Teatro

ALLA MONTCLAIR STATE UNIVERSITY. "Hey girl", la tragedia allegorica di Castellucci

di Natasha Lardera

Tre soldati vengono decapitati su delle lavatrici, mentre dal cielo piovono macchine sulle quali Gesù Cristo viene crocefisso... con queste immagini provocatorie ed intense è stato presentato all'Istituto Italiano di Cultura di New York il teatro di Romeo Castellucci.

Il regista, sceneggiatore e fondatore della Socìetas Raffaello Sanzio, fondata con Claudia Castellucci e Chiara Guidi e dedicata al teatro che incarna l'arte della mutazione, Romeo Castellucci si diploma in Scenografia ed in Pittura all'Accademia di Belle Arti di Bologna e da subito ha esperienze di regia teatrale. Nella sua carriera realizza numerosi spettacoli come autore, regista, e creatore delle scene, delle luci, dei suoni e dei costumi. Talvolta provocatori, ma sempre fortemente coinvolgenti, questi spettacoli gli portano premi e riconoscimenti in tutto il mondo. E questa sua fama lo ha portato qui a New York a mostrare non solo l'episodio numero 6 della serie di 11 intitolata "Tragedia Endogonidia," un percorso di verifica sulla tragedia, un tema oscuro che non si lascia illuminare, e di ricerca semantica piu che archeologica.

"Gli episodi sono legati tra di loro in un percorso geometrico e logico," ha spiegato Castellucci, un po' stranito dal dover parlare davanti a così tante persone del proprio lavoro.

"Nell'antica Grecia gli Episodi erano quelle parti della tragedia che rappresentavano soltanto i fatti, senza alcun commento (che allora spettava al Coro). Qui l'abbiamo immaginata priva di Coro, cioè priva di discorsi, spiegazioni e commenti," ha spiegato Castellucci in passato.

Ma non è tutto; dopo aver viaggiato per l'Europa, la Tragedia Endogonidia nell'arco di tre anni si è sviluppata in diverse città, in ognuna delle quali è stato rappresentato un Episodio il cui titolo è formato dalla sigla delle città di riferimento e da un numero progressivo, Castellucci si presenta a New York con una nuova avventura teatrale che ci prende per mano e ci accompagna nei meandri dell'allegoria dove lo spettatore viene messo davanti a diversi enigmi che però deve risolvere da solo. "Dopo il lungo percorso degli undici episodi," spiega Castellucci, "mi interessava lavorare su un corpo molto più piccolo ma con una certa intensità."

Da una semplice esclamazione "Hey girl!" nascono immagini, costruite con perfezione sia visuale che audio, che si evolvono e trasformano in maniera quasi impercettibile.

Il palco viene avvolto da una tenue nebbia che lentamente raggiunge anche il pubblico, già incantato da una musica suggestiva. Una strana sostanza viscida cade lentamente dal tavolo al pavimento e da questa nasce una donna che si libera di questa "pelle" protettiva e, proprio come un neonato, muove i primi passi. Silenzi e i respiri, più che le parole dette o le citazioni shakesperiane proiettate sullo schermo, scandiscono lo sviluppo vitale di un corpo femminile in continua mutazione. Questo corpo è come una lente di ingrandimento che si affaccia sulla vita quotidiana. "Il teatro per me è un'esperienza personale e posso dire che Castellucci sta sviluppando un vocabolario visuale come nessuno ha mai fatto prima," ha dichiarato

Jed Wheeler il direttore del Arts & Cultural Programming della Montclair State University del New Jersey che ospita la rappresentazione dal 7 al 10 febbraio, "Castellucci chiede al pubblico di scriversi la propria sceneggiatura tramite le immagini che vedono creando così un teatro, se così lo si può chiamare, estremamente personale. Non so se chiamarlo teatro, ma sicuramente lo si può definire come la visione di Castellucci."