SPECIALE/ISTRUZIONE/ Ap Program: adesso o mai più?

di Gina di Di Meo

Americani pazzi per l'italiano ma... solo dopo una certa età. Con questo non vogliamo dire che si aspetta di andare in pensione per studiare in modo approfondito la lingua di Dante, ma l'interesse a certi livelli non parte dal "basso", cioè dalle High School. Lo testimoniano i dati forniti dall'Advanced Placement Overview Table, secondo cui nei due anni di vita dell'Advanced Placement per l'italiano, il numero degli studenti che sostiene il test è cresciuto di poche unità, passando da quota 1597 nel 2006 a quota 1642 nel 2007.

Di che cosa si tratta? L'AP è un esame di certificazione delle competenze linguistiche rivolto agli studenti di high school e che consente loro di acquisire crediti per l'università, ottenendo così un "piazzamento avanzato" per i corsi di italiano. Il punteggio massimo è di 5 punti, il che vuol dire che uno studente che arriva a questo risultato viene collocato direttamente al secondo semestre del secondo anno di college.

«Si tratta di un risparmio in termini di tempo e denaro - ci ha spiegato Alfio Russo, direttore dell'ufficio Istruzione del Consolato Italiano di New York-  L'Ap Italian esiste solo dal 2006 mentre quelli di francese, tedesco e spagnolo da oltre cinquant'anni. Gli esami AP, che non sono solo di lingua, ma di tante altre materie, sono gestiti dal College Board, un'istituzione non-profit americana riconosciuta dalla gran parte delle Università americane. Non è stato facile convincere il College Board ad inserire l'Ap Italian, ci hanno lavorato per anni tre delle maggiori associazioni italiane, Niaf, Osia e Unico, ed il Governo italiano che hanno, tra l'altro, dovuto sborsare 500mila dollari all'istituzione americana come contributo di partenza. Tra gli accordi iniziali, la promessa di 5mila studenti ed il coinvolgimento di 500 scuole».

Ma, a due anni dall'avvio, l'esame stenta a decollare e le partecipazioni superano di poco quota 1600 mentre le scuole coinvolte sono meno della metà di quelle previste. In pratica l'Ap Italian è a rischio. «L'Ambasciata - continua  Russo - sta mettendo in campo una serie di misure per coinvolgere le scuole, le famiglie, i docenti e gli studenti per aumentare il numero degli iscritti all'esame e scongiurare il rischio di cancellazione».

La situazione è seria, ma il quadro non è completamente negativo perché se lo scorso anno c'è stato un calo generalizzato in molti stati, nello stato di New York si è invece registrato un aumento di partecipazioni pari al 14,85% e gli studenti sono passati da 707 a 812 - come ha sottolineato Russo - un +105 non è poco su un totale di 1642. Un calo drastico, invece, c'è stato in Massachusetts, con un -49,39%. Sempre ragionando in termini positivi, secondo un rapporto della Modern Language Association (MLA) che prende in considerazione il quadriennio 2002-2006, tra le lingue straniere, quella italiana è quella che ha avuto un maggiore incremento nei college e nelle università americane, ed il numero degli studenti è passato da 63mila a 78mila. «È cresciuto anche - commenta Russo -  il numero degli studenti delle scuole sostenute dallo IACE (Italian American Committee on Education) e quelli della Scuola d'Italia "G. Marconi", che ha raggiunto la quota record di 228 iscritti». 

Eppure, l'Ap Italian è ancora quasi sconosciuto, anche tra gli studenti italo americani, e chissà se mai raggiungerà i livelli di altre lingue europee come il francese o il tedesco. Bisogna anche aggiungere che due anni non sono un lasso di tempo sufficiente per decretare la fine dell'esame. Ma contro chi puntare il dito per il mancato decollo iniziale auspicato? «La circoscrizione consolare italiana di New York - ci dice ancora Russo - ha avviato una sorta di campagna promozionale per sostenere l'Ap Italian che, oltre ai canali tradizionali interni, usufruisce anche del supporto dei mezzi di comunicazione italiani e italo americani. Abbiamo, inoltre incrementato il progetto Rai/Università, basato sull'utilizzo dei materiali Rai nei corsi universitari di italiano, che coinvolge ben 10 università nella circoscrizione consolare di New York delle 59 aderenti negli USA. Abbiamo avviato il progetto sperimentale "ItBridge" per l'apprendimento dell'italiano su Second Life, che coinvolge 5 università con altrettanti graduate student e ci stiamo preparando a partecipare all'edizione 2008 della North East Conference on the Teaching of Foreign Languages (Nectfl), che si svolgerà al Marriott Marquis Hotel dal 27 al 29 marzo 2008 ed ancora è in corso l'elaborazione del progetto-pilota bilingue di New Rochelle, dove l'italiano non sarà più una lingua straniera, ma verrà appresa come lingua veicolare in un ambiente di apprendimento multilingue».

Lo sforzo delle istituzioni italiane per salvare l'esame è notevole, tuttavia un esame Ap non è senza difficoltà, richiede una preparazione adeguata e competenze linguistiche approfondite, la domanda che ci si pone è se esistono o meno nelle High School americane docenti sufficientemente preparati a trasmettere ai loro studenti queste competenze. Il che porterebbe ad un'altra riflessione, la consapevolezza di una preparazione non adeguata può far nascere una sorta di blocco psicologico prima tra gli stessi insegnanti e poi tra gli studenti, che non sentendosi all'altezza non provano nemmeno a fare l'esame. Come al solito il problema è a monte. Può esserci tutta la promozione di questo mondo ma se non corrisponde una preparazione adeguata del personale docente non si va da nessuna parte e dopo aver smosso associazioni italiane di una certa portata e sostenuto uno sforzo finanziario di 500mila dollari sarebbe veramente un peccato se all'Ap Italian fosse preclusa la possibilità di avere un futuro, ne andrebbe di mezzo anche il riconoscimento della lingua italiana a certi livelli. Il prossimo esame Ap si terrà il 14 maggio, per iscriversi c'è tempo ancora fino al 15 marzo.

Tutte le informazioni sono reperibili al sito http://www.collegeboard.com/student/testing/ap/about.html oppure presso il Consolato Italiano, al sito www.consnewyork.esteri.it.