Musica

Elisa in concerto a New York

di Laura Caparrotti

E' nata a Montefalcone in Friuli nel 1977. la sua passione è la musica, soprattutto quella inglese, e ad appena quattordici anni inizia a cantare in un gruppo, i "Seven Roads", il cui repertorio è soprattutto di musica Blues e Rock anni '70. A soli diciotto anni, manda un suo brano alla Sugar di Caterina Caselli. È il 1995 e Elisa ottiene il primo contratto discografico "importante" con la Sugar. L'album di esordio "Pipes and Flowers" viene registrato negli Stati Uniti, grazie a Corrado Rustici, produttore di grandi artisti internazionali e promoter di Zucchero. Il disco vende più di 280.000 copie, ottenendo il doppio disco di platino. Nel 1998, Elisa vince il premio Tenco e il PIM (Premio italiano per la musica) come miglior opera prima; si esibisce all'Heineken Jammin Festival di Imola e come special guest nel tour di Eros Ramazzotti. Con il secondo album "Asilès World" (Asile sta per Elisa scritto al contrario), Elisa diventa una star discografica. Nel 2001 vince il Festival di San Remo con la canzone Luce (Tramonti a nord est), tradotta in italiano da lei e da sua madre e riarrangiata con Zucchero. Da qui sono solo successi e trionfi. Il pubblico americano ha sentito la sua voce nella colonna sonora del film "Ricordati di me" di Gabriele Muccino, dove Elisa canta la sua versione di "Almeno tu nell'universo", cantata precedentemente da Mia Martini. L'ha anche vista alle Olimpiadi invernali a Salt Lake City cantare durante la serata di chiusura, l'ha sentita duettare con Pavarotti e nella colonna sonora di All the invisible children, progetto di Spike Lee e John Woo.  La scorsa estate, l'Italia ha ballato sulle note del suo Stay e de Gli ostacoli del cuore, cantata con Ligabue. Ultimamente, ha appena finito di riarrangiare le musiche della versione italiana del musical "Hair". E ora è in arrivo per due concerti l'8 aprile al Joe's Pub, di cui il primo già tutto esaurito da tempo e il secondo, appena aggiuntosi, ora in vendita.

In una mattina di aprile abbiamo raggiunto Elisa al telefono e con lei vi presentiamo la sua carriera e la sua musica.

È vero che non eri potuta venire a marzo per via del visto?

"È una vecchia storia di anni fa. Ero stata in America a registrare un disco e per sbaglio sono stata tipo una settimana in più del tempo previsto e dunque adesso ogni volta che chiedo un visto negli Stati Uniti, ci vuole più tempo rispetto al solito."

Hai iniziato a cantare in inglese, è stato un caso o una scelta voluta?

"Un caso. Fin da piccola ho iniziato a sentire musica in lingua inglese; quando cantavo, imitavo i miei idoli, era un bel gioco. Poi alla fine è diventata una cosa importante, ma non avevo mai pensato alle conseguenze che poteva avere; cantavo in inglese e mi piaceva tantissimo. Anche perchè potevo scrivere cose che i miei genitori non avrebbero capito."

All'inizio sei stata identificata più come cantante straniera che italiana...

"Era difficile a livello di mercato. Devo dire che Caterina Caselli aveva tentato di convincermi a cantare in italiano, poi alla fine anche lei ha capito che non avevo nessuna intenzione di cantare in italiano."

Chi ti ha convinta di iniziare a cantare in italiano?

"La prima canzone che ho scritto in italiano è stata Luce, una canzone che esisteva in inglese e che io ho riadattato. Le persone che hanno pesato molto in questo processo sono state prima di tutto mia madre che mi ha dato un po' il coraggio, e poi Zucchero, che mi ha aiutato a trovare la chiave per dire le cose che volevo dire. Poi anche Caterina Caselli stessa visto che è partita da lei la richiesta."

Scrivi spesso per il cinema: come lavori col cinema, cosa ti piace e cosa non ti piace

"Cosa non mi piace nulla. Lo trovo stimolante, un mondo magico, mi piace molto lavorare con i registi, con persone che vengono da un mondo fatto di più di visioni, più vario. Mi esalta cercare le musiche giuste per quello che vogliono raccontare. Mi danno anche molti spunti, mi aprono la mente, quando scrivo per me dopo aver lavorato per un film, mi sento notevolmente diversa."

Adesso hai progetti cinematografici?

"No, ho appena finito di curare le musiche di Hair (versione del musical prodotto quest'anno in Italia, ndr.). Un lavoro molto bello, molto eccitante anche lì, ma adesso torno alla mia musica."

Come ti trovi a lavorare in Italia in questo momento?

"Facendo audizioni, ho visto che ci sono moltissimi talenti in giro. Penso che manchino contenitori, ci vorrebbero più spazi, ci vorrebbe una attenzione maggiore rivolta alla cultura e allo spettacolo. È stato impressionante vedere quali e quanti talenti ci sono ed è un peccato non sentirli in giro, sarebbe bello che il fermento non fosse così sotterraneo, ma che venisse più in superficie."

Hai fatto anche l'attrice in "Ellis Island" (musical presentato a Palermo, composto da Giovanni Sollima, ndr.)?

"Fortunatamente dovevo soprattutto cantare. È stata una esperienza molto bella e molto forte, in costume, interpretavo una ragazza dell'inizio del secolo siciliana, poi immigrata in America. Una esperienza molto formativa, da rifare assolutamente."

Che tipo di concerto farai a New York?

"Un concerto molto cantautoriale, perchè tutte le canzone che ho scelto per il disco americano sono di questo tipo. Un concerto intimo, con qualche momento rock, giusto per un posto raccolto come il Joe's Pub. Torneremo il 18 giugno al Joe's Pub e poi suoneremo a Los Angeles, ancora non sappiamo dove."

E a giugno, uscirà negli Stati Uniti Dancing, un cd che contiene molti successi della cantante. Ne riparleremo. Intanto, per informazioni sui biglietti rimasti per l'8 aprile al Joe's Pub, concerto delle 11:30pm, potete visitare il sito www.joespub.org o chiamare il 212-967-7555.