Personaggi

L'arte di prendersi tutto dalla vita

di Michelina Zambella

 

\Proprio come il buon vino, che invecchiando diventa più buono, così la storica d'arte Irma B. Jaffe continua a stupirci e a quasi 92 anni è ancora nel pieno della sua creatività. Nel suo ultimo libro, "Gli affreschi epici di Zelotti a Catajo: la Saga degli Obizzi" (Fordham University Press, 2007), riscopre il pittore dimenticato del XVI secolo: Giovanni Battista Zelotti (Venezia, ca. 1526 - Mantova, 1570). Attivo nell'area della Repubblica Veneta nel tardo Rinascimento, a lui sono attribuiti gli affreschi di alcune ville venete (Villa di Brugine, Villa Foscari della Malcontenta, Villa di Lonedo di Lugo Vicentino, Villa Thiene, Villa Emo di Fanzolo di Vedelago, Villa Caldogno), la facciata del palazzo Trevisan a Murano, il soffitto della Biblioteca Antica dell'Abbazia Benedettina Santa Maria Assunta di Praglia (Padova), del Palazzo Barbaran da Porto a Vicenza e della Basilica dei Santi Giovanni e Paolo (Venezia) e, infine, il ciclo di affreschi nel Castello del Catajo, scoperti dalla Prof. Jaffe.

Bella e sorridente, intatta come una scultura, bizzarra come tutti gli artisti: a dimostrarlo il nome delle sue due gatte, Tarquinia Molza e Tullia D'Aragona, le poetesse di cui parla nel suo libro "Shining Eyes, Cruel Fortune, The Lives and Loves of Italian Renaissance Women Poets", (Fordham University Press 2002).

Come lei stessa racconta, la sua carriera professionale comincia in età matura. Lascia l'Università dell'Illinois quando era ancora diciottenne per sposarsi ed è solo vent'anni più tardi, e precisamente il giorno in cui accompagna sua figlia al Radcliffe College, che decide di tornare agli studi. Si iscrive alla Columbia University e lei e sua figlia si laureano ad un giorno di distanza. Non ha rimpianti per la scelta fatta ma dice: "Mia madre avrebbe potuto avere più giudizio di me, sebbene donna molto intelligente, ma non mi pento di essermi sposata perchè ho avuto il dono più bello dalla mia unione: mia figlia". E così, dopo essersi laureata, accetta di lavorare come Capo del Dipartimento di Beni Culturali a Fordham. Pubblica i suoi primi tre libri, ovvero "Joseph Stella" (Harvard University Press); "John Trumbull, Patriot Artist of the American Revolution" (New York Graphic Society); and "The Sculpture of Leonard Baskin" (Viking Press), così come anche tanti articoli apparsi in giornali storici come Art Bulletin, Gazette des Beaux Arts, Arte Lombarda. La sua passione per la cultura italiana la porta a pubblicare "Shining Eyes, Cruel Fortune, The Lives and Loves of Italian Renaissance Women Poets" (Fordham University Press, 2002), ma comincia col suo primo articolo del 1964 sulla cosiddetta fontana "Barcaccia", la famosa Fontana a forma di barca che si trova a Piazza di Spagna, a Roma. È l'autrice dell'articolo pubblicato su la Nuova Enciclopedia "The Italian American Experience", che spiega minuziosamente il contribuito di artisti italo americani all'arte degli Stati Uniti negli ultimi 250 anni. Dopo essere andata in pensione, ha continuato come consulente per l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana di New York e il governo italiano le ha riconosciuto il titolo di Cavaliere in ordine di merito della Repubblica d'Italia.

Comincia così, nell'appartamento che affaccia su Central Park, il racconto della sua vita, con i segreti personali ancora non svelati, propri di una donna dallo stile incantevole e dallo charm invidiabile.

Prof. Irma, da dove nasce la grinta e la forte voglia di comunicare?

"Sono nata e cresciuta a Chicago, in una famiglia agiata, fino a quando mi sono spostata e trasferita a NYC. La vita è stata davvero generosa con me, sono stata fortunata. Se solo consideri che ho avuto due mamme: quella naturale e colei che mi ha allevata, Albertina, meglio conosciuta come "Pel", il nome con cui ero solita chiamarla. Proprio lei Pel, si è trasferita con me a NY e con me ha trascorso gli ultimi giorni della sua vita. Mia madre e Pel mi hanno allevata nella convinzione che io fossi unica, speciale, meravigliosa, ineguagliabile. Ma mia madre mi ripeteva che non tutto mi era dovuto e che prima o poi avrei dovuto restituire al mondo per così tanta grazia ricevuta".

È così che ha deciso di cominciare a studiare arte, scrivere e pubblicare?

"Mi sono iscritta al corso di arte perché al momento dell'iscrizione c'era un Professore, molto carino, che mi ha convinta. Ma non ho mai dipinto, nemmeno ricopiato un disegno, in vita mia. La lettura, la scrittura, la pubblicazione, rappresentano la cosa più grande per l'umanità e valgono a qualcosa: to keep the barbarians out of the doors!"

Come ha scoperto la Saga degli Obizzi?

"Devo la scoperta a Gernando Colombardo, il cui nome compare anche sul libro (come mi mostra). È un italiano che vive sei mesi in Italia e sei in America. L'ho incontrato al corso d'arte all'Università di Fordham, dove lui si era iscritto perchè in quel modo avrebbe potuto ottenere il visto come studente. Dopo l'ho assunto quando sono divenuta preside del Dipartimento di Arte a Fordham. Durante un suo viaggio a Padova, i suoi parenti lo portano a visitare il Castello del Catajo. Gli affreschi sono la cosa più attraente e, conscio della grandezza di ciò che aveva visto, mi chiama dall'Italia dicendomi di partire immediatamente per recarmi li. È così che è iniziato il mio lavoro di ricerca, a partire dal 2002, fino alla pubblicazione del libro".

E la sua passione per l'Italia?

"La cultura occidentale affonda le sue radici nella civiltà Greca e inevitabilmente in Italia. L'Italia rappresenta per me il meraviglioso mondo della cultura e degli intellettuali. Ovviamente non si può generalizzare tenuto conto che ho sempre avuto a che fare con italiani istruiti, educati. Ma anche nella mia esperienza con gli italiani, devo ammettere, sono stata molto fortunate".

In che senso si sente di essere stata fortunata con gli italiani?

"La prima volta sono andata in Italia nel 1952 con mio marito e un'altra coppia, ma non ho apprezzato il paese perchè ero una semplice turista. La seconda volta ci sono andata da sola, dopo essermi iscritta all'Università, nel 1956 e l'approccio è stato diverso. Nel prendere il taxi, che mi ha portata dall'aereoporto alla stazione Termini, ero così entusiasta di essere lì che ho dimenticato i bagagli nel taxi. Quando me ne sono ricordata e sono tornata al punto in cui il taxi mi aveva fermata, un portinaio della zona mi aveva riconosciuta e mi ha restituito i miei bagagli, che il taxista gli aveva dato nella speranza che io tornassi. È stato un bel modo di introdurmi a quel Paese che stavo appena scoprendo. Tra l'altro uno dei miei migliori amici è Eugenio. E poi, ho incontrato un uomo dopo la morte di mio marito, Italiano anche lui". 

Mi parli di quest'uomo.

"Mio marito muore nel 1987. Patrick, il nostro amico gesuita, mi è stato vicino dopo la sua morte. Ho capito però che la mia vita doveva cambiare e che avevo bisogno di un compagno/ Era con Patrick che andavo a teatro, agli eventi, anche perchè non mi sarei mai sognata di andarci con un'altra donna. Ma eravamo solo amici. Quando Patrick nel 1993 fu trasferito a Georgetown allora capii. Misi un annuncio sul New York Review, sapendo che in questo modo avrei puntato ad un pubblico di intellettuali, cui ero interessata. Ricevetti una lettera da un banchiere italiano, col quale cominciò una bellissima storia d'amore, durata circa un anno. Corrispondenza prima, poi viaggi insieme tra l'Italia e l'America fino a quando, il giorno dopo essersi trasferito qui da me, a NY, muore in ospedale. Per un anno ho dovuto digerire il dolore, ma non mi sono data per vinta. Ho ripubblicato un annuncio sulla stessa rivista e ho incontrato il compagno della mia vita, Farkang Zabiih (mi mostra le foto). È iraniano, e lo si vede dalla forma del naso, è più giovane di me di due anni, era Professore di Filosofia all'Università di Chicago".  

Incredibile ma vero. A 92 anni quasi, la Jaffe ricorda dei suoi amori e delle sue peripezie, col fervore e l'imbarazzo di una ragazzina. La vita certamente le ha sorriso, è stata benevola, ma lei ha saputo ricambiare, diffondendo il suo sapere e le sue scoperte