All'Istituto Italiano di Cultura l'incontro "Holy Devotion". "Dea del mare" a Park Avenue

di Gina Di Meo

Trattandosi di un argomento sacro, verrebbe da esclamare: "La Madonna ha fatto il miracolo!". Invece no, il soprannaturale questa volta c'entra poco, è tutto merito di una mano umana, quella di Renato Miracco, ormai non più nuovo direttore dell'Istituto Italiano di Cultura, che ha fatto il miracolo, anzi forse più di uno. Ci spieghiamo, qualche giorno fa è stato presentato il primo dei due eventi curati dalla giornalista Olivia Fincato su come si rapportano gli esseri umani verso la sacralità. "Holy Devotion" prende spunto dal viaggio di Olivia verso Yemanjà, la dea del mare nel Pantheon Cadomblé brasiliano, ricostruito attraverso la presentazione del video Presentes de Yemanjà, curato da Angeliki Tsotsoni, e seguito da uno slide fotografico attraverso il quale Olivia ha parlato dei simboli sacri della religione del Cadomblè. «Mi ha colpito la sua immagine - racconta Olivia durante la sua presentazione riferendosi alla dea del mare -. È una donna bellissima, ha capelli lunghi e neri e occhi blu cobalto, il corpo sinuoso, una femminilità materna, rassicurante. Emerge dal mare danzando, voluttuosa nei movimenti mentre alterna note di purezza, nel suo essere sirena e vergine, madre e amante. Le braccia sono aperte, i palmi rivolti al cielo e lo sguardo emana qualcosa di diverso. Mi avvolge di calore sconosciuto. C'è mistero in Yemanjá, un mistero che ho tenuto al polso per quasi un anno dopo aver comprato il suo escapolario. E legata a me rimaneva la sua icona, regina del mare, protettrice dei pescatori, madre del popolo brasiliano. Non la conoscevo, ma mi sentivo attratta e sapevo che sarei tornata, in quella terra, per lei.Ogni anno, il 2 febbraio, nella spiaggia di Rio Vermelho di Salvador de Bahia si celebra una festa in suo onore».

Ora senza togliere nulla al lavoro della giovane giornalista, va detto che la serata all'Istituto Italiano di Cultura costituisce un precedente perché, punto primo, per la prima volta l'argomento trattato non aveva nulla a che fare con la cultura italiana in senso stretto. Punto secondo, in passato raramente è stata data la possibilità ad un'artista emergente, come nel caso di Olivia, di avere un proprio spazio all'interno dell'istituzione italiana. Punto tre, abbiamo visto una tipologia di pubblico diversa da quella che di solito si vede agli eventi. Questi i primi tre miracoli. Ce n'è stato poi un quarto, che può essere descritto metaforicamente come una stretta di mano tra la comunità italo americana e quella italiana.

È la prima cosa che ha sottolineato Joseph Sciorra, associate director of academic and cultural programs del Calandra Institute/Queens College, tra i partecipanti al panel discussion, che invece, vive in un contesto italo americano e si "nutre" di esperienze italo americane. «Sono felice - ha commentato - di essere qui e di conoscere Renato Miracco che stasera (3 marzo per chi legge, ndr) ha offerto uno spazio ad una giovane giornalista, sono anche felice perché si tratta di un tema non italiano e poi perché fino ad ora tra l'Istituto Italiano e la comunità italo americana non c'era alcun legame».

Joseph che sta conducendo una ricerca sulle forme di devozione religiosa come processioni, feste patronali, nei luoghi pubblici, in particolare su come le persone, attraverso i modi di esprimere la fede, appropriandosi degli spazi pubblici, li modificano e li fanno propri, in un'altra sede, ci ha anche detto che l'Istituto Italiano di Cultura, molto manhattan-centrico, è stato poco attento alle comunità periferiche. «C'è un altro mondo - ha sottolineato - al di fuori di Manhattan!».

Confidiamo che questo sia l'inizio di una pace fatta che sia proficua e duratura. Alla discussione hanno partecipato anche J. Michael Turner, Associate Professor Department of History and Co-Founder of Global Afro Latino & Caribbean Initiative/Hunter College/Cuny e Karey Leung, Ph. D. in Teoria Politica/Rutgers University. La serata si è conclusa con una serie di balli e canti brasiliani eseguiti da Rita Silva e Dendê Macedo.

 

Il prossimo appuntamento sarà il 12 marzo, 6pm, con "Fetish Devotion", viaggio di Olivia Fincato con il fotografo Ale.Zuek.Simonetti nell'abisso della underground fetish subculture. Parteciperanno Leonard S. Waller, Oral Historian, Nyc Leather Community, S&M clubs, Bdsm e Gay Community e Eugenia Paulicelli, docente e co-direttore del Fashion Studies Concentration, Graduate Center/Cuny. L'evento all'Istituto Italiano di Cultura, 686 Park Avenue.