A modo mio

Carrozze da sorvegliare

di Luigi Troiani

Uno dei romanzi del grande scrittore boemo Bohumil Hrabal, pubblicato nel 1982, aveva per titolo: "Treni strettamente sorvegliati". Con un titolo simile, il caro Hrabal avrebbe potuto superare se stesso e scrivere un'epopea, se solo l'avesse ambientata nella strampalata vicenda del nostro sistema ferroviario dove, a costi d'investimento superiori a quelli dei partner europei, corrispondono prestazioni nettamente inferiori. Dei misfatti della lunga percorrenza e dell'alta velocità, si è scritto, in questa rubrica, tempo fa. Qui l'occhio va ai treni vicinali.

   Non sorprendono i dati pubblicati da Legambiente sullo stato del servizio per i pendolari che scelgono il treno, un basso 14,8% della popolazione (due milioni di persone circa) che si sposta quotidianamente per scuola o lavoro in andata e ritorno. Proprio a questo dato contenuto va data innanzitutto attenzione: già ora le carrozze sono, nelle ore di punta (6-10; 17-21) sovraffollate e a rischio di poltiglia umana: quando le autorità chiedono ai cittadini di riversarsi nei mezzi pubblici di città e nei treni vicinali lasciando a casa l'automobile privata, o fanno demagogia o ignorano cosa accadrebbe se la gente desse loro retta. Inoltre i treni, per lo più sporchi e obsoleti, hanno ritardi inaccettabili, producendo nei passeggeri stress continuo, che incide sul bilancio di sanità pubblica, affetti e armonia familiari, sicurezza personale. La media Italia (verificata da volontari di Legambiente tra il 21 e il 25 gennaio) rileva che un treno su tre è in ritardo, con accumulo annuo di 513 ore, equivalenti a tre settimane di ritardi per anno. Ci sono le situazioni limite: Napoli ha più del 53% dei convogli ritardati, Palermo 51%, Milano quasi il 40%.

  La situazione è tale che un sito (www.ritarditalia.it) ha raccolto una sorta di manuale di sopravvivenza, a base di umorismo. Ad esempio Ulisse insegna con il suo teorema "Prendi sempre il primo treno che passa, quello successivo potrebbe essere soppresso", e con il corollario "Anche se un treno parte in orario, può sempre arrivare in ritardo". Papa Wojtila fornisce un suo comandamento: "Non imparerai mai a bestemmiare fino a quando non farai l'abbonamento al treno".  Scendono in campo anche gli eroi di Walt Disney. Paperino: "Definizione di coincidenza. E' solo una coincidenza fortuita se riesci a prenderla. Normalmente la perdi". Paperone: "Viaggiare in prima classe non conviene, arrivi con lo stesso ritardo della seconda classe".

Nei comportamenti aziendali delle ferrovie, non mancano le perle che solo l'interpretazione sadica del rapporto pubblico-privato può spiegare. Nella più parte de paesi al mondo, le informazioni sulla percorrenza sono fornite gratuitamente. Certamente ciò accade a New York e dintorni, dove in stazioni come Penn o Grand Central e nelle singole stazioni di percorrenza, chioschi e personale mettono a disposizione gli orari per le percorrenze totali o parziali. In Italia queste informazioni su carta sono disponibili solo a pagamento, e per giunta risultano talvolta erronee e di difficile consultazione.

   Il vertice di Trenitalia (che non si riduce il lauto stipendio per cattivi risultati, e che se verrà dimissionato avrà liquidazioni d'oro) se la prende con la difficoltà di gestire il rapporto con fornitori, stato, regioni, e con il regime di liberalizzazione derivato dalla privatizzazione delle ferrovie statali. E parla della necessità di aumentare ancora le tariffe. Su come risolvere in concreto i problemi, non una parola.