Che si dice in Italia

Canzoni e parolacce

di Gabriella Patti

Peccato. Speravo, come avevo scritto, che la settimana del Festival di Sanremo ci avrebbe permesso qualche distrazione, sia pur su un'onda lieve e popolare. E invece ora anche Pippo Baudo perde le staffe e si lascia scappare la parolaccia. La verità è che l'anziano presentatore non ha retto all'insuccesso, al calo degli ascolti. Al di là del fatto che un professionista dovrebbe sempre riuscire a controllarsi e non cedere alla rissa con i giornalisti che lo criticano, non credo che abbia delle colpe dirette. Semmai quella di avere accettato di prestarsi per l'ennesima volta a condurre una manifestazione che ormai è obsoleta. Tempi troppo lunghi (chi può stare davanti alla tv per quattro ore di fila, cinque giorni di seguito?). Ma, soprattutto, formula sbagliata. Dal momento che siamo un popolo che ama la musica e le canzoni, e allora fateci ascoltare le canzoni. Senza inutili perdite di tempo, tra  "vallette" insipide e sketch stantii. Pazienza. Speriamo vada meglio l'anno prossimo. Magari con presentatori più giovani e dai nervi più saldi. Ma credo che Baudo verrà riconfermato.
   GLI ITALIANI ALL'ESTERO: BUCO NERO. Così, qualche giorno fa, titolava il Corriere della Sera parlando delle candidature alle imminenti elezioni politiche. "Liste poco credibili" era anche scritto nel titolo, mentre nell'articolo - dando voce a vari eletti nelle circoscrizioni fuori d'Italia - si parla di rischio brogli, schede sparite, ritardi della burocrazia consolare e amenità varia. Non vorrei che, alla fine, se i risultati del voto si traduranno in un confuso pateracchio (possibilità non da scartare), le responsabilità vengano fatte ricadere sugli italiani all'estero. E, allora, per favore datevi da fare per smentire il Corriere.
   NAPOLI, NEL BENE E NEL MALE (purtroppo più in questo secondo caso) sembra sempre al centro dell'attenzione. Sulla vergognosa e umiliante questione della spazzatura sono intervenuti i parroci. E, in fondo, è una buona notizia. In alcune chiese sono state organizzate "lezioni"per insegnare come raccogliere i rifiuti, insomma la cosiddetta raccolta differenziata. Sul perché nel resto del mondo civile, la gente non abbia avuto bisogno di molte spiegazioni (non è difficile: la plastica va in questo contenitore, la carta in quest'altro, le bottiglie nel contenitore  e via dicendo) mentre a Napoli si debba addirittura andare a scuola dai preti, stendiamo un velo pietoso. L'importante è che da qualche parte si cominci a tentare di dare quel minimo di educazione sociale e sanitaria, necessaria per la buona convivenza nelle aree urbane sempre più affollate. E poi c'è la notizia del "secondo Vesuvio". Avete letto bene. E'un centro commerciale, gigantesco e indubbiamente suggestivo visto che a immaginarlo, disegnarlo e realizzarlo è nientemeno che l'architetto Renzo Piano. L'enorme struttura, a 33 chilometri da Napoli, ha davvero la forma di un vulcano.  Ed è sorto su una piana che ha sullo sfondo il vuclano vero. L'esterno sarà ricoperto di verde, per risparmiare energia. Intorno saranno piantati duemila pini e tigli. All'interno, nel grande spazio circolare, altre piante ancora. Insomma, sempre dell'ennesimo shopping center si tratta. Ma non domandiamoci se ce n'è bisogno. Cerchiamo di essere ottimisti. In fondo questo nuovo "mostro" (oops, scusate mi è sfuggito...) anche se ufficialmente si chiama Il vulcaniello di Nola, lo hanno già ribattezzato, con partenopea fanasia, "il cratere buono". E, allora, adeguiamoci allo spirito di bontà. Sperando che la camorra non ci metta (o non ci abbia già messo) le mani.