Libera

Reggicalze, reggistivale e autoreggenti

di Elisabetta de Dominis

Se si stacca il reggicalze..... ossia il reggistivale, a causa del peso insostenibile e del volume debordante, andiamo tutti a gambe all'aria. E non sarà come quando da bambini giocavamo al girotondo e poi tutti bum!... per terra, e subito come palle di nuovo in piedi a ridere a crepapelle. Siamo grandi e ci faremo male e non rideremo più, perché avremo cara la pelle avendo la netta sensazione di essere più morti che vivi.

L'Italia, più che ad uno stivale, ormai assomiglia a quegli stivali sadomaso dal gambale a calza di lattice, quindi il paragone al reggicalze è calzante!

Ci si sono infilati tutti, hanno fatto piroette e sculettate, mostrando pancioni e bruttezze varie, facendo proprio una figura da vecchie puttane. Adesso ci richiedono di votarli per quanto di repellente esprimono, senza nemmeno avere l'accortezza di nascondersi dietro a un programma.

Se si stacca il reggicalze, nel senso che l'Italia non riesce più a stare ancorata all'Europa, che va veloce verso il futuro, andiamo alla deriva nel Mediterraneo. E finiamo nelle braccia di Allah.

Ratzinger del nostro bel stivale, così elegante, flessibile ma resistente, sta facendo uno scarpone per calpestare i diritti acquisiti come fossero la mondezza campana.  Vorrebbe fosse un pezzo unico e compatto dalle Alpi alla Sicilia, e Berlusconi idem con patate (che sono leghisti e autonomisti, necessari per mangiare). Uno scarpone per marciare zitti e buoni. E ringraziare che non è un sandalo di francescana memoria che fa venire i geloni ai piedi.

E si staccherà il reggistivale, se ci si infilerà anche Ferrara-palla-di-lardo, che trasuda dai pori. Già si vede sindaco dell'Urbe, bello disteso sul triclinio a infilarsi le sue adorate mozzarelle nelle fauci. Ognuno si soddisfa come può e lui, poveretto, ha fatto outing: ha i testicoli piccoli... Certo che le mozzarelle non compensano, anzi sono yang: cibo femminile che glieli rattrappisce ancor più. Lo squilibrio energetico è squilibrio sessuale e uno diventa cattivo come il male perché non si sfoga naturalmente. Lui ateo, folgorato dalla religione! Ma a chi la racconta? E gli italiani saranno così c... da votarlo? Se hanno i c.. non dovrebbero votarlo.

A quattordici anni ho indossato il mio primo reggicalze. L'ho subito odiato e ben presto sostituito con le più affidabili collant. Succedeva che, non appena mi sedevo, un gancetto si staccasse e con mia profonda vergogna mi ritrovassi con la calza ammosciata intorno alla caviglia. Una sensazione di inadeguatezza che non scorderò mai. All'epoca ero molto pudica e non sapevo più che pesci pigliare dalla vergogna. Se tentavo di riagganciare il tutto, mi si sarebbero potute vedere le mutande. Che disagio! Poi è arrivato il '68 e il problema si è spostato più in alto. Difendere la verginità anche contro l'amore, come mi era stato insegnato, o fare la figlia dei fiori e ritrovarmi mamma-bambina? Ho tenuto duro finché ho potuto, poi ho scoperto il consultorio e mi sono imbottita di pillole anticoncezionali. Pillole sante.

Ma per Ratzinger e Ferrara della donna è santo solo l'utero, perché è uno strumento di Dio, il quale  - guarda caso - è un uomo come loro che questi problemi non li hanno mai avuti. Figurarsi il pudore di una adolescente. Si vergognino! Spero proprio che Dio esista e li sistemi all'inferno, dopo morti, per quanto fanno soffrire le donne.

Oggi nessuno si preoccupa che quei gancetti che ci tengono attaccati all'Europa possano saltare da un momento all'altro perchè stiamo dimostrando di essere una zavorra per le nostre idee retrograde e le caste corrotte. L'Europa non può essere solo un soggetto economico - troppo comodo - deve avere un sentire comune. Se no, non regge: si stacca il reggicalze.

Berlusconi promette che la sua Italia sarà autoreggente, come le calze che indossano le sue vallette politiche. Ma così conciata dove pensa che l'Italia andrà? Solo in una casa per scambisti, altro che libertà! Il pericolo è che si trasformi in un ghetto, amministrato da nani e ballerine fascisti. Una pen-isola staccata dalla realtà mondiale. Dove i comici si prendono sul serio e i politici non ci prendono sul serio, ma pretendono che noi li prendiamo sul serio.