Libera

Clerico-fascismo o catto-comunismo?

di Elisabetta de Dominis

Una soluzione ci sarebbe: votare Zapatero. Forse accetterebbe la sfida di governare l'Italia. S'importano tante cose, perché non importare politici?  La politica è cosa nostra? Sdoganiamoci. O preferiamo continuare con questo sistema all'italiana? Nonostante le lamentele, pare di sì. Non appena uno senza arte né parte fa due soldi, passa subito dalla parte degli evasori. Siccome Prodi gli ha mandato la finanza, voterà Berlusconi. Che poi ci siano delle classi sociali che non possono evadere e sono ammazzate dalle tasse, perché le pagano anche per lui, al tale non gliene frega niente. Mors tua, vita mea.

"Rialzati Italia" tuona il Cavaliere. Ma a quale Italia si riferisce: quella dei ricchi evasori o quella dei poveri diavoli che non riescono più a mettere insieme il pranzo con la cena, visto il costo dei generi alimentari? Berlusconi dice che ci saranno dei sacrifici da affrontare, per chi?

De Mita, che ha annunciato la resurrezione della Dc (vi avevo avvisato qualche annetto fa del pericolo) in un comizio ad Avellino, ha detto spocchiosamente che in campagna elettorale De Gasperi, Togliatti, Fanfani, Moro non parlavano mai di problemi contingenti, come la casa, le tasse, ecc. Raccontavano il Paese. Difatti sono 30 anni che il Paese racconta com'è finito Moro. Una fine truculenta. Eppure ad ascoltare il marpione dc erano presenti antichi clientes, probabilmente orfani di Mastella.

Comunque con o senza la Dc, i clientes sono un'istituzione consuetudinaria pre-romana, nel senso esistente prima della fondazione di Roma. Dev'essere insita nel dna delle genti italiche questa necessità-comodità vitale di porsi sotto la protezione di un personaggio potente. Siccome non richiede particolari doti intellettuali o titoli culturali, basta saper adulare e servire, è molto in voga anche al Nord. Perché la carriera politica in Italia si fa tutta allo stesso modo: strisciando come invertebrati. Perfino Vespa ha baciato la mano di Berlusconi, per odorarne la santità, durante la sua trasmissione Porta a Porta giovedì sera, nel terrore di essere oscurato prossimamente. Come capitò a Biagi. I giornalisti Rai sono lì grazie alle raccomandazioni politiche e ad ogni elezione il loro ruolo viene messo in discussione.

Ho visto però la foto del baciamano sul giornale solo l'indomani, perché Berlusconi mi annoiava troppo per il suo infantilismo e ho chiuso la tv dopo un quarto d'ora. Mia nonna mi diceva: "Chi si loda, s'imbroda" e mi fulminava con lo sguardo. Non l'avesse fatto, adesso potrei essere suppergiù come Berlusconi. Molti italiani riderebbero di me, ma non sarebbero la maggioranza, il popolo bue: è quello che conta nel computo dei voti.

Il rischio è la dittatura del personalismo, ma c'è la scelta tra dittatura clerico-fascista o catto-comunista.

Chi la pensa diversamente è un laico assassino. Contro il quale va imbracciato il fucile, per Bossi, mentre Berlusconi, che è un uomo di pace, si limiterà ad azzittirlo eliminando la pars condicio e altre "leggi liberticide".

Un po' di paura anche l'onnipotente però la deve avere poiché auspica che Casini e Storace tornino a lui. Ma Casini ha dichiarato: "Amo Ferrara". Che schifo, in tutti i sensi. E ha pure telefonato a Mastella, casomai gli fornisse un po' di clientes... Tra i due litiganti, il terzo gode? E' l'inizio dei casini?

C'è chi se ne strafrega del voto. C'è invece chi voterà, come Felice Mill Colorni, che su Critica Liberale (www.criticaliberale.it) scrive: "Se mi si aprisse la possibilità di continuare a svolgere le mie attività in un qualunque altro paese dell'Europa occidentale, dopo il 14 aprile mi piacerebbe molto poterne usufruire, e poter aspirare così prima o poi a cambiare cittadinanza".

P.S. Felice Mill Colorni è uno pseudonimo utilizzato da un mio compagno di scuola, che all'epoca mi propose di iscrivermi alla gioventù liberale. Avevo solo 14 anni e non capivo niente di politica, ma l'idea di essere una liberale, che pensai fosse aggettivo di libertà, mi piacque molto. Sottoscrissi in barba alla mia famiglia clerico-fascista e ai miei professori catto-comunisti.

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