Che si dice in Italia

Benvenuto On. Touadì

di Gabriella Patti

Dal mio punto di vista, ci sono due cose positive nel voto che ha rivoluzionato l'Italia riportando Berlusconi al governo (sul giudizio complessivo.... sorvolo, lasciando la parola agli esperti. Una sola annotazione, peraltro ovvia: eravamo il Paese dove c'era il più forte Partito comunista d'Occidente, oggi non c'è nemmeno un comunista in Parlamento). Il primo fatto positivo è che, all'improvviso, i partiti si sono ridotti da 26 ad appena sei. Per la prima volta siamo in linea con quanto avviene nelle altre democrazie avanzate. Unito al fatto che i numeri sono abbondamente dalla parte della coalizione di centro destra, non ci sono più scuse per non tentare di governare al meglio. Il secondo fatto che mi piace ha un nome e un cognome stranieri: Jean Leonard Touadì. E' il primo parlamentare nero o, se preferite "non bianco", che siederà su un seggio della Camera. Nato in Congo, in Italia da tantissimi anni, ex assessore alla sicurezza del comune di Roma, è stata eletto per l'Italia dei Valori, la lista di Antonio Di Pietro. Caute e assennate le sue prime dichiarazioni. "Non credo nel voto etnico. Non so se rappresento gli immigrati. Di sicuro rappresento chi pensa che, laddove ci sono diritti e opportunità, siano possibili integrazione e crescita economica". Benvenuto e auguri, onorevole Touadì.

   ANCHE L'ULTIMA CENA di Leonardo da Vinci diventa un kolossal. E, a sentire il parere dei critici, l'operazione non è negativa. Il tutto avviene nella enorme e suggestiva sala delle Cariatidi nel milanese Palazzo Reale, a fianco del Duomo. La performance tridimensionale, realizzata dal regista Peter Greenway, ridà vita in sette minuti al capolavoro vinciano. Uno dei momenti più emozionanti - racconta chi era presente - è quando il celebre dipinto proiettato su una parete si fa buio: Gesù ha appena detto agli apostoli che uno di loro lo tradirà e, di colpo, si illuminano a intermittenza solo le mani dei dodici, indicandosi e accusandosi a vicenda. Cercherò di andare a vedere e vi riferirò. Peccato solo che il tutto sia stato reso possibile grazie al Salone del Mobile, grande evento economico e commerciale che in questi giorni sta facendo fibrillare Milano. Ma, sappiamo, al giorno d'oggi se non hai uno sponsor non sei nessuno.

   LA MORTE DI "PIPPA BACCA", confesso, mi ha colpita. Il mondo è pieno di personaggi "strani"e diversi, secondo i canoni comuni (ma quali sono, poi, questi canoni?). Giuseppina Pasqualina di Marineo, in arte Pippa Bacca appunto, era però davvero particolare e anomala. Certo come precedente in famiglia aveva quello zio artista Piero Manzoni, morto giovanissimo dopo avere realizzato opere scandalose per l'epoca, tra cui la celeberrima "Merde d'artista". Ma il messaggio artistico e di pace della 33enne nipote era davvero unico. Vestita da sposa era partita in autostop da Milano. Voleva arrivare in Israele e Palestina, sempre a bordo di passaggi automobilistici o motociclisti offerti da passanti. Uno di questi, in Turchia, è stato il suo assassino e violentatore. Lei ha perso la sfida, sconfitta dalla stupida violenza umana. Però, se si può trovare una consolazione, mi sento di dire che in un qualche modo ha comunque ottenuto il risultato che si prefiggeva con questo suo romantico progetto: ci ha stupiti e colpiti. Non so se riuscirà a scuoterci dal torpore che sembra avere preso la nostra società. Ma certo lei ha fatto il massimo di ciò che le consentivano le sue forze e la sua fantasia.

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