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Per scoprire il suono dell'oceano

di Michelina Zambella

Il dolore per chi soffre e la volontà di porvi rimedio, se associati alla tecnologia, possono produrre soluzioni positive e talvolta soddisfacenti, come l'impianto cocleare studiato appositamente per i sordomuti. "Dopo l'intervento cocleare, l'ho portato sulla spiaggia perchè volevo provasse un'esperienza bella e potente. Il momento che ricorderò per sempre è la sua espressione nell'ascoltare l'oceano e il rumore delle sue onde, per la prima volta".

È con queste parole profonde e commoventi che Joseph Rienzi ha spiegato, domenica 9 marzo ad Howard Beach, New York, al Gala dinner annuale della Fondazione Rienzi per la ricerca sull'impianto cocleare, la nascita della Fondazione (www.rienzifoundation.org), di cui è co-Presidente assieme a suo padre Michael, importatore di cibo, emigrato negli States dalla Basilicata più di 30 anni fa. "La Fondazione Rienzi ha sede ad Astoria ed è nata tre anni fa come organizzazione non profit che raccoglie fondi a favore della ricerca e dello sviluppo di impianti cocleari e tecnologici, ma anche per supportare le spese di diagnosi, di intervento chirurgico e programmi di riabilitazione dei sordomuti".

L'attività di raccolta fondi è al suo terzo anno consecutivo e si è confermata un successo, a detta dei tanti convenuti, italiani e americani. Ad onorare la serata la Dott.ssa Margaret J. Giannini, Premio per la Ricerca, che ha sottolineato come le donazioni ricevute nell'anno 2006 e 2007 dal Centro per impianti cocleari dell'NYU abbiano consentito di raggiungere ottimi risultati: "Tra gli altri progetti finanziati, ad esempio, è stato concluso il progetto pilota per l'interazione tra bambini che utilizzano l'impianto. Ora invece si stanno valutando i progetti per la realizzazione di dispositivi elettronici più sottili e potenzialmente meno traumatici".

Il bellissimo scenario di Russo's on the Bay, ad Howard Beach, dunque, ha fatto da sfondo ad una storia personale che comincia tre anni fa, quando il piccolo Michael Rienzi ha ricevuto l'intervento e suo padre Joseph lo ha portato in spiaggia affinchè imparasse ad ascoltare. Del piccolo Michael, che a maggio compirà nove anni, le sue insegnanti si dicono soddisfatte e sbalordite per i risultati ottenuti: "Con l'impianto riesce a sentire, non benissimo, ma almeno non è più sordo. Inoltre, ha fatto enormi progressi anche con la parola".

Ma cerchiamo di capire, nello specifico, cos'è un impianto cocleare. Come il piccolo Michael ci mostra, l'impianto cocleare o cosiddetto "orecchio bionico" è una protesi in grado di ripristinare la funzione uditiva di pazienti con sordità profonda, perchè stimola direttamente le cellule gangliari da cui origina il nervo. Questo nuovo segnale raggiunge il cervello e viene riconosciuto come suono. In molti casi e in particolare nei bambini ciò avviene dopo opportuna riabilitazione. Gli impianti cocleari attualmente presenti nel mercato consistono fondamentalmente di due parti, parte interna e parte esterna. La prima, che viene posizionata chirurgicamente, è costituita dal ricevitore/stimolatore e dagli elettrodi. La parte esterna è costituita dal processore vocale, dal microfono dall'antenna e dai cavi di connessione. Un piccolo dispositivo elettronico che cambia la vita, dunque. Come Michael Rienzi, nonno, ci spiega "L'idea della Fondazione è nata per sostenere tutti i sordomuti che, come mio nipote, hanno bisogno di assistenza. Le donazioni  provengono per il 50% dagli italo-americani di seconda e terza generazione del settore medico, ma anche da catene di supermercati. La nostra volontà è anche quella di supportare gli italiani che ricorrono all'intervento cocleare in America, sostenendo spese immani e non sempre facilmente sostenibili, che destabilizzano gli equilibri di intere famiglie".

Una causa giusta che lo scorso anno ha trovato approvazione anche da parte dell'ex Presidente Bill Clinton il quale ha detto: "Con 35 milioni di Americani che soffrono di problemi di udito, ammiro la Fondazione Rienzi per aver incoraggiato la ricerca e lo sviluppo di impianti cocleari, un nuovo trattamento rivoluzionario".

Il dono dell'udito, assieme agli altri quattro sensi, è così prezioso ma scontato per chi ce l'ha, che abbiamo bisogno di eventi mondani per ricordare quanto siamo fortunati. Parlare a gesti e imporre a chi ti circonda un linguaggio diverso cambia la vita, al sordomuto e ai suoi familiari. La famiglia Rienzi ha dato sinora prova del fatto che i problemi familiari, talvolta, possono dar vita a idee e progetti che aiutano ad alleviare il proprio dolore, generando al tempo stesso una spirale di solidarietà che aiuta a non sentirsi soli.

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