Italiani in America

La storia degli italiani di Chicago

di Generoso D'Agnese

A ttesserne le lodi, a fine novembre, è stata la speaker della Camera dei Rappresentanti americana, Nancy D'Alessandro Pelosi, dopo averla ricevuta in omaggio durante la sua visita a Chicago. Ma non è stata l'unica. "And they came to Chicago: the Italian American Legacy", ha infatti strappato molti consensi, compresi quelli della NIAF, e se li merita tutti. Il DVD prodotto dalla Modomedia per la regia di Gia Amella e Giuseppe Mangione rappresenta infatti un ottimo esempio di ricostruzione storica e in 76 minuti riesce a trasportare con grande suggestione negli spazi temporali che hanno visto arrivare migliaia di italiani nella città di Chicago.

Prodotto con l'ausilio dell'Illinois Humanities Council, di WTTW 11 (PBS), di NB Chicago 5, del Chicago History Museum, dell'University of Illinois at Chicago e della NIAF, il documentario realizzato da Amella e Mangione (coniugi nella vita quotidiana) tenta di smentire i tanti luoghi comuni che proprio nella metropoli dell'Illinois hanno trovato terra fertile. La produttrice, nativa di Chicago prova a rendere onore a quegli italiani che hanno costruito in modo tenace il proprio sogno americano.

"And they came to Chicago: the Italian American Legacy" ospita tra i suoi fotogrammi le storie affascinanti di Italo Balbo e del quartiere italiano, la travagliata vita di Madre Cabrini, leggendaria madre degli emigranti che assistette tutti i nostri connazionali emigrati nel nuovo continente, vittime di organizzazioni senza scrupoli, malpagati e sfruttati in posti di lavoro più che precari. Nel DVD,guidati dalla voce di  Joe Mantegna, viene ripercorsa anche la vita del premio Nobel Enrico Fermi, ricordato per la sua inusuale elasticità mentale e per il suo talento emigrato con la sua famiglia a New York nel 1938 per sfuggire alla minaccia nazista.

"Ho ho tentato di portare sullo schermo l'opinione e il senso comune di quanti in quel ritratto di italo-americani denunciato in tv non si riconoscono" dice Gia Marie Amella, aggiungendo: "Intendevo raccontare una storia positiva, diversa. Volevo produrre un film-documentario servirà a dare voce ad una storia che gli italo-americani neppure conoscono".

Figlia di una madre d'origine francese, irlandese, inglese e tedesca e di padre siciliano, Gia Amella si sente particolarmente legata all'Italia.

"Mio nonno paterno Carmelo Amella è emigrato dalla provincia d'Agrigento prima che iniziasse la prima guerra mondiale nel 1913. Al lavoro nelle miniere in Pennsylvania seguì il trasferimento in Colorado e infine la fermata definitiva a Chicago. Sono cresciuta in una famiglia piuttosto larga. Mio padre e i suoi fratelli sono cresciuti a Bridgeport, un quartiere di diverse etnie incluse tanti italiani meridionali, un piccolo mondo dove trovavi di tutto. Fortunatamente a Bridgport delle tradizioni ancora sopravvivono, e la mia generazione sta riscoprendo una piccola parte del mondo a cui appartenevano i nostri antenati."

Nata a Chicago, Gia Amella ha iniziato i suoi primi passi professionali nel Calandra Institute diretto da Joe Sciorra. Nell'istituto Gia ha conosciuto il futuro marito Giuseppe Mangione. Ambedue di origini siciliane Gia e Giuseppe si sono sposati nel 2003 e insieme hanno fondato la Modomedia (www.modiomedia.com) dividendo la loro vita tra Chicago e Montevarchi in Toscana

"Quando ero bambina, mio padre apparteneva a varie associazioni (Figli di Sicilia, San Joseph's club, ecc...) quindi abbiamo sempre partecipato alle varie attività che organizzavano. Da grande, ho presentato le mie ricerche a conferenze e festival organizzati da varie associazioni sia negli Stati Uniti che in Italia. Tra queste l'American Italian Historical Association, una delle più prestigiose conferenze per storici e ricercatori, ed il Laboratorio Immagine Donna che annualmente organizza il Festival Internazionale di Cinema e Donne a Firenze e che attira donne-registe da tutte le parti del mondo."

Il DVD della modiomedia è stato sostenuto  con un sostanzioso contributo di Dominic Candeloro,       storico indipendente e scrittore che da decenni lavora per preservare la storia italo-americana a Chicago.

"Gli americani di origine italiana -spiega Amella - divorano qualsiasi cosa che parla delle loro esperienze, della loro storia e dell'Italia. La prima sera che il programma è stato trasmesso sulla televisione pubblica WTTW11, solamente sulla zona di Chicago, ha raggiunto oltre 65.000 case ed è andata in onda anche su NBC5 Chicago. Abbiamo ricevuto una critica molto positiva dal comunità italiana e tante richieste di presentarlo alla televisioni in altre aree della nazione. Purtroppo, ci sono pochissimi programmi di questo genere che vengono trasmessi in televisione."

La regista italo-americana è già al lavoro per i nuovi progetti editoriali che avranno come tema l'ambiente.

"E' un tema che vorrei esplorare da diversi anni. L'ambiente  è un tema molto ampio e può essere legato a diversi temi quali i prodotti alimentari, la biodiversità, la politica, lo sviluppo economico e la tecnologia.  A tal proposito, abbiamo già sviluppato un paio di programmi puntati sul movimento Slow Food. Questo movimento adesso sta prendendo piede anche in America ed in tutto il mondo. Nutro la speranza che gli americani stiano finalmente imparando che non è possibile mangiare solo cibo industriale o pre-confezionato: il corpo si sta ribellando a questi tipi di cibi.

Vorrei inoltre sviluppare una serie di viaggi musicali in cui musicisti locali  ci portano in viaggio nel proprio paese alla scoperta di generi di forme di musiche indigene, e sconosciute.  Per esempio scopriamo un anziano in un piccolo paesino che ancora suona uno strumento musicale  sconosciuto, che non si trova più in giro oppure si ricorda un vecchio canto che si cantava durante il lavoro."