LIRICA/Intervista con Giuseppe Filianoti. Vorrei leggermi l'anima

di Marion Lignana Rosenberg

"L'EROE del Metropolitan": tale fu il titolo del Giornale dopo i debutti trionfali nel 2005, con tanti di coriandoli e ovazioni, del tenore Giuseppe Filianoti. L'ultima volta che il calabrese, classe '74, si esibì a New York (nel febbraio dell'anno scorso), il pubblico della Carnegie Hall in delirio ha chiesto e ottenuto il bis del "Lamento di Federico" de «L'Arlesiana» di Francesco Cilea.
Il giovane tenore, in seguito, ha riscontrato e poi superato problemi abbastanza gravi di salute. Nel gennaio di quest'anno ha interpretato a Palermo (e sugli schermi di cinema di tutta l'Italia) il ruolo di Faust ne «Il Mefistofele» di Arrigo Boïto. Tra gli impegni futuri di Filianoti spicca l'onore più ambito del mondo lirico, quello di aprire la stagione lirica della Scala. Il Sant'Ambrogio di quest'anno lo vedrà protagonista del «Don Carlo» verdiano sotto la bacchetta del maestro Daniele Gatti.
Filianoti, intanto, torna al Metropolitan per tre recite della «Lucia di Lammermoor» di Donizetti il 5, 8 e 13 marzo (biglietti e informazioni a www.metoperfamily.org/metopera) - con il soprano Natalie Dessay (cfr. articolo a pie' di pagina) -, un'opera che riprenderà a San Francisco a giugno e luglio (www.sfopera.com).
Un personaggio di spessore tra i divi della lirica - un lettore avido e appassionato, amante della quiete e insofferente di qualsiasi faciloneria - Filianoti ci offre le sue risposte al famoso Questionario di Proust.
Il tratto principale del mio carattere?
"La determinazione".
La qualità che desidero in un uomo?
"Il coraggio".
La qualità che preferisco in una donna?
"L'intelligenza e l'intuito".
Quel che apprezzo di più nei miei amici?
"La lealtà".
Il mio principale difetto?
"Essere introverso".
La mia occupazione preferita?
"Leggere".
Il mio sogno di felicità?
"Vivere in totale serenità".
Quale sarebbe, per me, la più grande disgrazia?
"Perdere i miei affetti".
Quel che vorrei essere?
"Illuminato di saggezza".
Il paese dove vorrei vivere?
"Italia del Sud".
Il colore che preferisco?
"Il marrone".
Il fiore che amo?
"Tutti".
L'uccello che preferisco?
"La fenice".
I miei autori preferiti in prosa?
"Troppi, è impossibile decidere".
I miei poeti preferiti?
"Dante, Shakespeare, Leopardi, Montale".
I miei eroi nella finzione?
"Edgardo, Achille, Enea".
Le mie eroine preferite nella finzione?
"Desdemona, Anna Karenina, Didone".
I miei compositori preferiti?
"Tutti quelli che ho interpretato assieme a Britten, Debussy, Monteverdi".
I miei pittori preferiti?
"Mantegna, Leonardo, Raffaello e Caravaggio".
I miei eroi nella vita reale?
"Nessuno".
Le mie eroine nella storia?
"Giovanna d'Arco, Maria Teresa di Calcutta".
I miei nomi preferiti?
"Arianna, Flavio".
Quel che detesto più di tutto?
"Il sopruso".
I personaggi storici che disprezzo di più?
"Hitler".
L'impresa militare che ammiro di più?
"Nessuna".
Il dono di natura che vorrei avere?
"Leggermi l'anima".
Come vorrei morire?
"Non ci penso".
Stato attuale del mio animo?
"In progress".
Le colpe che mi ispirano maggiore indulgenza?
"Quelle delle persone che mi stanno a cuore".
Il mio motto?
"Non vedere il male prima che arrivi".