ARTE MOSTRE/ Ad Harlem a tutta velocità

di Samira Leglib

Nel 1909 Filippo Tommaso Marinetti scrive sul Manifesto del Futurismo: «Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un'automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo... un'automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bella della Vittoria di Samotracia».

A quasi cento anni di distanza, nell'era in cui la velocità si misura soprattutto nei megabites per secondo delle connessioni Internet, un gruppo di artisti recupera in una mostra il senso del passaggio di Marinetti alla ricerca di una ridefinizione che viaggi su vari livelli, dal sociale, all'esperenziale, al percettivo: «Oggi, una connessione internet super-veloce è percepita come una necessità e i pasti che non siano letteralmente "mordi-e-fuggi", sono diventati un'ideologia. La velocità è ormai un archetipo della modernità, un feticcio della post-modernità».

Harlem Studio Fellowship, il programma internazionale concepito da Ruggero Montrasio e Raffaele Bedarida che invita ogni tre mesi tre giovani artisti e provvede loro di alloggio e di uno studio in Harlem, presenterà infatti questo 31 Marzo l'exhibition: "High Speed, Smooth Movements", una serie di lavori realizzati durante i tre mesi (Gennaio-Aprile 2008) previsti dal programma. Curata da Raffaele Bedarida, prolifico curatore in patria oltre che professore di Storia dell'Arte presso il Brooklyn College, la mostra darà grande risalto alle opere di due artisti Italiani: Susy Blu e  Francesco Tumbiolo.

Susy Blu, nome d'arte di una degli artisti Italiani rappresentati, nasce nel 1978 a Chiavenna in provincia di Sondrio. A diciotto anni lascia la sua città per vivere tra Milano, Parigi e Barcellona e approdare un anno fa a New York. In questa mostra presenta "Fast Tourism", una serie di fotografie e un video che prendono a soggetto «il rituale transcontinentale di cronometrare il consumo culturale. In Sicilia, la sublime esperienza del vulcano Etna si è trasformata in un percorso di dieci minuti a piedi intorno a un piccolo cratere secondario che ha però il vantaggio di avere parcheggi e ristoranti». Nelle sue fotografie possiamo vedere «i corpi dei turisti che girano in fila indiana come tante formiche quando tutt'intorno percorsi sconfinati si aprono al loro sguardo senza essere considerati. Il video è ambientato invece a New York: «Il ponte, che da sempre è un simbolo della sfida tra gli ostacoli posti dalla natura e l'ingegno umano, si riduce oggi alla passeggiata turistica sul Brooklyn Bridge e, come le guide esperte "consigliano", non necessariamente fino all'altra sponda del fiume la quale richiederebbe troppo tempo, bensì fermandosi convenientemente a metà!».

Francesco Tumbiolo, pisano classe 1969, mostra invece due serie di dipinti: "Bookmarks" e "Waterproof Memoirs" e l'installazione A study for "As far as the dust". «Come una pallina da tennis egli gioca con le correlazioni tra fotografia, il movimento e l'esperienza attraverso il tempo rappresentata dall'interruzione di una partita di tennis. Si ferma il gioco, e con esso anche il nostro sguardo che lo seguiva».

"High Speed, Smooth Movements"

Opening Reception 31 Marzo 6-10pm

In esposizione su appuntamento dal 1 al 6 Aprile, 2008.

Email: info. harlemstudio@gmail.com
Tel: 646-542-9986      
Web: www.hsfny.wordpress.com

Harlem Studio Fellowship
128W 121 Street (between Lenox and Powell)