A modo mio

L'opinione degli italiani

di Luigi Troiani

Con le elezioni in arrivo, fioccano previsioni e sondaggi, che raccontano verità spesso diverse, talvolta conflittuali, sulla realtà Italia e sulla leadership che presumibilmente dovrà guidarla nel prossimo quinquennio. C'è un Istituto, nel paese, che per mestiere interroga regolarmene l'opinione pubblica, con riconosciuta competenza e professionalità, tanto da essere divenuto riferimento fisso per i corrispondenti della stampa estera. Le sue ricerche e pubblicazioni costituiscono approdo obbligato per chiunque voglia capire la contraddittoria situazione dell'Italia contemporanea.

      Il fondatore dell'Istituto, che da lui prende il nome, Nicola Piepoli, ha realizzato, insieme a Roberto Baldassari, per i tipi di Franco Angeli editore, l'annuario 2008 sull'"Opinione degli italiani", riassumendo e schematizzando il risultato di interviste e contatti, in particolare con "uomini e donne di eccezionale valore, i costruttori del nostro Paese". La pubblicazione consta di due sezioni: la prima riguarda i fatti dello scorso anno con le correnti d'opinione verso le istituzioni e il sistema paese, la seconda commenti e previsioni sull'anno in corso. Pubblicata prima dello scioglimento delle Camere e la chiamata alle urne, il documento non risente delle strumentalizzazioni della campagna elettorale e risulta quindi piuttosto utile.

      Gli uomini della politica, a parte l'eccezione del presidente della Repubblica (ma Ciampi totalizzava punteggi che Napolitano si sogna) escono piuttosto male, in particolare il governo Prodi con una squadra che propone 5 ministri sufficienti su 25, e i due leader di governo e opposizione Prodi e Berlusconi ampiamente al di sotto del 50% di gradimento. Interessanti i picchi di percezione su alcune parole chiave: "è determinato" (71 Berlusconi, 59 Prodi), "è onesto" (61 Prodi, 43 Berlusconi), "ha fantasia" (27 Prodi, 69 Berlusconi). Veltroni, sulle stesse voci riceve rispettivamente: 56, 53, 45, e alla domanda "produce un futuro migliore" realizza 45 come Prodi, (43 Berlusconi. Come dire che Veltroni non veniva percepito, a fine 2007, come l'"uomo nuovo" in grado di battere Berlusconi. Trasferiti in voti elettorali, gli attestati di gradimento significano, per i ricercatori dell'Istituto Piepoli, 55% al centro destra e 45% al centro sinistra, percentuali che, peraltro, ad oggi non sembrano essersi mosse in modo apprezzabile. Cade a piombo nei gradimenti anche la novità Beppe Grillo, che rileva un valore 65 all'inizio di settembre e 23  a novembre 2007.

      Guardando agli umori degli italiani, a fine 2007 la percezione più diffusa rispetto al 2008 era di un anno sostanzialmente "uguale", senza molte attese di miglioramenti. Tra i due estremi, chi vedeva il nuovo anno "migliore" del precedente e chi lo vedeva "peggiore", il saldo premiava i primi nella valutazione generica (27 contro 18), i secondi con riguardo all'economia (30 contro 17).

      Il libro del think tank di Piepoli è interessante anche per le innovazioni proposte dalla formula editoriale. Contiene l'agenda degli avvenimenti (per oggi ricorda che cadono i compleanni di  Carlo Pesenti e Roberto Formigoni), con spazi per appunti e commenti. Riporta una cinquantina di pagine formative su "parole chiavi" dell'anno (nell'elenco, gradite: America, Cittadini, Europa, Legalità, Lettura, Società, Sud, Università), con annessa bibliografia da consultare. Dulcis in fundo, per non smentire la fama di gentiluomo, Nicola Piepoli inserisce, in chiusa, due paginette con l'elenco degli istituti che effettuano sondaggi e ricerche sull'opinione pubblica in Italia, tra cui il suo.