Tecnologia. i-Italy, per condividere l'Italian way

di Giuseppe Greco

Parlano i numeri. Secondo il database dell'anagrafe consolare vi sono sono oltre 200.000 cittadini italiani residenti negli Stati Uniti. Inoltre qui gli americani italiani sono il quinto gruppo etnico più numeroso. Se poi guardiamo ai dati forniti dallo U.S. Census Bureau, quasi 16 milioni di persone identificano sé stessi come Italian American e, di questi, circa 13 milioni riconoscono l'Italia come la prima nazione di discendenza. Si stima anche che un americano su dieci abbia una qualche parentela di sangue con l'Italia. Il numero totale della discendenza italo americana supera dunque ampiamente i 20 milioni di persone, per il 95% nati e cresciuti negli Stati Uniti. E a questi si devono aggiungere milioni di cittadini americani che amano e apprezzano l'Italia, l'arte e lo stile, la cultura e il cinema, le bellezze naturali ed architettoniche, la gastronomia e il "modo di vivere" - in una parola: l'Italian way of life.

Si tratta, se volessimo riprendere un termine molto ampio coniato da  Piero Bassetti, dei cosiddetti "Italici" negli USA. Il Presidente della Fondazione Giannino Bassetti e di Globus et Locus ha infatti distinto tre gruppi di "Italici": a) i cittadini italiani, b) i figli e i pronipoti degli italiani emigrati, c) tutti gli abitanti del mondo che pur non avendo rapporti di consanguinità né con gli uni né con gli altri, condividono aspetti rilevanti della civiltà italica.

Dunque, come unire e mettere in comunicazione un universo così vario, sparso sul territorio statunitense, e non solo? Internet viene naturalmente alla mente, vista appunto la dispersione territoriale. Eppure questa vastissima audience potenziale non ha avuto fino ad oggi un luogo di incontro, di informazione e dibattito online, a parte qualche lodevole esperimento di carattere istituzionale privo però di reali strumenti di interazione.

Da alcuni mesi, però, un luogo del genere ha cominciato ad esistere. Grazie al progetto E.USIC (Empowerment of U.S. Italy Community) - finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Fondo Sociale Europeo e presentato dal Dipartimento di Sociologia e Comunicazione della Sapienza Università di Roma in collaborazione con partner americani - è stata realizzata una nuova comunità virtuale dedicata agli italiani in America e gli americani italiani. 

Si tratta di un complesso portale strutturato in tre livelli:

1) una open-access community (www.i-Italy.us) in cui vi sono attualmente circa 350 membri  che hanno potuto partecipare ad un concorso di "Citizen Journalism/Digital Witness" sponsorizzato da Alitalia e la cui premiazione avverrà il 17 Marzo durante la conferenza di chiusura del progetto E.USIC e di inaugurazione ufficiale del portale che dovrà imparare a "camminare sulle proprie gambe";

2) una rete di "Bloggers" costituita da giornalisti, esperti, intellettuali e e commentatori che animano il portale con loro articoli e opinioni;

3) una sezione editoriale vera e propria (www.i-Italy.org) che si alimenta sia di contributi redazionali che di quelli provenienti dai Bloggers e dai membri della community.

Questa comunità online ha dunque la caratteristica di essere collegata ad un network editoriale multimediale i cui contenuti sono alimentati da soggetti diversi che operano in sinergia: giornalisti e citizen journalist, commentatori ed esperti, "bloggers" e accademici, residenti sia in Italia che negli USA, nonchè da collaboratori di testate italiane all'estero come America Oggi ed il suo settimanale Oggi7.

Il nome scelto per il network è i-Italy,  mentre il claim per sintetizzare la visione del progetto è Italian/American Digital Project. i-Italy per giocare anche in modo evocativo con il successo dell' i-Phone, dell' i-Mac, di i-Tunes: nella prima lettera "i", il senso della partecipazione diretta, ma anche della rete telematica (i = io; ma anche i = Internet).

i-Italy vuole promuovere l'informazione, il confronto e il dibattito culturale con lo scopo di diffondere negli USA una conoscenza più approndita dell'Italia e, in Italia, una maggiore consapevolezza dell'esperienza storica e contemporanea della numerosissima comunità degli americani di discendenza italiana.

Facendo capo al brand "i-Italy"è stato costruito dunque un complesso insieme di strumenti e luoghi di interazione virtuale. A pochi mesi dal suo lancio la community (www.i-Italy.us) risulta popolata di persone registrate che scrivono, discutono, creano relazioni, si scambiano opinioni ed informazioni.  I numeri sono promettenti. Finora questi utenti hanno condiviso con la comunità 360 blog pst, 230 video, 1500 fotografie, creando 50 forum e 15 gruppi di discussione. Rappresentano la punta di un iceberg avendo la community attratto fin d'ora la curiosità di 10.000 "visitatori unici" raggiungendo circa 100.000 "page view". 

Incoraggianti le cifre anche per il network editoriale vero e proprio (www.i-Italy.org), costituito da un Magazine in doppia lingua, da una serie di Speciali di approfondimento sempre aperti e da una area Multimedia dove è in corso un esperimento di web/radio/tv.

Nei suoi primi mesi di vita i-Italy.org ha avuto 110.000 "page view" e 8.000 "visitatori unici".

L'approccio fortemente orientato allo spirito del Web 2.0, basato sul principo dello User Created Content e dell'interazione sociale come cuore dell'attività della rete, è stato evidentemente una carta vincente. Il successo dell'iniziativa ha infatti convinto alcuni suoi promotori a continuare ed andare oltre la fase di start-up, ora che il progetto EUSIC, che ha visto formare 12 studenti nel corso della realizzazione del network, sta terminando. E' stata infatti costituita per continuare una associazione culturale senza scopo di lucro, ospitata presso il John D. Calandra Italian American Institute (Queens College, CUNY)  aperta alla partecipazione di tutti gli utenti della rete ed esponenti della comunità italiana in America.

Lunedì 17 alle 18.00, presso la CUNY Graduate School and University Center (Manhattan, 34th St. & 5th Ave.) verrà quindi concluso il progetto EUSIC e celebrato questo battesimo e ‘passaggio di consegne' con un convegno intitolato: "New Media, Citizen Journalism & Italian America".

Interverrano tra gli altri: Vincenzo Amato, attore e scultore; Michael Arena,

Journalist, Direttore per la Comunicazione e il  Marketing, CUNY;

Ottorino Cappelli, Università "L'Orientale", Napoli: George De Stefano, scrittore; Patrizio De Nicola, University "La Sapienza", Roma; Renato Fontana University "La Sapienza", Roma; Annie Lanzillotto, scrittrice e Performance Artist, Mackenzie Cooper

Community Advocate, ning.com (via Skype); Gianfranco Norelli, Giornalista, regista; Anthony J. Tamburri, Dean del J.D. Calandra Italian American Institute, Queens College, CUNY.

Nel corso della serata verranno trasmessi anche gli auguri , registrati in video, all'iziativa del Console Generale Francesco Maria Talò e del direttore dell'Istituto Italiano di Cultura, Renato Miracco. Saranno dati gli attestati del corso agli studenti e premiati gli utenti di i-Italy.us che hanno vinto il primo concorso di "Citizen Journalism/Digital Witness". Il primo premio, sponsorizzato da Alitalia,  verrà consegnato dal Senior Vice Presidente di Alitalia Nord America, Thierry Aucoc.

Tra i soggetti americani che hanno sostenuto e reso possible il progetto:  Il John D. Calandra Italian American Institute, Queens College, CUNY; Casa Italiana Zerilli-Marimò, NYU; la Società Dante Alighieri,  New York; il Gruppo Esponenti Italiani; America Oggi; Radio ICN; l'Associazione dei Corrispondenti Italiani in Nord America; Italian American Committee on Education e altri.

Domani, lunedi 17 marzo, allegato ad America Oggi. uscirà uno speciale realizzato grazie ai contributi dei bloggers di i-Italy.