Che si dice in Italia

Battesimo con clamore

di Gabriella Patti

 Posso dire la mia sulla conversione al cattolicesimo dell'ex musulmano Magdi Allam? Non ho certo nulla da obiettare sul fatto in sè: la fede è un fatto talmente intimo e personale da essere indiscutibile. E ognuno, grazie al libero arbitrio, è libero di fare le scelte religiose che ritiene più giuste. Inoltre, essendo cattolica, la cosa non può per certi versi che farmi piacere. Ammetto, però, che qualche perplessità me l'ha suscitata il modo scelto. Quel battesimo officiato solennemente dal Papa in persona in San Pietro, la scelta della tempistica senz'altro suggestiva - la notte della vigilia di Pasqua -, la pubblicizzazione dell'evento, andato praticamente in diretta in mondovisione, l'abbondante racconto dello stesso neoconvertito sul Corriere della Sera di cui è vicedirettore: tutta questa enfasi - insomma -  mi riempie di dubbi. Non soltanto di natura politica: non so e non mi interessa sapere se sarebbe stato meglio non sottolineare troppo il fatto, per non "irritare" il già facilmente irritabile mondo dell'estremismo islamico; né mi preoccupa, se non per lui, che Allam sia da tempo sotto scorta per i vari e spesso condivisibili articoli che ha scritto e di sicuro continuerà a scrivere contro l'integralismo di alcuni dei suoi ex correligionari. Non è questo. E' che a me, laica ma pur sempre - ripeto - cattolica, vengono in mente le parole pronunciate da Gesù duemila anni fa: "Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. Tu, invece, quando preghi, entra nella tua stanza e, chiusa la porta, prega il Padre tuo in segreto".  Per dirla ancora con Nostro Signore: "Chi ha orecchie per intendere, intenda". Dopo di che: benvenuto, Magdi "Cristiano" Allam.

   E ORA: DAGLI CONTRO LA MOZZARELLA!  L'improvviso allarme diossina  sul bianco formaggio, emblema della Campania e indispensabile complemento di ogni pizza in tutto il pianeta, viene da Giappone e Corea. Paesi - detto per inciso - che farebbero magari bene a controllare i livelli di pericoloso inquinamento del loro pesce crudo. Ma non per questo va preso meno sul serio. Forse è solo un nuovo capitolo delle ricorrenti campagne di stampa che, a turno, prendono di mira un prodotto e ne portano il settore al collasso. Chi non ricorda l'aviaria o la mucca pazza? Oggi polli e bistecche sono tornati sulla tavole di tutti. Finirà così anche per le mozzarelle, magari dopo che saranno stati spesi tanti soldini per commissionare studi, ricerche e analisi. Per parecchie imprese che rischieranno il fallimento, qualcuno si arricchirà. E' sempre successo. Ma è impossibile non leggere questa storia senza accostarla allo scandalo della spazzatura napoletana. Una vergogna che ha portato Napoli e tutta l'Italia sulle prime pagine di tutti i giornali. E che ha fatto un danno enorme all'immagine del nostro paese, che non ha certo bisogno di nuovi colpi. Viene malignamente da pensare che l'attacco alla mozzarella sia stato "pensato a tavolino". E che, forse, ce lo siamo meritati.

  OH LA' LA': i francesi si italianizzano. Difficile non pensarlo dopo l'improvviso voltafaccia - che, pudicamente, i nostri giornalisti definiscono "ammorbidimento" - sulla questione  Alitalia. Ora Air France,dice che, no, abbiamo capito male: se comprerà la nostra disastrata ex compagnia di bandiera  garantirà il posto di lavor a tutti,"nessuno resterà per strada". Ma come? Uno dei problemi che ha portato al quasi fallimento la società di via della Magliana (che avrebbe già chiuso i battenti da tempo, senza il solito ossigeno statale cioè dei conribuenti) è proprio l'eccesso di personale. Si vede che i "cugini" transalpini hanno dovuto fare buon viso a cattivo gioco: per trattare con gli italiani bisogna accettarne i ricatti, pardon: le modalità.

Dei politici, dei sindacati, delle corporazioni, della pubblica opinione. Con buona pace delle più elementari regole del mercato, dell'economia e del buon senso amministrativo. Sarà che a sancire l'ammorbidimento è stato direttamente il grande capo di Air France, Jean-Cyril Spinetta. Francese, ma corso di famiglia come si evicne dal cognome. Quindi, in fondo, "italiano". Che sia scattato il richiamo del sangue?