SPECIALE/CONFERENZE/ Il giurista Gentili celebrato a NY

di Michelina Zambella

Un francobollo, conferenze nazionali e internazionali, la traduzione di una sua opera in inglese: un tris vincente per ricordare il Quarto Centenario della morte di Alberico Gentili, il grande giureconsulto e intellettuale umanista (San Ginesio il 14 gennaio 1552- Londra il 19 giugno 1608), padre fondatore della scienza del diritto internazionale moderno.

La celebrazione internazionale è cominciata presso la Facoltà di Giurisprudenza della New York University il 14 e 15 marzo 2008, con la Conferenza intitolata "A Just Empire? Rome's Legal Legacy and the Justification of War and Empire in International Law". Studiosi provenienti da diverse discipline, dalla storia al diritto, nonchè da diverse parti del mondo, si sono interrogati sulla tradizione del diritto romano e sui suoi tentativi di giustifcare l'imperialismo attraverso la legge. Ad aprire il dibattito, venerdi 13, il Prof. Martti Koskenniemi (Helsinki/ NYU) con una premessa sulla "Ragione di stato e la riconsiderazione della preistoria della legge internazionale" seguita dai panel che, nei due giorni successivi, hanno analizzato temi quali "La legge romana e l'imperialismo romano nel pensiero moderno internazionale", il "De armis Romanis" di Gentili, "La legge, la Guerra e l'Impero nella teoria internazionale del XVI e XVII secolo", per poi passare col secondo panel ad analizzare "La legge nel pensiero politico internazionale europeo del XVIII secolo e la sua influenza sulla Guerra, sul commercio e sull'impero".

Ciascuno, a suo modo, col proprio sapere e le proprie ricerche ha dato un apporto significativo ad un incontro che ha voluto celebrare Alberico Gentili, la cui opera maggiore, il De Iure Belli pubblicata nel 1598, è considerata un "classico del diritto internazionale" per il suo ruolo basilare nella genesi della disciplina, ma anche come un "classico" della letteratura storica, politica e giuridica del Rinascimento europeo. Tra gli studenti accorsi a riempire la sala dell'Università, anche due cugini che il Prof. Kingsbury ha personalmente invitato: Beatrice Scala- Fishler e James Bernardi, i quali hanno scoperto di avere come antenato un Alberico Gentili di San Ginesio, emigrato negli Usa all'inizio del ‘900. Un viaggio nel passato ha portato i due dal Professore, che li ha illuminati sull'omonimo giurista, e che li ha appassionati come non mai allo studio dello stesso.

La Conferenza ha rappresentato anche l'occasione in cui gli organizzatori dell'evento, Benjamin Straumann, borsista gentiliano, e il Professore Benedict Kingsbury, Direttore dell'Institute for International Law and Justice (IILJ), hanno annunciato la pubblicazione dell'edizione in inglese con introduzioni del "De Armis Romanis libri duo" di Alberico Gentili, tradotta da David Lupher, eminente specialista di lettere classiche presso l'Università di Puget Sound.

"Un progetto editoriale che, dopo tre anni di complicate gestazioni, è in drittura d'arrivo"- dice Pepe Ragoni, Segretaria del Comitato Nazionale Gentili, istituito dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali, venuta dalle Marche in Rappresentanza del Presidente del Centro Internazionale Studi Gentiliani, S.E. l'Ambasciatore d'Italia Giuseppe Balboni Acqua. "Un progetto - continua la Ragoni - reso possible grazie alla tenacia del Centro Internazionale Studi Gentiliani, mai scoraggiato dalle difficoltà economiche; grazie soprattutto al mecenatismo dell'industriale calzaturiero Silvano Lattazzi titolare della Zintala di Casette d'Ete, con la sua donazione alla NYU con cui ha sponsorizzato la borsa di studio gentiliana, nonchè alla dedizione di tre illustri studiosi di Gentili, tre Professori accademici quali il Prof. Diego Panizza, storico della teoria politica presso il Dipartimento di Studi Internazionali dell'Università di Padova; Alain Wijffels, Professore di Diritto comparato e storia del diritto all'Università di Brussels, e il curatore dell'edizione inglese presso la Oxford University Press, il Prof. Benedict Kingsbury".

Come Pepe Ragoni e il Professor Donizza ci spiegano, il Centro Internazionale Studi Gentiliani, è stato fondato a San Ginesio nel maggio 1981 da un piccolo drappello di sanginesini con la ‘mission' di onorare la memoria e promuovere gli studi su Alberico Gentili. Da allora ha svolto il proprio ruolo istituzionale organizzando regolarmente Convegni biennali, chiamati Giornate Gentiliane. I convegni sono diventati sempre più importanti nel tempo, grazie alla partecipazione di eminenti Accademici italiani e stranieri provenienti dalle maggiori Scuole di diritto internazionale, di Storia del diritto e di Storia delle Dottrine Politiche. Gli Atti, pubblicati regolarmente in una apposita Collana presso la Casa editrice Giuffré di Milano, hanno contribuito a diffondere nei circuiti internazionali il lavoro del Centro Studi. E' accaduto così che, sia per lo spessore dei contributi che per la formula interdisciplinare dei Convegni, il CISG si è imposto come principale catalizzatore e punto di riferimento della più recente ricerca accademica su Gentili, nonché come accreditato forum di dibattito su tematiche internazionalistiche emergenti. Nel 2000 ha anche preso il via l'assegnazione su bando del "Premio Alberico Gentili" assegnato a tesi di Laurea e a tesi di Dottorato meritevoli, selezionate da una commissione di Storici e Internazionalisti appositamente insediata.

Come il Professore di Padova ha sottolineato nel corso della Conferenza col suo saggio "Il De Armis Romanis: il modello romano del giusto impero", nella più recente storiografia il Gentili è rappresentato, oltre che come giurista internazionalista, nel ruolo di giurista ideologo e di intellettuale globale. "Se la trattazione gentiliana è caratteristicamente sistematica, lo è tuttavia in senso debole, in contrasto con il senso forte, di impronta razionalistica, di Grozio e degli altri scrittori della scuola moderna di diritto naturale. Esempi storici e opinioni dotte costituiscono invece la base su cui Gentili, con metodo largamente induttivo, costruisce i principi di diritto delle genti/diritto di natura, il consenso fungendo da principio di legittimazione. Questo stile di pensiero è interpretato con spirito fortemente realistico, da cui discende una classificazione delle giuste cause di guerra che non ammette una divergenza troppo ampia tra ciò che è giusto e ciò che è conforme alla migliore prassi degli stati. Ne discende anche la tesi famosa del Bellum iuste geri utrinque, ossia la tesi della giustizia bilaterale della Guerra. Oltre all'elemento sistematico, il secondo elemento cruciale su cui si fonda l'apporto di Gentili alla genesi del diritto internazionale moderno è il carattere giuridico impresso ai principi normativi da applicare alle relazioni fra gli Stati"- afferma il Professore.

In altri termini, Gentili ha posto il fondamento del diritto internazionale come qualcosa di distinto dalla teologia da un lato e dalla moralità dall'altro. Dato questo che non era affatto scontato all'epoca del Gentili. Vista sotto il profilo dei suoi contenuti ideologici, dunque, l'opera di Alberico Gentili costituisce la più alta espressione della giurisprudenza umanistica europea, in quanto riflette temi e assunti caratteristici della cultura politica umanistica, da Machiavelli alle tendenze neoscettiche del tardo Cinquecento. Ne è conferma la sua visione realistica e conflittuale delle relazioni internazionali, in cui le ragioni della sicurezza e della potenza degli Stati, secondo formulazioni ispirate alla teorica della "ragion di Stato", sono riconosciute come legittime. Al di là del suo ruolo fondamentale nella formazione del diritto internazionale e della teoria politica moderna, il significato più profondo e permanente dell'opera di Alberico Gentili deve essere individuato nel rifiuto del fondamentalismo ideologico, nell'apertura al pluralismo culturale e nell'accettazione del pragmatismo politico.