Cinema

La Montagna torna a New York

DI Natasha Lardera

"Quando ero piccolo mio papà per convincermi a mangiare mi diceva, ‘mangia, mangia se no non diventi grande come Carnera'. Anche per questo il campione è sempre stato un personaggio di grande fascino per me». Chi parla è Renzo Martinelli regista del tanto atteso film Carnera - The Walking Mountain, biografia epica del campione del mondo dei pesi massimi Primo Carnera che verrà presentata il 22 aprile, alle 7.00 pm (entrata libera, per informazioni tel.786-2328949 www.thewalkingmountain.com), al Madison Square Garden, set di vari incontri storici del pugile.

«Ho lavorato molto in Friuli, regione d'origine del campione, dove ho girato altri due film, Vajont e Porzus, e il nome Carnera spuntava in quasi tutte le conversazioni. Ho quindi visitato il museo a lui dedicato, ho parlato con suoi ammiratori e membri della sua famiglia, e tutti mi chiedevano... ‘quando farai un progetto su di lui?' Non è mai il regista che sceglie il film, ma è il film che sceglie il regista, il regista che si lascia guidare, cercare, scegliere... a un certo punto il film bussa alla porta, e sta al regista scegliere cosa fare. E così è stato».

Il titolo The Walking Mountain viene dal soprannome "montagna che cammina" che fu affibbiato al campione durante la sua strabiliante carriera, e si riferisce alla maestosità di Carnera, un gigante allora ma anche adesso.

«Il film non è un documento sulla boxe o su un pugile, ne hanno già fatti tanti. Ma è su un uomo, un uomo con forti valori», spiega Martinelli, «Carnera era legato alla famiglia, innamorato della moglie, pensava a garantire un futuro sereno ai figli, era orgoglioso delle sue radici, ma sopratutto era un uomo, e questo è il mio messaggio al pubblico e ai giovani in primo luogo, che nonostante la sconfitta non si è lasciato andare, ma ha lottato per rialzarsi. La vita è piena di sconfitte, per tutti, ma possono essere affrontate e ci si può sempre rialzare, basta volerlo».

Carnera diventò anche simbolo di riscatto per tutti gli italiani emigrati in America, perchè rappresentava la realizzazione di un sogno, e questo Martinelli lo evidenzia nel suo film. «Ho visto delle lettere scritte a Carnera da italiani che lo ammiravano e molti dicevano ‘sono fiero di essere italiano come te'. Ai tempi gli italiani emigrati erano dei poveracci e lui simboleggiava il successo che tutti avrebbero potuto avere. Il fascismo lo usò per simboleggiare la forza italica nel mondo. L'altezza media di un italiano ai tempi era di 1,60 metri, lui invece era piu di due metri, molto imponente, quindi proprio fisicamente impersonava il potere».

Martinelli è un regista che realizza film con onestà e riesce a rendere la ricostruzione storica poesia. «In questo film ho cercato di rendere il più fedelmente possibile lo spirito di quegli anni» continua a spiegare, «questo è stato il più grosso progetto di post production europeo degli ultimi tempi, basti pensare che ci sono 1500 inquadrature digitali dove abbiamo ricostruito i luoghi dei suoi incontri come appunto il Madison Square Garden e Royal Albert Hall di Londra. Le scenografie sul set realizzato in Romania, grazie al computer si trasformano in quelle, imponenti, delle arene più famose del mondo  che Carnera, proprio come una rock star, tipo Vasco Rossi o i Rolling Stones, riempiva almeno 80.000 persone. Ora sembra normale, ma non dimentichiamoci che parliamo degli anni '30».

Ad aiutare Martinelli nel creare un senso di realtà la figlia del campione, Giovanna, che ha collaborato alla stesura della sceneggiatura. Durante le riprese hanno anche collaborato il boxeur italiano Nino Benvenuti, e Alessandro Spinelli, il trainer del protagonista Andrea Iaia, che non ha semplicemente allenato l'attore, che ha fatto un training di due anni sul ring per diventare credibile nel ruolo, ma ha ricostruito le scene sportive seguendo attentamente ogni movimento del vero campione.

Per quanto riguarda la proiezione l'ufficio PR ha annunciato con orgoglio che «il Madison Square Garden si trasformerà per una notte in una arena del passato dove le memorie autentiche della leggenda Carnera - tenute vive anche dalla presenza dei figli Giovanna e Umberto che saranno ospiti d'onore - si incontreranno con un cast internazionale di altissimo livello che include il premio Oscar F. Murray Abraham, il candidato all'Oscar Burt Young (per "Rocky"), e poi Paul Sorvino, Kasia Smutniak e infine il meraviglioso Andrea Iaia, un pezzo d'uomo che con i suoi 2.05 metri è sicuramente all'altezza di Carnera».