Economia

Vento italiano nelle praterie

di Vincenzo Miglino

Cielo, sole e un mare di vento. Snyder, 10.000 abitanti, è un paese perduto in mezzo alla prateria nella contea di Scurry, nord-ovest del Texas. Perduto ma ricco di risorse: la strada per Lubbock, centro più grosso dove si trova l'aeroporto, costeggia campi con centinaia di trivelle che estraggono petrolio. Altre trivelle, più piccole e sofisticate, sorgono vicino a queste, e servono ad aspirare gas naturale dal sottosuolo. E poi c'è il vento, che soffia fortissimo. Viene sfruttato per produrre energia elettrica, e la novità è che da due mesi, a Snyder, l'energia portata dal vento parla anche italiano. Le ultime pale eoliche sono infatti state costruite da Enel North America, società del gruppo Enel. E sono le pale più alte del mondo, con i loro 105 metri. In pratica quanto un palazzo di 25 piani.

In America le chiamano wind farms, fattorie del vento. Il Texas ne è pieno, come altri stati molto ventosi, California e Kansas ad esempio.

La storia del campo di Snyder comincia otto anni fa, quando Mac Etheridge, vecchio assicuratore in pensione, proprietario di una grande area di terreno, pensa di sfruttare l'energia eolica, di entrare nel business. "Nel 2000 - dice Mac - ho avviato le richieste per installare una torre meteorologica, per verificare la forza del vento sulla mia terra. Qui non è molto difficile ottenere le autorizzazioni, e a giugno del 2001 la torre era pronta. Lo sforzo economico non è stato esagerato, circa 10.000 dollari, ma per un anno ho dedicato gran parte del mio tempo al progetto di Snyder". Tempo ben speso, a conti fatti. La torre di Mac segnala che di vento c'è n'è, eccome.

La palla passa in mano ai tedeschi della Wkn, che portano avanti il progetto. Nell'ottobre 2006 arriva l'Enel, che compra tutto e in due anni alza 21 giganti, 21 torri eoliche da 105 metri, con un investimento complessivo di 100 milioni di dollari.

Toni Volpe, amministratore delegato di Enel North America, spiega perché le pale di Snyder sono così alte. "A quell'altezza, a 105 metri, il vento soffia più forte, quindi riusciamo a produrre più energia. Ogni turbina ha una capacità di 3 megawatt, 63 per tutto il campo. Quanto basta per il fabbisogno di 12mila famiglie. Un risultato irraggiungibile con 21 pale di dimensioni minori". L'energia che scende dal cielo è raccolta in una sottostazione, smistata nelle reti di trasmissione locali e venduta ad una utility texana per 95 dollari a megawatt/ora. Facendo due conti, l'Enel raccoglie grosso modo 6.000 dollari al giorno da ogni pala. Ne beneficiano anche il vecchio Mac e gli altri proprietari terrieri dell'area della farm, che percepiscono una rendita.

Certo, l'eolico non è una fonte energetica totalmente affidabile, il suo rendimento cambia al soffiare del vento. Ma non si costruiscono 21 turbine senza delle indagini approfondite. "Questo campo - dice Volpe - sorge su un altopiano, perché qui è tutto piatto, quindi anche la minima altura fa accelerare il vento. Inoltre i dati eolici di lungo periodo ci davano ottimi risultati: va bene se il vento e' forte, ma deve essere anche costante e unidirezionale. Se soffia da più direzioni le macchine sono sottoposte a sforzi eccessivi".

Pare proprio che a Snyder queste caratteristiche ci siano tutte. Accanto alle torri Enel ne sorgono centinaia di altre, tutte a caccia dello stesso vento. Che stranamente non ha un nome ("chiamatelo pure west Texas wind", dicono gli operai che lavorano quaggiù), ma poco importa. A identificarlo basta la sua velocità, che in una giornata ottimale è di 50 kilometri orari. In casi particolari può arrivare anche a 90 all'ora, ma così è troppo, a queste velocità le turbine si fermano in automatico.

Sembrano dei missili, sono enormi ventilatori bianchi a tre eliche che si perdono nel cielo texano, in mezzo ai campi di cotone in cui si riflette lo stesso bianco. A vederle da lontano appaiono l'una accanto all'altra, ma in realtà ogni pala dista circa 300 metri dalla sorella più vicina, per ragioni di sicurezza e per sfruttare meglio il vento. Già, il vento. A Snyder ti entra dentro la testa, e da terra, ai piedi dei giganti bianchi, si sente il rumore delle pale che girano, si sente questo rumore costante e si vede sulla prateria l'ombra delle girandole rotanti.

Steve Pike, direttore operativo di Enel North America, ha seguito il progetto in prima persona, e spiega che in Texas non è poi così difficile, per chi vuole investire nell'eolico, farlo in tempi brevi. "Il Texas ha una politica molto aggressiva sull'eolico, lo stato, i proprietari terrieri e le popolazioni locali accettano con facilità i progetti di costruzione di nuovi impianti". "Con facilità certamente maggiore rispetto all'Italia", aggiunge Volpe. Qui, nel paese dei grandi spazi vuoti, dei cowboy e delle bistecche, i grattacieli bianchi nel deserto sembrano persino eleganti. Non ci sono grossi vincoli ambientali da rispettare, "sicuramente meno che in altri stati americani, come quelli della west coast", dice Pike, e non ci sono aree densamente popolate, come nella East Coast.

Insomma, tutto questo vento è foriero di ricchezza, oltre che di energia pulita. In America l'eolico si sviluppa a ritmi elevatissimi, nel 2007 la capacità eolica Usa è cresciuta del 45%, grazie anche ai sussidi federali (crediti d'imposta) per chi investe sulle rinnovabili. Il Texas è lo stato che cresce di più, con 1.600 megawatt installati nell'ultimo anno. Perché oltre al vento, in Texas ci sono buone reti di trasmissione dell'energia, che una volta prodotta, anche in mezzo alla prateria, arriva facilmente nelle case.

L'Enel inaugura a giorni un nuovo impianto a Smoky Hills, in Kansas. Anche lì tanto vento, tanta energia e tanti soldi, le stesse strade lunghe e deserte, e gli stessi vecchi tralicci di legno su cui corre l'elettricità. Pali di legno, a volte anche traballanti, è così che viaggia l'energia americana. Ovunque come a Snyder, Texas, tra le torri bianche e le balle di cotone.