Musica

CONCERTO/ Napoli 'anema e core'

di Michelina Zambella

Cosa sarebbe una sinfonia senza una performance musicale? Un testo che, per quanto apprezzabile, rimane immutato nella sua bellezza ma silente. «La musica che esiste solo sulla carta non pub, senza esibizione, ispirare i cuori e alimentare l'anima. Centinaia di sinfonie ed opere dei Maestri napoletani del XVIII secolo sono state finora conservate, silenziosamente, nelle biblioteche europee. La Neapolitan Music Society (NMS) nasce per dare vita e voce a questi dimenticati capolavori», dice il maestro Gioacchino Longobardi, Presidente e Direttore Artistico della NMS, che per la seconda volta si esibisce negli Stati Uniti.
Il prestigio della NMS è stato oggetto dell'evento svoltosi alla Casa Italiana Zerilli-Marimò, lo scorso weekend, intitolato "The Neapolitan School: Laying the Foundation for the European Tradition"; occasione in cui Peter Ravella, Chairman della NMS ha introdotto il professor Robert Gjerdingen, storico musicale della Northwestern University e autore del recente "Music in the Galant Style" (Oxford University Press, 2007), il quale ha spiegato i significativi contributi della Scuola di Musica Napoletana del XVIII secolo nell'evoluzione della musica classica successiva. Ironia della sorte vuole che i più grandi musicisti europei del XVIII secolo adottassero nomi italiani (Anton Roster diventa Antonio Rosetti), diversamente da quanto accade nel XX secolo con Dino Crocetti meglio conosciuto con Dean Martin. «L'Italia era musica nel Settecento - spiega il professore -, e l'insegnamento della musica incominciava da piccoli, nei conservatori, tra partimenti, schemate e solfeggi». Breve lezione musicale cui ha fatto seguito la performance del maestro Longobardi accompagnato da Tiziana Pizzi e Alberto Vitolo.
Se l'appuntamento di venerdì ha rappresentato un piccolo assaggio dell'intenso lavoro di artisti che hanno impegnato "anema e core" pur di portare avanti la tradizione della scuola napoletana, è solo domenica 13 aprile che il piatto è stato servito.
L'Orchestra Sinfonica della NMS, al completo, ha dato infatti prova del suo talento col concerto svoltosi allo Skirball Center for the Performing Arts della New York University dove, per due piacevoli ore, sono state eseguiti opere quali il "Concerto in F Minor" di Francesco Durante, la "Salve Regina" di Domenico Scarlatti, e in anteprima mondiale il "Tecum Principium" di Leonardo Leo, l'"Adagio e Fuga" di Nicola Fiorenza, l'"Alma Redemptoris Mater" e il "Pallido il Sole" di Johan Adolf Hasse.
Grande entusiasmo e apprezzamento da parte del pubblico, composto di giovani e adulti, tra cui l'ex Governatore di NY Mario M. Cuomo e Ana Constandino, Assistente del maestro Longobardi. Della scuola Matilda Raffa Cuomo dice: «Il contributo dei nostri antenati italiani ha dato all'arte una storia colorata e ricca e un ringraziamento particolare va ai compositori napoletani che vissero e lavorarono a Napoli. O con grande piacere che sostengo questo significativo evento storico grazie al lavoro del maestro Gioacchino Longobardi».
Facciamo dunque un excursus storico sulle origini della NMS. La scuola napoletana di musica classica nasce nel XVII e XVIII secolo, sotto il dominio spagnolo e la sua storia ruota attorno alla creazione, in tempi successivi, di quattro conservatori nel capoluogo della Campania - oggi raggruppati nel Conservatorio di musica San Pietro a Maiella - ricavati da preesistenti orfanotrofi: Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo, Conservatorio di Sant'Onofrio a Porta Capuana, Conservatorio di Santa Maria di Loreto, Conservatorio della Pietà dei Turchini.
Tale scuola ha il primato di aver fatto nascere la cosiddetta opera comica, prodromo della futura opera buffa, che, fra i fasti dell'epoca barocca, diede vita ad una lunga generazione di castrati - poi, controtenori - in grado di "maravigliare" con l'uso della propria voce il pubblico di corte. Uno dei suoi maggiori esponenti fu Domenico Cimarosa ma altri grandi compositori, al servizio di tutte le corti europee, furono Giovan Battista Pergolesi, Leonardo Vinci, Pasquale Anfossi, Antonio Sacchini, Nicola Vaccaj e Leonardo Leo, Gian Francesco de Majo.
La Società di Musica napoletana (NMS) nasce a New York come organizzazione "non profit" per volontà di un attento gruppo di musicisti, compositori, esponenti della comunità accademica e internazionali, profondamente impegnati nella promozione della musica napoletana attraverso concerti, ricerche, istruzione e preservazione (www.neapolitanmusicsociety.org). «Queste opere hanno profondamente influenzato l'evoluzione della musica classica ed è essenziale che se ne riconosca la portata storica, l'innovazione musicale e la bellezza intrinseca», ha detto il maestro Gioacchino Longobardi, che solo un mese fa ha finito la trascrizione del testo di Pergolesi e di Vincenzo Orgitano, aiutato da Alberto Vitolo.
Ma perché la musica napoletana viene raramente eseguita oggigiorno? «I Maestri napoletani hanno adottato uno stile musicale unico che può essere oggigiorno compreso solo da pochi maestri, tra cui quelli formatisi secondo lo stile napoletano».
Il maestro Longobardi, Presidente e Direttore Artistico della NMS, ci confessa di aver dedicato gran parte della sua professione e del suo talento alla trascrizione delle composizioni napoletane. Senza le sue trascrizioni, queste musiche avrebbero taciuto per sempre. Ma scopriamo anche chi sono i suoi compagni di avventura, che per il secondo anno consecutivo lo hanno accompagnato a New York.
Alberto Vitolo, Direttore Artistico, si diploma al Conservatorio di Musica di San Pietro a Majella di Napoli sotto Angelo Gudino. O il Direttore Artistico dell'Istituto Internazionale Domenico Scarlatti per lo studio del '700 musicale napoletano. È Responsabile dell'Associazione D. Scarlatti sede di Roma, Direttore Artistico delle rassegne concertistiche "Romatinée Musicali" e "Sonorità italiana nel mondo" a Roma, Direttore del Dipartimento Musica Classica del CFM centro di formazione musicale a Napoli, Consulente musicale per la Festa della Musica Europea a Napoli; dal 2006 è il Direttore del Coro Polifonico "Salvo D'Acquisto" di Roma.
Giuseppe Devastato, pianista e compositore. Nel 2002 si è laureato al Conservatorio di Musica "Domenico Cimarosa" di Avellino, dove ha studiato sotto Carlo Alessandro Lapegna, e nel 2007 ha completato i suoi studi in composizione. Vincitore di molte gare di pianoforte nazionali e internazionali, inclusa la Rachmaninoff Piano Competition nel 2002 e il Premio Pausilypon nel 2003. O il fondatore e direttore del festival musicale "V. Vitale" ed è compositore e arrangiatore per case di produzione cinematografiche e discografiche quali Universal Classics, CAM, RAI, Classica Viva, Warner e Miramas, lavora in collaborazione con il compositore Louis Siciliano.
Tiziana Pizzi, contralto, si è diplomata al conservatorio di Musica "Francesco Cilea" in Reggio Calabria, dove ha studiato piano col maestro Salvatore Ascrizzi e canto con la professoressa Cristina D'Alpino. Si è specializzata nel repertorio di musica barocca con Rose Marie Meister, Gloria Banditelli e Aris Christofellis che l'ha descritta come "l'interprete ideale di Vivaldi; la voce di cui sognava il prete dai capelli rossi mentre scriveva il suo capolavoro". Pizzi è Presidente dell'Associazione Musicale Domenico Scarlatti di Reggina, in Reggio Calabria. Attualmente sta completando i suoi studi musicali con Margaret Baker Genovesi a Roma.
È con "L'augel che more e nasce" di Leonardo Leo, interpretato da Tiziana, e da poco trascritto dal maestro Longobardi e Alberto Vitolo che l'Orchestra conclude la sua fantastica performance. "Vivo per lei (la musica, s'intende)" di Andrea Bocelli potrebbe essere lo slogan da attribuire a questi ammirevoli artisti, che alla musica hanno dedicato "anema e core".