SPECIALE/ QUARANT'ANNI FA, L'ANNO DELLA CONTESTAZIONE. Sit-in a S. Pietro, si apre il '68. Opinioni a confronto

a cura di Flavio Giuliano

 

Alle 21,31 di lunedì 15 gennaio 1968,    esattamente 40 anni fa, l'Ansa batteva una notizia dal titolo 'Dimostrazione studenti Università Cattolica in piazza San Pietro': quella era la prima notizia Ansa sul Sessantotto, un anno destinato a entrare nella storia e nel linguaggio come il Quarantotto del XIX Secolo.

Il '68 italiano, in realtà, era già cominciato nel 1967, a novembre, con un sit-in all'Università di Trento (l'1) e con la prima occupazione (il 16) dell'Università Cattolica di Milano. E ancora, alla fine del 1967, le occupazioni e le proteste s'erano allargate a Torino, Genova, Pavia, Cagliari, Sassari, Napoli, Salerno, Padova. Rispetto alla fine del '67, il '68 era cominciato in sordina. Il 10 gennaio, c'erano state proteste alle Università di Torino e di Padova, rioccupate e subito sgomberate dalla polizia: fatti che in genere non finiscono sulle pagine nazionali dei giornali, e di cui non c'è traccia nei notiziari dell'Ansa. Un segno che i media non comprendono ancora e pieno quanto sta avvenendo nel mondo studentesco. La prima protesta del '68 registrata dall'Ansa è proprio quella in piazza San Pietro.

"Un centinaio di giovani, ragazzi e ragazze - scriveva l'Agenzia -, sono stati seduti a terra sul selciato di piazza San Pietro questo pomeriggio per cinque ore mostrando cartelli e distribuendo volantini ciclostilati ai passanti che si fermavano incuriositi. Erano gli studenti della facoltà di Medicina dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha sede in Roma, i quali hanno voluto esprimere in tal modo la loro protesta per alcune decisioni prese dal Rettore dell'Università in merito alle agitazioni studentesche di Milano dei mesi scorsi e dimostrare solidarietà a tre loro colleghi espulsi dall'Ateneo milanese: uno di questi, Mario Capanna, è stato tra i dimostranti in San Pietro".

"La manifestazione - continuava l'Ansa - si è svolta in silenzio e senza incidenti. I giovani sono rimasti raggruppati presso l'obelisco tenendo i cartelli rivolti verso le finestre del Palazzo Apostolico, nel quale risiede il Papa. Alcuni hanno trascorso il pomeriggio studiando su libri che avevano portato con sé; altri, di tanto in tanto, intonavano sottovoce canti di montagna". La cronaca riferisce anche che i cartelli degli studenti chiedevano "un vero dialogo all'interno dell'Università" e la "democratizzazione dell'Ateneo", mentre su un cartello era scritto "Dio ci ha dato la libertà, la Cattolica ce l'ha tolta".

Quello stesso giorno l'Ansa dava notizia delle scosse di terremoto nel Belice -300 le vittime-, del maltempo in tutto il mondo (con 50 centimetri di neve a Gerusalemme), della sentenza che condannava i coniugi Bebawi per un giallo che aveva appassionato a lungo l'opinione pubblica.

Il giorno precedente si era concluso il girone di andata del campionato di calcio. In testa c'era il Milan, con 21 punti, seguito a 19 dal sorprendente Varese di Anastasi, che il 14 gennaio, aveva battuto proprio i rossoneri per 2-1, con le reti di Sogliano e Anastasi, mentre per i milanesi aveva segnato Sormani.

 

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ROMA E MILANO I PIÙ CALDI, LA RIVOLTA IN FRANCIA

Cronologia di un anno "difficile"

Il Sessantotto è stato un anno in cui i fatti, in Italia e nel mondo, si sono susseguiti a un ritmo incalzante, travolgente, dando vita a un movimento inarrestabile.

Gennaio 14/15 - Sicilia: terremoto del Belice. Trecento le vittime. 15 - Roma: manifestazione di studenti della Cattolica in piazza San Pietro. 18/19 - Brema (Germania): gravi scontri tra studenti e polizia. Un morto e molti feriti. 25 - Firenze, Siena, Livorno e Pisa: occupazioni ovunque. 26 - Milano: primo sciopero dei ''medi", occupato il Berchet. 30 - Firenze: polizia carica gli studenti. Dimissioni rettore. 30 - Vietnam: Offensiva del Tet di nordvietnamiti e vietcong.

Febbraio 2 - Roma: occupate Lettere e Architettura. 8 - Francia: prima "barricata" al Quartiere latino di Parigi. 28 - Milano: alla Statale occupate Lettere, Legge e Scienze. Sono decine in tutta Italia, le università occupate.

Marzo 1 - Roma: a Valle Giulia scontri tra studenti romani e polizia. 8 - Polonia: rivolta studentesca. 16 - Roma: gruppi di fascisti assaltano Lettere. Respinti a Legge lanciano mobili sugli studenti. Ferito Oreste Scalzone. 16 - Vietnam: massacro di My Lai 22 - Francia: occupata l'università di Nanterre. Nasce il "movimento 22 marzo" di Cohn-Bendit. 25 - Milano: "Battaglia di Largo Gemelli" alla Cattolica con scontri violenti tra studenti e polizia. 27 - Urss: l'astronauta Iuri Gagarin muore in un incidente. 30 - Usa: il presidente Johnson annuncia la sospensione dei bombardamenti sul Nord Vietnam.

Aprile 4 - Usa: a Memphis (Tennessee) è ucciso Martin Luther King. 6 - Torino: molti studenti ai picchetti degli operai della Fiat in sciopero. 19 - Valdagno (Vi): operai abbattono statua del conte Marzotto. 11 - Germania: a Berlino il leader studentesco Rudy Dutschke è ferito a colpi di pistola da un imbianchino neonazista. 29-30 - Usa: bloccate le lezioni in molte università. In sciopero contro il razzismo e la guerra 2 milioni di studenti.

Maggio 3 - Francia: a Parigi comincia il Maggio francese. 6 - Francia: a Parigi gli studenti che tentano di occupare la Sorbona si scontrano con la polizia. 10 - Francia: "Notte delle barricate" al Quartiere latino. 13 - Francia: lo sciopero generale blocca la Francia. A Parigi manifestano in 800.000. Gli studenti rioccupano la Sorbona. 14-16 - Francia: scioperi spontanei nelle fabbriche. A Parigi occupati il teatro Odeon e l' Accademia di Francia. 18 - Usa: a Berkeley in migliaia solidarizzano con gli studenti che hanno rifiutato di partire per il Vietnam. 19 - Francia: lo sciopero coinvolge 2 milioni di francesi. Si blocca quasi tutto. Interrotto anche il Festival di Cannes. 19 - Italia: elezioni politiche: crollo (-5,4%) del Psu (Psi e Psdi insieme), crescono Dc e Pci, 4,5% al Psiup. 24 - Francia: gli studenti si scontrano con la polizia nelle principali città. A Parigi un morto tra i manifestanti. 30 - Francia: De Gaulle scioglie le Camere. A Parigi sfilano 600.000 persone della "maggioranza silenziosa". 30 - Milano: un centinaio di artisti occupa la triennale.

Giugno 3 - Roma: la polizia sgombera l'Università. 5 - Usa: a Los Angeles (California) è ucciso Bob Kennedy. 7 - Milano: gli studenti assediano il Corriere della Sera. Il sit-in si trasforma in un duro scontro con la polizia. 10 - Roma: l'Italia vince il campionato europeo di calcio. 16 - Francia: a Parigi la polizia sgombera la Sorbona. 20 - Venezia: molti artisti ritirano le opere della Biennale per protesta contro le cariche di polizia a San Marco. 23 - Francia: i gollisti stravincono le elezioni anticipate.

Luglio 14 - Roma: Aldo Braibanti condannato per plagio. 29 - Città del Vaticano: enciclica "Humanae vitae".

Agosto 13 - Grecia: Panagulis fallisce un attentato contro Papadopulos. 20 - Cecoslovacchia: ingresso delle le truppe del Patto di Varsavia per stroncare la "primavera di Praga" di Dubcek. 28 - Venezia: Zavattini, Pasolini, Pontecorvo guidano la contestazione dei registi alla

 mostra del cinema.

Settembre 7 - Portogallo: il dittatore Salazar lascia. Potere a Caetano. 14 - Parma: Duomo occupato da cattolici del dissenso. In nottata sgombero della polizia. 23 - San Giovanni Rotondo (Fg): Muore padre Pio.

Ottobre 3 - Messico: nella capitale, a Piazza delle tre culture, la polizia spara sugli studenti. Moltissimi i morti. 17 - Messico: alle Olimpiadi, la clamorosa protesta degli atleti neri americani Smith e Carlos, sul podio olimpico con il pugno chiuso nero. 18 - Roma: si espande il movimento dei "medi".

Novembre 6 - Richard Nixon eletto presidente degli Stati Uniti.

Dicembre 2 - Avola (Sr): la polizia spara sui braccianti. 2 morti. 4 - Firenze: la Curia rimuove Don Mazzi, parroco dell'Isolotto. 7 - Milano: gli studenti contestano la prima della Scala. 19 - Roma: l'adulterio della donna non è più reato. 24 - Usa: l'Apollo 8 intorno alla Luna. 31 - Marina di Pietrasanta (Lu): contestato il Capodanno alla Bussola, famoso locale della Versilia. Soriano Ceccanti, ferito da un colpo di pistola, resta paralizzato.

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Tutto nasce  a Milano   nel ‘66 da  una "Zanzara" quel grande fenomeno sociale, politico e di costume che è stato il '68 italiano è cominciato, in realtà, nel 1967, anzi, forse, addirittura nel 1966. E' in fatti il 1966 quando il mondo un po' imbalsamato della scuola italiana viene scosso dal "caso Zanzar", un giornaletto del liceo milanese Parini che aveva provocato uno scandalo nazionale pubblicando un'inchiesta sui costumi, anche sessuali, degli studenti.

Ancora nel 1966, ad aprile, all'Università di Roma moriva Paolo Rossi, studente socialista, scout, "caduto" da una scalinata durante un assalto di estremisti di destra.

A novenbre del 1966, tra gli "angeli del fango" accorsi spontaneamente per dare una mano a salvare Firenze dall'alluvione, ci sono molti di quei giovani di sinistra e del dissenso cattolico che saranno poi tra i protagonisti del Sessantotto. A febbraio del 1967 gli studenti occupano l'Università di Pisa che doveva ospitare un incontro dei rettori con il ministro della Pubblica istruzione, Luigi Gui. E ancora, l'1 novembre, all'Università di Trento (frequentata, tra gli altri, da Renato Curcio e Mara Cagol) si svolge un sit-in contro l'università classista.

Ma quello che si considera il vero e proprio atto di nascita del '68 è del 16 novembre 1967 quando, davanti all'Università Cattolica fondata dal severo Padre Gemelli, accade un fatto inusuale per quell'epoca e soprattutto per quel luogo: un'assemblea di studenti che non solo discutono e protestano per la tipologia dei corsi di studio e per la selettività, ritenuta classista, ma pensano anche agli orrori della guerra in Vietnam, che la tv porta ogni sera in tutte le case, sognano di cambiare il mondo, vogliono abbattere gli steccati ideologici e culturali nei quali vedono imbrigliata la società.

Ad arringare i ragazzi della Cattolica c'é un giovane alto e magro, vestito quasi come un prete, si chiama Mario Capanna. Diventerà un leader politico, deputato e capo di Democrazia Proletaria. In quel momento è solo uno studente (poi sarà espulso dall'ateneo, insieme a Luciano Pero e Michelangelo Spada) capace di trascinare l'assemblea. A sera gli studenti decidono di occupare la Cattolica. Fatto straordinario che finisce su tutti i giornali, ne parla anche la tv, gli studenti ottengono un primo grande risalto, con le loro rivendicazioni che, a seconda dei punti di vista, vengono considerate innovative o sovversive. Quella prima occupazione dura poche ore, perché nella notte gli agenti guidati dal commissario Luigi Calabresi (che nel 1972 sarà assassinato a Milano) provvedono a sgomberare i locali.

Il giorno dopo nel capoluogo lombardo la protesta ricomincia e diventa più forte, torna l'occupazione e, soprattutto, da quel momento la protesta studentesca diventa un fatto nazionale. Dieci giorni dopo è la volta di Torino, con l'occupazione di Palazzo Campana che rappresentò anche un forte segnale politico, essendo Torino soprattutto la città della Fiat, individuata come l'emblema dell'autoritarismo. La protesta poi dilaga nelle università di Torino, Genova, Napoli, Firenze, Cagliari, Salerno, Padova che vengono occupate a dicembre e nei mesi successivi. Fino all'ondata travolgente di proteste, manifestazioni, occupazioni, del 1968 vero e proprio.

Il '68 italiano dunque inizio' davanti all'ingresso della Cattolica. Il governo, i partiti, l'establishment dell'epoca furono colti di sorpresa da quel diluvio di assemblee, occupazioni, proteste. Lo studio parve passare in secondo piano rispetto ai grandi temi della politica da svecchiare e rinnovare, della guerra da ripudiare con forza, della Chiesa e della cattolicità da modernizzare, dell'emancipazione femminile e della libertà sessuale da perseguire con determinazione.

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OPINONI A CONFRONTO

Marco BOATO Ricordare la rivoluzione del '68 quarant'anni dopo "può essere non l'occasione di una celebrazione, che sarebbe ridicola, ma di una riflessione critica su quella importante esperienza".

Il deputato dei Verdi Marco Boato, ex Lotta Continua, pensa siano "inaccettabili sia gli aspetti pateticamente nostalgici sia i rigurgiti di demonizzazione che ogni tanto appaiono". Per Boato l'"aspetto più vitale del '68 e' stata la fortissima spinta di modernizzazione della società italiana sia dal punto di vista culturale che sociale, politico, religioso e dei rapporti interpersonali.

Risultati positivi che hanno avuto effetti su tutte le istituzioni e che sono vivi e validi ancora oggi. Fra questi lo statuto dei diritti dei lavoratori, la legge sull'obiezione di coscienza, il nuovo diritto di famiglia, il referendum del '74 sul divorzio che non avrebbe avuto quell'esito senza il '68, la riforma psichiatrica, la legge sull'aborto". "L'aspetto più caduco del '68 - sottolinea Boato - e' quello ideologico.

Dopo una prima fase aurorale del movimento in cui fortissima era la spinta culturale e la dimensione anti-autoritaria, nella fase successiva c'é stata una forte ideologiz-zazione che non ha lasciato tracce positive, ha prodotto gli aspetti più critici degli anni di piombo anche se questi non sono frutto del '68. Ci sono state pero' forme di estremismo violento".

 

 

Mario CAPANNA

"Il '68 e' stato il mondo che per la prima volta è riuscito a guardarsi e a vedersi scoprendo le lancinanti contraddizioni che lo attanagliavano e le possibilità di superamento e da allora lo sguardo su tutte le cose non è più uguale a prima. Ecco perché se ne parla ancora". Lo dice Mario Capanna, leader a Milano del Movimento studentesco sessantottino. Ora presidente della Fondazione diritti genetici, Capanna ricorda il sit-in degli studenti del 15 gennaio 1968, al quale partecipò in Piazza San Pietro a Roma, per protestare contro le espulsioni dall'Università raccontato dall'Ansa e nel suo libro 'Formidabili quegli anni' ripubblicato in questi giorni da Garzanti con una nuova prefazione. "E' stato - dice Capanna - il mio primo viaggio politico in cui per la prima volta ho dormito anche in cuccetta da Milano a Roma. L'Ansa ha raccontato quel giorno con un'oggettività rara. Seduti sotto l'obelisco di piazza San Pietro eravamo decisi a farci portare via di peso dalla polizia ma il Vaticano non è una controparte come le altre. Quando arrivò il buio non vennero accesi i lampioni della piazza. Volevano cancellare la protesta facendola inghiottire dalle tenebre, ma noi facemmo incetta di torce nei negozi vaticani trasformando il negativo in positivo, dando un'atmosfera unica alla manifestazione. Ce ne andammo però amareggiati dalla catastrofica notizia del terremoto del Belice, che avvenne proprio quel giorno". Capanna sottolinea che oggi "nonostante la restaurazione dei poteri e il lamento sado-masochistico dei pentiti, nel luglio dell'anno scorso Papa Ratzinger, in vacanza sulle Dolomiti, ha parlato del Sessantotto facendo riferimento alla rivoluzione culturale di quegli anni. In senso opposto il presidente francese Nicolas Sarkozy quando cercava di braccare l'Eliseo disse che 'tutti i mali vengono dal '68' per riuscire a raggruppare i voti di destra con quelli dell'estrema destra. Questo dimostra che tutti devono misurarsi con quel grande cambiamento epocale". "Odio - precisa Capanna - l'amarcord ma questo non significa stare zitti. Quarant'anni è il tempo storico giusto per fare una rivisitazione storica scevra da passioni" e conclude: "guai a noi a pensare di riportare il '68. Oggi occorre qualcosa di piu' e di meglio. Non disperiamo, succederà qualcosa come capita al nuotatore quando è sott'acqua da troppo tempo".

 

Renzo FOA

Il '68 e' stato "un moto di liberazione che però ha preso molti abbagli, primo fra tutti l'aver scambiato la parola liberazione con la parola libertà, e l'anti-democrazia con la democrazia. Sono passati 40 anni e il tempo ci ha aiutato a capire quali sono stati questi errori: così Renzo Foa, direttore del nuovo Liberal quotidiano, intervenendo al meeting internazionale Cambio di Stagione, organizzato dalla fondazione Liberal. All'incontro hanno partecipato, tra gli altri, i direttori del Sole 24 ore Ferruccio de Bortoli, del Tg2 Mauro Mazza, del Messaggero Roberto Napoletano, il consigliere Rai Gennaro Malgieri e il vice coordinatore di Forza Italia Renato Brunetta. Per de Bortoli, il '68 ha lasciato ''un'eredità negativa, il mancato rispetto della persona, calpestata e umiliata". Anche se "c'é stato un aspetto positivo, il concetto di partecipazione". Secondo il direttore del Sole 24Ore, "é giusto che ci sia un'interpretazione critica del '68''. E aggiunge: "Probabilmente nel '68 qualcosa e' stato anche spinto dall'idea che bisognasse cambiare i costumi e la politica, salvo le degenerazioni che ne sono venute. Il '68, contraddicendo il merito e ribellandosi all'autorità, ha in qualche modo la grande responsabilità dell'assoluta immaturità civile e politica del nostro paese". De Bortoli ritiene che "il ripensamento sugli errori fatti all'epoca non si è ancora concluso" e sottolinea: "Abbiamo avuto il mito di Che Guevara ma anche di Pol Pot, tramutati da personaggi della storia in icone che hanno trasformato il costume della società italiana". "Non possiamo ogni 10 anni ricordare un non-evento e dire sempre le stesse cose", sostiene Malgieri, per il quale nel '68 ''il merito è stato demonizzato, così come la verità dei padri, e il pensiero unico ha prodotto un nichilismo le cui manifestazioni più evidenti non sono modelli strutturali politici, ma la mercificazione di tutto quello che una volta era avvolto nella sfera della dignità". Brunetta da parte sua parla di "distorsione di massa dei valori borghesi che il '68 voleva affermare e che invece ha contribuito a eliminare totalmente''. E conclude: "Prendiamo atto di questa grande mistificazione, per non parlarne più".

 

 

Paolo CENTO

''Altro che occasione persa, il sessantotto fu un'occasione straordinaria di cambiamento e trasformazione della società italiana e non solo. Semmai ancora tutto da indagare è la ragione per cui pezzi e apparati dello Stato, insieme a manovalanza neofascista, utilizzarono la strategia della tensione con l'obiettivo di far degenerare quel movimento e con l'obiettivo di trasformare in senso autoritario la democrazia del nostro paese". Lo dice Paolo Cento, dei Verdi,in merito alle dichiarazioni del leader di An Fini sul sessantotto. "A quarant'anni dal sessantotto - osserva - non sono accettabili revisionismi strumentali che niente hanno a che vedere con la necessità di una seria e rigorosa indagine storica su quel movimento e sulla stagione di cambiamento che seppe aprire negli anni successivi".