Una sopravvissuta allo Tsunami racconta

di Natasha Lardera

"Erano anni che non mi prendevo una vacanza. Così decisi di andare in Sri Lanka con la mia migliore amica. La mattina del 26 dicembre, 2004 stavamo ancora dormendo nella nostra guest house sulla spiaggia di Unawatuna, quando ci ha svegliate un fortissimo rumore d'acqua. Pensavo stesse piovendo a dirotto. Poi qualcuno si è messo a bussare alla porta, urlando ‘Arriva l'acqua.' Ho fatto in tempo a vedere arrivare dalla spiaggia un'enorme massa di fango e in una frazione di secondo l'onda ci ha intrappolate e sommerse. All'inizio ho lottato ma inutilmente, fino al momento in cui ho pensato, ‘basta, è finita.' Ma poi per miracolo, così velocemente come è arrivata, l'acqua se n'è andata. Mi sono trovata attaccata ad un muro, circondata dalla devastazione."

Questo è il racconto personale dello tsunami del 2004 di Benedetta Piantella Simeonidis, studentessa del master in Arte e Tecnologia nel programma di Telecommunications a NYU, che ha ispirato la sua performance mutlimediale che si terrà oggi al Monkey Town, 58 N 3rd St, in Williamsburg, alle 7.30.

I testi sono scritti da Benedetta e consistono in sue considerazioni sull'evento ma per lo più in lettere d'amore scritte, prima e dopo l'incidente, al marito John. "Volevo mostrare un aspetto meno negativo della vicenda, e parlare di una storia d'amore, delle cose belle che possono nascere anche dalla devastazione totale."

Così come una fenice che rinasce dalle ceneri, Benedetta sarà in scena a rappresentare certi momenti con il corpo, i movimenti sono ispirati a danze classiche dello Sri Lanka, accompagnata da una colonna sonora audio, da lei composta e fatta di voce narrante ed elementi naturali quali la registrazione del terremoto di Sumatra, e da un video che è un insieme di immagini personali e video amatoriali dello tsunami di persone che si trovavano là prese da video pubblici di youtube  e dalle news. I momenti si alterneranno, dandosi risalto a vicenda, c'è spazio anche per il buio. Lo spazio, che permette una proiezione a 360 gradi utilizzando quattro proiettori, creerà un ambiente immersivo rendendo il pubblico più che partecipe alla vicenda che l'artista sta ricreando. La regia è di Chiara Loriga, la voce della cantante Lesley Flanigan, e le percussioni dal vivo del musicista Mark Buccheri.

"Sarà un esperimento," continua Benedetta, "nato dall'idea di far nascere una serie di performance a tema, ma eseguite con diversi media, che possano raccogleire fondi per partecipare al progetto 40.000 Trees, progetto con lo scopo di piantare 40.000 alberi sulla costa dello Sri Lanka, un paese che ancora deve riprendersi dalla devastazione dello tsunami. Gli alberi stanno a rappresentare le 40.000 persone che sono morte quell giorno, ma funzionano anche da barriera in caso di futuri maremoti."