Cinema

Bel "Caos Calmo", nonostante...

di Laura Caparrotti

Al Tribeca Film Festival è giunta l'ora del film italiano in concorso, "Caos Calmo" diretto da Antonello Grimaldi. Protagonista quasi assoluto Nanni Moretti, la cui presenza era stata annunciata a questo Festival ma che alla fine non è arrivato. La storia è presa dal libro omonimo di Sandro Veronesi, tradotto anche in inglese con il titolo di "Stilles Caos". Il film è stato presentato in prima nord americana, lo scorso giovedì all'interno del sempre più caotico festival di cinema newyorkese.

"Caos Calmo" nasce come film, grazie proprio al fatto di essere stato un libro amato sia dal produttore che da Moretti. "Ho visto Nanni - racconta Domenica Procacci, produttore, alla platea del Tribeca - ad una presentazione del libro di Veronesi, con cui siamo ottimi amici. Gli chiesi come mai era venuto e mi rispose che gli era piaciuto molto il libro. Anche io avevo amato il libro e anzi, appena lo avevo letto, avevo pensato che fosse adatto per il cinema. Insomma, il giorno dopo chiamai Nanni e gli chiesi se avesse intenzione di partecipare al film. Lui mi rispose che magari alla sceneggiatura si, che come attore di sicuro e che come regista assolutamente no. Allora consultai Antonello Grimaldi che aveva già lavorato con Nanni e che era secondo noi il regista giusto. Antonello ha accettato e il film ha avuto un inizio."

Come è facile pensare, la tentazione di fare un confronto fra libro e film è sempre forte, ma in questo caso il libro sembra quasi necessario a capire fino in fondo il film e viceversa. La storia - che ci dicono essere nel libro molto più articolata -  è quella di Pietro Paladini che un giorno, dopo aver salvato una sconosciuta dall'annegamento in mare, torna a casa dove scopre che sua moglie è morta. Pietro ha una bambina, Claudia, di appena dieci anni, per la quale da quel momento il padre sembra iniziare a vivere ignorando il resto della sua esistenza. Anzi, diciamo meglio, Pietro improvvisamente si ferma. Il primo giorno di scuola, decide di aspettare l'uscita di sua figlia nel giardinetto fuori la scuola, non presentandosi al lavoro, ma semplicemente stando lì a guardare la scuola, aspettando. Una lunga attesa o come l'ha definita una spettatrice presenta alla prima del Nord America lo scorso giovedì, una sospensione. "La sospensione - ha aggiunto il regista Grimaldi - è esattamente il tema del film. Di solito chi si ferma, viene emarginato, nella nostra società infatti pare ci sia posto solo per chi si muove in continuazione. Qui invece c'è un personaggio che si ferma e non viene emarginato. Anzi, nel momento in cui lui si ferma, in cui lui passa la sua vita in quel giardinetto aspettando la figlia, sono tutti gli altri personaggi della sua vita che si recano da lui e lui riesce ad impostare i rapporti in maniera totalmente diversa. Questa sospensione inoltre gli fa scoprire tutto un mondo quotidiano, fatto di mamme che vanno a prendere i figli, di ragazze che portano a spasso i cani, di ragazzini che passano per quello stesso giardinetto e così via, un mondo insomma di cui non aveva idea e che gli permette di guardare alla sua stessa vita da un punto di vista totalmente diverso. Insomma, questo fermarsi lo cambia profondamente dentro."

Il film, in effetti, ruota tutto attorno a Pietro e a Claudia. Nanni Moretti riesce ancora una volta a dare senza fare quasi nulla. Uno spettatore fa notare quanto di morettiano ci sia nel film e forse all'apparenza è vero. Però è solo apparenza, nonostante la sceneggiatura sia stata anche scritta dall'attore-regista. Ci dice il regista che a parte alcune battute propriamente morettiane, come quella legata al cibo, le liste - dei luoghi dove non tornare, degli appartamenti vissuti, delle linee aree utilizzate - sono cose contenute nel libro e che evidentemente hanno contribuito ad attrarre Moretti al progetto. Così come le lunghe passeggiate in macchina nelle strade di Roma, che tanto ricordano altri film di Moretti, vengono dal libro dove sono presenti, in maniera estremamente più copiosa. Fra tutti i complimenti e le domande fatte, non è mancato un commento sulla piccantissima scena di sesso fra la Ferrari e Moretti, scena che ha fatto persino intervenire il Vaticano, che come si sa non ha spazi per parlare, ma che poi non si sa come riesce persino a muovere tali critiche e a minacciare la scomunica generale. La scena bisogna dire appare lunga e non giustificata all'interno del film, soprattutto per chi non conosce il libro. Chi ha posto la domanda, però, si riferiva anche e soprattutto al libro e al fatto che anche nella scrittura questo momento altamente erotico sembra totalmente inutile. Il regista ha sottolineato - di contro - che la scena serve per dare un inizio alla guarigione di Pietro e all'inizio di una nuova vita. Alla fine, il film ha ricevuto applausi e complimenti copiosi.

Se volete vederlo, potete andare alle proiezioni di Martedì 29 aprile alle 3 pm o sabato3 maggio alle 2 pm presso l'AMC Village VII Theater 4 oppure il primo maggio alle 3:45 pm all'AMC 19th Street East Theater 3. Per informazioni e per comprare i biglietti, vi consigliamo di consultare il sito www.tribecafilmfest.org