Cinema

Il ricordo di Nino Benvenuti

di G.D.M.

La presentazione precedente il film è stata una passerella di vecchie glorie del mondo della boxe, tra cui gli storici avversari Emile Griffith e Nino Benvenuti che divenne campione del mondo pesi medi nel 1967 proprio al Madison Square Garden. Grande protagonista della serata il 26nne Andrea Iaia che anche se al suo debutto è apparso perfettamente a suoi agio nel ruolo del divo. Andrea ha una somiglianza straordinaria con Primo Carnera e la sua altezza, che sfiora i due metri, mette una certa soggezione. «Per interpretare questo ruolo - ci ha detto - ho dovuto mettere su 20 chili, mangiavo settimila calorie al giorno e per un anno mi sono allenato dalle 6 30 del mattino alle 10 30 di sera. Mi sono fatto male diverse volte perché dovevo simulare le cadute sul ring che però era di legno come quelli che si usavano all'epoca e poi ogni pugno che si vede nel film è un pugno vero. Io ho boxato davvero». Andrea ci ha anche confessato che questa è la prima volta che viene a New York e ha coronato un sogno che aveva sin da bambino. «Io vendo da un piccolo paese della Puglia, Ostuni, e stasera sono qui a New York e al Madison Square Garden dove Carnera ha vinto il titolo mondiale. Spero davvero che il pubblico possa apprezzare questo film». Chi ha un po' rubato la scena ad Andrea Iaia è stato Nino Benvenuti, preso d'assalto dai fan e anche lui ritornato nel luogo dove ha vissuto momenti di gloria. Benvenuti ci ha detto che il film su Carnera è fatto molto bene come di solito non succede con le pellicole dedicate agli atleti. «Questo film - ha commentato - è stato fatto con molta attenzione, soprattutto per quanto riguarda il rapporto con il tempo, perché fa rivivere gli anni trenta in maniera incredibile e ripercorre la vicenda di Carnera quasi impeccabilmente. Stasera (22 aprile per chi legge, ndr) sono molto emozionato di essere qui perché questo è un posto a me molto caro». Lo abbiamo salutato chiedendogli se il pugilato è ancora una sport da consigliare ai giovani. «Certo, ma deve essere fatto nei termini giusti. È uno sport molto bello ma bisogna stare molto attenti perché  è anche difficile non è per tutti».                                                                                                                                                                                                                                 GDM