Che si dice in Italia

Arriva il semplificatore?

di Gabriella Patti

Ci ho ripensato: forse ha davvero ragione Livio Caputo, notista politico di lungo corso con un breve passato da sottosegretario agli Esteri. Il mai sentito prima Ministero per la semplificazione è "davvero geniale". In un primo momento la notizia della nascita di questa nuova poltrona mi aveva fatto ridere, e credo di non essere stata la sola. E' stato chiaramente inventato da Silvio Berlusconi  per accontentare in un qualche modo l'esuberante leghista Roberto Calderoli, ben conosciuto per le sue intemperanze contro gli immigrati e ancor più per la riforma della legge elettorale che porta il suo nome e che lui stesso aveva definito "una porcata". Voleva andare a dirigere nientemeno che il ministero degli Esteri. Ma è stato stoppato dalla Libia. L'Italia ha formalmente protestato con Tripoli, dicendo giustamente che delle questioni nazionali se ne occupa Roma. Ma poi, per evidenti ragioni ... petrolifere, ha di fatto ceduto. Nulla di male. Il compito trovato per Calderoli "è di quelli da far tremare i polsi" dice Caputo. E ha ragione. Ridurre l'abnorme e paralizzante numero di  leggi, regolamenti, circolari, adempimenti fiscali, insomma snellire la  burocrazia italiana - sia quella statale sia quella locale - è una sfida alla quale probabilmente si sottrarrebbero anche i Santi del Paradiso. Calderoli, come tutti i leghisti, ha sempre tuonato contro Roma ladrona. Adesso però ha giurato fedeltà alla Repubblica nelle mani del Capo dello Stato (a proposito: dove sono finiti i proclami padani contro lo Stato italiano da cui sarebbe meglio secedere? Già, dimenticavo: per una poltrona si fa di tutto, anche se si è leghisti). Avrà quindi modo di far seguire i fatti alle parole. Anche perché il Grande Capo è stato chiaro. "Stavolta non abbiamo scuse: visto il successo che abbiamo avuto dobbiamo ottenere subito dei risultati. Altrimenti saremo travolti" ha ammonito Berlusconi. E, allora, mi unisco agli auguri di Caputo: "Buona fortuna al ministro".

   E DI AUGURI ABBIAMO BISOGNO tutti in questo Paese. Una serie di statistiche e di rapporti usciti a distanza ravvicinata negli ultimi giorni offre un quadro davvero sconsolante. L'Italia è la nazione più vecchia d'Europa, una paese di matusalemme incupiti e depressi. E anche un po' asini, visto che metà degli adulti ha studiato soltanto fino alla terza media. E nel Vecchio Continente siamo anche ultimissimi nelle spese per l'istruzione. Ovvero: siamo vecchi e pure avari nei confronti dei nostri figli e dei giovani ai quali neghiamo una

scuola decente.

LE PESANTI CONTESTAZIONI  anti-israeliane alla Fiera del Libro di Torino hanno dimostrato non solo a quali livelli può arrivare la stupidità umana ma anche che, aimé, è ben difficile non essere d'accordo con chi da tempo sospetta la sinistra di antisemitismo preventivo. Impossibile far capire a certa gente che proprio gli scrittori israeliani sono da sempre in prima linea nel criticare  e opporsi alla politica del loro governo nei confronti dei palestinesi. Il lato divertente di questa brutta storia è che, come ha argutamente fatto notare un intellettuale israeliano, ne è uscita fuori un'enorme pubblicità - per di più gratuita - che, in condizioni normali nessuno scrittore avrebbe mai osato sperare.

   GLI STRANIERI CI CAPISCONO MEGLIO di quanto ci capiamo noi. Mentre ancora c'è chi si illude di salvare Malpensa (e magari anche l'Alitalia) la compagnia irlandese Ryanair, leader dei voli low cost, ha annunciato che - contrariamente alle prime notizie - ha deciso di rinunciare allo scalo varesino. Stava pensando di sostituire i voli lasciati liberi da Alitalia costruendo a Malpensa una base  operativa. Devono avere fiutato l'aria: i soliti tempi lunghi all'italiana, le lungaggini della burocrazia (l'arrivo di Calderoli al sopracitato Ministero della Semplificazione non deve averli convinti, nonostante il neo ministro lombardo sia a parole uno dei più strenui difensori dello scalo padano), gli ostacoli dei sindacati: troppi rischi. Per cui, hanno detto: "La nostra proposta non è più valida".