Visti da New York

Bravo Grillo, ma non basta

di Stefano Vaccara

Come scritto più volte, non sono sempre d'accordo con ciò che urla nelle piazze Beppe Grillo. Soprattutto in materia di giustizia e anche di difesa. Però, e lo riscrivo, consiglio ai lettori di fare molta attenzione a farsi un'opinione su Grillo e sul movimento dei "grillini," ormai sparsi non solo in Italia ma anche nel mondo (leggete e guardate le foto qui accanto del 25 aprile a Times Square), leggendo solo i giornali italiani, compreso questo, o guardando la Rai. "Visti da NY" vi esorta nuovamente: fatevi un'opinione, la vostra opinione su Grillo, ascoltandolo o leggendolo senza "filtri". Per farlo dovete avere internet, andare nel suo blog o vederlo su youtube.com.

Lo so, molti lettori non leggono le notizie o le opinioni al computer, preferiscono ancora tastare la carta di giornale. Per fortuna, altrimenti non saremmo qui. Allora vi riporto dei passaggi del monologo di Grillo ieri a Torino, ma sono comunque "filtrati" da me. Per motivi di spazio non posso riportare tutto il Grillo di venerdì, allora attenzione perché scelgo. Anzi, con l'orgoglio di giornalista "disordinato" da sempre, scelgo quello dell'abolizione dell'ordine di ispirazione mussoliniana, che attacco da almeno quindici anni. A Grillo non interessava allora, arriva in ritardo quindi, anche perché dovrebbe essere noto che gli unici che attaccavano la vergogna del corporativismo dell'informazione italiana, sono stati per decenni i radicali di Pannella, ovviamente isolati e censurati. Ora Grillo fa più paura, lui che è armato del web, arma di distruzione contro ogni bavaglio che l'informazione "ordinata" italiana, casta doc, vorrebbe imporre.

Ecco il Grillo che condividiamo al 100%: "Chi non sa non può decidere, non può scegliere. Vive nelle tenebre, nell'oscurità. L'otto settembre l'informazione, che aveva del tutto ignorato il V day, è stata la prima ad attaccarlo. Il potere ha capito che il gioco gli veniva sottratto dalle mani. Il cittadino informato non è controllabile dal potere. E il potere vive grazie al controllo dei media. Le banche, la Confindustria, Mediaset e i Partiti usano le televisioni e i giornali per fare propaganda, assumono i direttori dei giornali come fossero addetti dell'ufficio stampa. I politici senza gli studi televisivi ritornerebbero al nulla dal quale provengono. L'informazione malata è il virus e i cittadini liberi sono la cura. La Rete è la cura. La libera informazione è la cura. Ci sono quasi 500 piazze in cui si raccolgono le firme in Italia, più di quattrocento città in tutto l Paese da Aosta a Palermo, quaranta città all'estero tra cui New York, Amsterdam, Londra sono collegate. Dobbiamo raccogliere le firme per tre referendum per una libera informazione in un libero Stato. Il 25 aprile ci siamo liberati dal nazifascismo. 63 anni dopo possiamo liberarci dal fascismo dell'informazione, dai suoi padroni e dai suoi servi. E' più difficile di allora. Non ci sono più fucile contro fucile, bomba a mano contro carro armato. La lotta è tra le coscienze addormentate e la libertà di pensare, tra chi non vuole più volare e chi non può rinunciare al cielo.
Il primo referendum.L'abolizione dell'ordine dei giornalisti creato da Mussolini nel 1925 per controllare la stampa.L'informazione deve essere libera. L'ordine dei giornalisti limita la libertà di informazione. Chiunque deve poter scrivere senza vincoli se non quelli previsti dalla legge. L'accesso alla professione di giornalista deve essere libero da vincoli burocratici e corporativi. Luigi Einaudi : ‘L'albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero. Ammettere il principio dell'albo obbligatorio sarebbe un risuscitare i peggiori istituti delle caste e delle corporazioni chiuse, prone ai voleri dei tiranni e nemiche acerrime dei giovani, dei ribelli, dei non-conformisti'.Il controllo dell'informazione è il nuovo fascismo..... Informazione libera in libero Stato. Coraggio!
".

Per i giornali italiani Grillo rappresenta "l'antipolitica" che offende anche il capo dello Stato... Ora, per carità, Napolitano per chi scrive resta un gigante rispetto a quello che offre il panorama politico italiano, ma questa aria di "santità" con cui in Italia deve essere circondato sempre il presidente della Repubblica, e chi lo attacca può essere solo un mascalzone da denunciare, ecco questo ci dimostra proprio l'arretratezza del valore che si da alla libertà di espressione in Italia. Bravo Grillo quindi a dedicare il suo V2-Day all'informazione italiana, che come un cancro infetta la democrazia italiana, da molto tempo e non certo solo da quando è sceso in campo Berlusconi. Un bravo anche a Tonino Di Pietro per avere subito appoggiato il Grillo del 25 aprile. Però, ci permettiamo di ricordare, per cambiare l'Italia nel nome di veri valori di libertà e democrazia, si dovrebbero denunciare tutte le caste. Quella dei giornalisti è sicuramente una delle più nocive, ma non è né l'ultima né la più potente.