno ti pilota.
TROVARE UNA LOGICA E’ DIFFICILE, in effetti. Una nuova norma del codice della strada consentirà dal primo luglio ai neo patentati di guidare un potente, grosso e - lo si è visto troppo spesso, purtroppo - pericoloso Suv. Oppure una velocissima Ferrari o una scattante Maserati. Ma non una piccola Fiat 500 o altre vetture di cilindrata limitata. Sembra incredibile ma è vero. Qualcuno - mi piacerebbe conoscerlo - ha stabilito infatti di vietare per 12 mesi a chi ha appena superato l’esame di abilitazione alla guida le auto “con una potenza specifica riferita alla tara di 50 kw per tonnellata”. Il calcolo è complicatissimo e ve lo risparmio, anche perché non l’ho capito io stessa. Ma il risultato, privo di ogni buon senso, è quello che vi ho riferito. Sarebbe bastato imporre eventuali divieti in base alla cilindrata o alla potenza dei cavalli, invece di costringere vigili e polizia della strada a complicati calcoli all’istante. Resi anche impossibili in molti casi dal fatto che le vetture immatricolate tra il 1999 e il 2007, quasi 20 milioni, non riportano sul libretto di circolazione il rapporto tra peso e potenza, ora richiesta dalla nuova norma. Ma siamo in Italia e sarebbe stato troppo facile.
ARIA DAVVERO NUOVA nella politica italiana? Aspetto a pronunciarmi. Per il momento, dopo i toni pacati di Silvio Berlusconi e la disponibilità dimostrata a una dialogo costruttivo con l’opposizione guidata da Walter Veltroni, mi limito a concordare con il Corriere della Sera che, sull’argomento, ha titolato un editoriale: Sorpresa positiva. Staremo a vedere. Certo: mi preoccupa il clima da caccia indiscriminata alle streghe del nuovo governo nei confronti degli immigrati. Ma, è inutile negarlo, il giro di vite contro la criminalità straniera e la sicurezza in generale è stata la differenza che ha fatto perdere il centro sinistra. Quello che la gente chiede, a stragrande maggioranza, è di poter girare tranquilla per le strade. Difficile non essere d’accordo.
SETTIMANA CALCISTICA DIFFICILE in casa mia e, immagino, in quella di tanti altri italiani. Mio figlio, interista, si è chiuso nel mutismo. Per un po’ non ha risposto agli “sfottò” di mio marito laziale che lo chiamava “Materazzi”. Alla fine, brusco, gli ha ricordato la pessima posizione in classifica dei biancocelesti. Coniuge azzittito. Ora si parla d’altro, mai di calcio. Ma non c’è bisogno dell’intuito di madre e di moglie per intuire cosa bolle in pentola tra i due. Chissà questa sera, a campionato definito, che si diranno? Comunque sono tagliata fuori. Quando ho provato a dire che non mi sembrava giusto che ai tifosi interisti fosse permesso di andare in trasferta a Parma mentre è stato vietato il viaggio a Catania dei romanisti, i due uomini di casa mia non mi hanno degnata nemmeno di una risposta. Il calcio fa uno strano effetto. Soprattutto ai maschi.