Italiani in America

Linda Berl Salvatore l'angelo sullo "Sky Dancer"

di Generoso D'Agnese

L'incidente arrivò subdolo, sotto forma di una banale caduta in casa. Da quel giorno del 2001, per Linda Berl Salvatore la vita é cambiata totalmente. E non solo per le operazioni malriuscite al ginocchio fratturato, operazioni avvenute proprio nella mattina di quell'infausto 11 settembre con un aereo dirottato in volo verso Washington.

Tante le coincidenze negative che hanno condizionato gli ultimi sei anni di Linda, ma la sua forza di volontà non é mai venuta meno, trasformando la sua storia in un piccolo affresco dal sapore agrodolce.

Linda Salvatore é nata a Youngstown, Ohio, nel 1960, figlia di genitori orignari di Toro (Campobasso) e dopo il diploma liceale presso la Haverford High School si è guadagnata la prima laurea a New Haven College. Al Master  all'Università di Syracuse in psicologia, ha fatto seguito l'impegno come consulente liceale presso la le scuole superiori.

Linda ha sempre diviso il suo tempo tra passione per lo studio e la psicologia e quella per il volo. Fin dai tempi universitari la ragazza impegnava il tempo libero esercitandosi con il volo e anche in amore ha seguito la passione per il cielo, sposandosi con un meccanico di aerei.

Linda Berl Salvatore ha dato un valore del tutto personale alla propria passione per il volo. Per anni infatti ha prestato servizio volontario per trasportare in aereo i residenti della Cheseapeake Bay Tangier Island verso gli ospedali specializzati della zona. Pagando di tasca sue le spese, caricando i pazienti sul suo agile Piper Cherokee, ha aiutato numerosi malati altrimenti impossibilitati a raggiungere celermente i luoghi di cura. Per i suoi studenti, Linda é diventata una vera e propria icona del coraggio mentre il suo Piper si é guadagnato il titolo di "Sky Dancer". In solitaria l'italiana ha anche attraversato gli Stati Uniti dalla costa del Pacifico fino a Philadelphia stabilendo anche un piccolo record di volo con il suo instancabile Piper.

I balletti nel cielo sono terminati bruscamente nel 2001. Una banale caduta dal portico della propria casa di Smyrne le ha distrutto il ginocchio e proprio nel giorno previsto per la delicata operazione di ricostruzione, il mondo ha vissuto la follia delle Twin Towers. Rimasta in balia dell'emergenza terroristica e di un'equipe medica fortemente scossa per le notizie provenienti dall'esterno, la ragazza ha sopportato una cattiva operazione che l'ha lasciata menomata nell'arto e soprattutto in balia di un dolore continuo e lancinante. Il dolore ha dominato la vita di Linda per almeno 4 anni consecutivi. Affetta da quella che in medicina viene definita la sindrome CRPS, la ragazza italo-americana ha sperato per anni di veder affievolire il dolore ma senza risultato. La sindrome CRPS venne diagnosticata per la prima volta durante la Guerra civile americana dal dotto silas Weir Mitchell e la causa precisa di questo dolore é tuttora sconosciuta. In alcuni casi può derivare da una terminazione nervosa danneggiata e le donne ne risultano affette più degli uomini. In alcuni casi i pazienti affetti da questa sindrome possono essere distrutti dal dolore. Anche per Linda gli ultimi anni sono trascorsi quasi sempre a letto, in posizione fetale e tra medici perplessi e sconsolati.Terapie fisice di vario tipo e assunzione di  farmaci oppiacei sempre più potenti non hanno risolto il problema lasciando peraltro la ragazza intorpidita e debilitata. Abbandonato il lavoro, l'ex pilota soltanto nel 2005 ha incontrato finalmente una soluzione accettabile. Venduto l'aereo, Linda ha incontrato Paul Christo, un chirurgo della Johns Hopkins Hospital di Baltimora appassionato di ricerca elettronica. Christo nel 2005 ha impiantato sotto la pelle della schiena dorsale (nel midollo spinale) alcuni stimolatori che frenano i segnali di dolore che vanno dal corpo al cervello. Finita sulle pagine del "Baltimora Sun" questa tecinica innovativa permette al paziente di regolare gli stimoli con un telecomando, adeguandoli al grado di dolore quotidiano. Pur non eliminandoli, riesce a coprirli e a regalare una vita dignitosa ai malati.

Dopo anni trascorsi nel letto, l'ex pilota del Delaware ha ritrovato la gioia di poter uscire a passeggiare e ha ripreso l'antica passione per il volo. Non é ancora perfettamente in grado di manovrare i comandi, essendo ancora in attesa di un nuovo intervento al ginocchio, ma ha potuto guidare almeno in pista il suo nuovo Piper Cherokee, in attesa di spiccare ancora il volo.

Il suo pensiero é sempre rivolto ai suoi tanti pazienti della baia di Chesepeake. Nella terra che fu degli indiani Rappahanock, Linda vuole riprendere il suo trasporto a fini umanitari e dimostrare al mondo che con la volontà (e l'intuizione di un bravo chirurgo) é possibile superare anche le difficoltà più ardue.