Cucina

Le reazioni agli italiani del TriBeCa

di Natasha Lardera

Questo è uno dei film migliori usciti dall'Italia negli ultimi anni," ha scritto Howard Feinstein di Indie Wire, mentre Time Out gli da tre stelle.

Stiamo parlando di "Caos Calmo", il film di Antonello Grimaldi con Nanni Moretti che è stato presentato al Tribeca Film Festival. Tim Rowan di Time Out ha scritto: "I punti di forza del film, la storia del processo di sofferenza di un uomo a cui è appena morta la moglie, sono il monologo interiore di Pietro, interepretato da Moretti, che nello stile di ‘High Fidelity' (film con John Cusack) si inventa delle liste mentali che gli permettono di non pensare alla morte (per esempio, la lista delle case che il protagonista ha avuto negli anni), e l'interpretazione di Roman Polanski. In generale la recitazione è superba, con l'eccezione di un'attrice che ho riconosciuto dai film della serie ‘Hot Shots'."

Il successo con la critica, il film ha avuto recensioni positive anche dal New York Times, dal Daily News e dal New York Post, si è rispecchiato al botteghino, portando sempre il pienone in sala, e con il pubblico. "Mi è piaciuto molto come il regista ha mosso la telecamera, perchè ha lasciato che i suoi movimenti descrivessero le emozioni dei personaggi," dice Sarah, una studentessa al film program di NYU, "c'è un certo rispetto per Pietro e la sua riluttanza di mostrare la sua sofferenza." Quasi come per risponderle Grimaldi ha affermato in passato, "Spero di riuscire a ritrarre la sua lunga attesa, e a tradurre sullo schermo quello che il libro rende così bene: la confusione con cui la gente ‘moderna' affronta il lutto, senza potersi appoggiare sulla fede ne' sulla tradizione."  La speranza della stampa e del pubblico è che il film trovi una distribuzione Americana e arrivi nelle nostre sale.

La critica è stata meno positiva con un altro film italiano in gara "The Universe of Keith Haring" di Christina Clausen.

Jay Weissberg di Variety descrive il documentario dedicato al famoso artista degli anni 80, "molto affettuoso ma vuoto... Clausen documenta accuratamente la carriera di Haring fino alla sua prematura morte a 31 anni quando già era un nome amato da curatori, collezionisti e gente comune.  Quello che manca è la ragione per questa sua popolarità, qualcosa che qualsiasi newyorchese che ha vissuto in quegli anni avrebbe potuto spiegare... Solo Yoko Ono fà un commento significativo dicendo che Warhol faceva dell'arte insignificante, mentre Haring faceva dell'arte solo in apparenza insignificante."

La reazione del pubblico è stata molto più positiva. La più grande sorpresa è stato lo scoprire che il film era italiano, visto il tema decisamente newyorchese.

L'ultimo screening del film è oggi alle 11:30 al AMC Village VII.

La versione restaurata di "Toby Dammit" di Federico Fellini ha attratto molti fan del regista italiano ma anche di Ornella Muti, presente alle proiezioni, che ha partecipato al progetto di finanziamento del restauro. Un ragazzo presente ha simpaticamente dichiarato il suo piacere spiegando che "il film è una dose d'espresso, una curiosità nel cinema di Fellini." Tutti hanno fortemente apprezzato l'adattamento del regista dell'omonimo racconto di Poe, episodio di Tre passi nel Delirio del 1968 sottolineando come il suo tema, attore famoso che fà molto uso di alcol e sostanze stupefacenti, sia ancora decisamente contemporaneo. Anche gli screening speciali di "C'era una volta il West", di Sergio Leone, e di "Green Porno", di Isabella Rossellini, possono essere definiti "di successo."

Grande sorpresa del festival il film in gara nella sezione studenti: "Have you ever heard about Vukovar?" cortometraggio scritto e diretto da Paolo Borraccetti per il completamento del master in Film Production alla USC School of Cinematic Arts.

"Sono cresciuto a Padova," ha dichiarato in passato il regista, "a poche ore di macchina dalla ex-Yugoslavia, e la tragedia della città di Vukovar, tristemente nota per l'assedio del 1991, mi ha sempre impressionato. Attraverso le ricerche che ho condotto parlando e incontrando sia immigrati croati che soldati americani colpiti da disturbo post-traumatico (PTSD), mi sono reso conto della necessità di raccontare una storia che avesse per protagonista la vicenda umana di queste persone. Da tre anni vivo a Los Angeles negli Stati Uniti e mi rendo conto quotidianamente come la visione di quanto succede al di fuori di questo paese sia molto spesso diversa dalla realtà. La guerra in Yugoslavia, in particolare, viene vista come qualcosa di lontano e sconosciuto. Per questo motivo ho deciso di raccontare una storia ambientata in America con un occhio europeo.

Questo film contiene elementi che lo rendono estremamente attuale, ma allo stesso tempo il conflitto e le difficoltà dei personaggi sono universali e senza tempo."

Il film, girato in sei giorni nella zona di Los Angeles (persino in downtown con la polizia di scorta) e dintorni, racconta la storia di un militare americano, recentemente rientrato in California dopo un anno trascorso in Iraq. Tim, interpretato da Ash Mayberry, soffre di disordine da stress post-traumatico, e fatica a re-inserirsi nella vita da civile che conduceva prima della guerra. Davor Skalko, interpretato da Josip Kuchan, è un rifugiato di guerra croato originario della città di Vukovar, sotto assedio per quattro mesi nell'autunno del 1991 durante la guerra in ex-Yugoslavia. Davor, emigrato in America dopo la guerra, di mestiere fa l'autista e ha l'incarico di trasportare Tim fino a San Pedro, la cittadina sud di Los Angeles dove è cresciuto.

Tim e Davor non potrebbero essere più diversi: il primo introverso e nervoso, il secondo rilassato e cinico. Dal primo momento del loro incontro, sono scintille ma quest'esperienza cambierà la loro vita, proprio come parteciapre al Tribeca sta cambiando quella di Paolo.

"Tribeca è un festival molto importante," afferma il giovane regista, "e sicuramente sta portando più attenzione al film e al mio lavoro di quanto avessi prima, Di conseguenza è una grossa opportunità per un regista emergente per cercare di mettersi in luce. In questo senso è una vetrina, ti da maggiore legittimità...speriamo che se ne accorgano sia qui che in Italia!"