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EVENTI/LIBRI/ L'Italia e la passione per il vino

di Michelina Zambella

Se vi dico Esposito, vino e cibo cosa vi viene in mente? Un generico napoletano, seduto a tavola a godersi il suo interminabile pranzo come sempre accompagnato da un buon vino. Ebbene, l'immagine fa invidia agli americani, e non solo, che tanto amano il personaggio appena descritto, non foss'altro perché realmente esiste. Sergio Esposito, autore di Passion on the Vine: A Memoir of Food, Wine and Family in the Heart of Italy (Broadway Books, 2008, $24.95), è l'enologo-mercante di vini di New York che, lunedi 5 maggio 2008, ha trasformato l'Istituto Italiano di Cultura di New York in un wine bar. "Sono totalmente d'accordo con Sergio nell'affermare che il vino è vita"- ha detto entusiasta il Direttore dell'IIC, Renato Miracco. È in una serata glamour, tra ottimi vini e antipasti italiani, con salumi e formaggi artigianali sponsorizzati dall'Academia Barilla, in presenza anche del Console Generale  Francesco Maria Talò,  Esposito ha introdotto il suo libro.

"Passione per il vino" è la memoria evocativo del suo viaggio dall'Italia (che ha lasciato con la sua famiglia all'età di 7 anni) all'America e i suoi frequenti ritorni nel Bel Paese: nelle colline del Friuli, nella cantine Piemontesi, nelle immense distese toscane, sulle coste ventilate delle Marche e sui lussureggianti terreni campani. Un libro che non si può assolutamente leggere a stomaco vuoto in cui l'autore ricorda come da bambino sedesse al tavolo osservando le dinamiche della sua grande e rumorosa famiglia di Barra, in provincia di Napoli: devota a piatti freschi locali, in cui la mozzarella di bufala e il sottilissimo prosciutto erano un must, e al buon vino locale. Queste immagini hanno, con gli anni, accresciuto in Sergio la consapevolezza di quanto fosse profonda, nella cultura italiana, la relazione esistente tra cibo, vino e famiglia, nonchè la sua grande passione: esportare la ricchezza enologica del nostro paese in America. "Negli Stati Uniti c'è una cultura diversa del vino: un americano può spendere anche migliaia di dollari all'anno di bottiglie di vino e questo significa promozione internazionale della nostra produzione vinicola"- ammette Sergio. Lui, infatti, è diventato dal 1999 un famoso mercante di vini, punto di riferimento dei più quotati ristoranti di Manhattan, con la sua prestigiosa azienda Italian Wine Merchants o IWM (www.italianwinemerchant.com), di cui è titolare assieme a Joe Bastianich and Mario Batali. Situata nei pressi di Union Square, la IWM è un harem della perdizione con un'offerta selezionata di vini gustosi e raffinati, per un pubblico di bevitori americani appassionati e intenditori.

"Basta alzare il bicchiere, fare il brindisi e bere con gusto e sapienza un buon vino, perchè il vino è buono per chi lo sa bere"- è quanto sostiene Sergio, convinto che sia fondamentale conoscere la provenienza, l'etichetta e la piccola o grande azienda che lo produce, laddove l'esperienza è fondamentale per poter adattare un buon vino alle pietanze creando sapori nuovi ma pur sempre tradizionali. I suoi consigli lo hanno reso consulente, sommelier e mercante di vini stimato oggi a livello internazionale.

Tanta l'emozione dei campani presenti all'Istituto di Cultura, che con cenni di assenso condividevano ogni parola ed emozione rilevabile da alcuni passi del libro che l'autore ha letto. Si tratta di sensazioni forti, ricordi che ti accompagneranno sempre nella vita, la bella vita italiana, con il cibo e il vino quale comune denominatore, per condividere e condividersi