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CASA ZERILLI-MARIMÒ/CIRCOLO SARDO. "Ballo a tre passi" con Shardana

di Vanessa Usai

Il Circolo Shardana Usa debutta alla Casa Italiana Zerilli Marimò della New York University. A poche settimane dalla scomparsa improvvisa del presidente Bruno Orrù, il direttivo ha scelto la strada della continuità, portando a termine il penultimo progetto da lui appassionatamente intrapreso: raccontare la Sardegna al pubblico newyorkese con un film, attraverso gli occhi di Salvatore Mereu e il suo "Ballo a Tre Passi". E all'ex leader, attivissimo e instancabile promotore della propria terra, è stata dedicata la serata con un saluto semplice e sentito di Giacomo Bandino, neo presidente del Circolo. 

A introdurre il lungometraggio, vincitore della Settimana della Critica a Venezia nel 2003 e già presentato negli Usa al Sundance Film Festival di Robert Redford, è stato il direttore della Casa Italiana Stefano Albertini. Un'opera in totale antitesi con le produzioni cinematografiche hollywoodiane, lenta e decadente, dove il silenzio e i volti dei personaggi prendono il posto dei dialoghi. Da un episodio di primavera d'infanzia si dipanano quelli successivi, sulle altre stagioni della natura e della vita, dallo specifico punto di vista di un'esperienza umana tutta sarda, eppure universale. Uno spaccato arcaico in cui alcuni degli isolani presenti nella sala gremita hanno potuto ritrovare situazioni familiari e ricordi d'infanzia, i più giovani hanno forse osservato con scetticismo il mondo bucolico e a tratti anacronistico descritto da Mereu, mentre gli appassionati di cinema d'essay e habitués della NYU sono entrati per la prima volta in contatto con la terra, con la lingua, con la cultura sarda.

L'obiettivo di fondo della proiezione, e di tutte le altre manifestazioni promosse dal Circolo, è proprio quello di offrire uno spunto di incontro per i soci e dare l'opportunità di scoprire la Sardegna a quanti ancora non la conoscono. Da qui la scelta della Casa Italiana, punto di ritrovo newyorkese per tanti intellettuali e cultori dell'italianità.

Il Circolo Shardana fu fondato nel 2000 da un drappello di sardi residenti nell'area metropolitana di New York. Attualmente conta circa 170 soci, un numero non irrilevante se si considerano le cifre piuttosto esigue dell'emigrazione isolana in Nordamerica.

L'organizzazione aveva preso con Bruno Orrù un piglio molto "cosmopolita", con  programmi nel Tristate - New York, New Jersey e Connecticut -, a cadenza annuale (il picnic di giugno, il dinner dance e l'ormai tradizionale cena con i partecipanti sardi alla Maratona di New York) o speciali (manifestazioni dedicate alla lingua, all'arte e alla cultura sarda). Recenti gli sviluppi di interventi a Baltimora e Washington e addirittura a Salt Lake City, volti a trovare delle convergenze con le altre comunità dell'isola sparse negli Stati Uniti.

L'ultima iniziativa di Orrù vedrà la luce a maggio, quando, in collaborazione con la Fondazione Maria Carta, sarà allestita a New York la rappresentazione teatrale dedicata alla grande attrice e musicista scomparsa qualche anno fa.

Un omaggio a una delle figure più poliedriche e significative della Sardegna contemporanea e oggi anche un tributo al "deus ex machina" del Circolo: lo spettacolo deve continuare, cantava un profetico Freddy Mercury. Così avrebbe voluto Bruno Orrù.

 

 

 

Alla sede del Italian Government Tourist Board di Manhattan si terrà martedì 15 aprile una serata dedicata alla bellezza, il cibo, il vino della Sardegna, sponsorizzata dalla Regione Sardegna.