Italiani in America

"Cuore" e "Peppino" per gli Usa. Luigi Donato Ventura

di Generoso D'Agnese

1888.

A New York nelle librerie prende posto un libro che in Italia aveva già suscitato molto entusiasmo. Il romanzo per antonomasia della gioventù italiana, Cuore, viene infatti presentato per la prima volta in lingua inglese. Il regalo della traduzione del libro Edmondo De Amicis è arrivato dagli studenti di italiano dell'Università di Bangor, nel Maine, ma la prefazione e la supervisione portano il nome di  Luigi Donato Ventura.

Luigi era nato a Trani, in Puglia, nel 1845 e venne registrato con il nome di Luigi Donato Ventura de Lecce Bari ma decise presto di lasciare per strada gli orpelli nobiliari. L'uomo che nel 1888 consegna al pubblico americano il successo editoriale di De Amicis ha alle spalle una vita vissuta tra l'Italia e gli Stati Uniti con una breve parentesi francese. Ma è proprio dalla Francia che Luigi Ventura era salpato nel 1870 con in tasca 500 franchi e l'ottima conoscenza del francese. E sarà proprio la lingua transalpina ad aprire orizzonti meno angusti ai suoi progetti di lavoro nella terra d'adozione.

Grazie ai suoi anni trascorsi in Francia il pugliese aveva trovato lavoro come insegnante di lingue presso il "Sauveur Summer College of Modern Languages" di Burlington nel Vermont.

In pochi anni di lavoro Ventura si guadagnò la nomina in vari istituti accademici nordamericani. Contemporaneamente Ventura intraprese numerose corrispondenze giornalistiche per testate italiane in America tenendo inoltre il filo per la rivista "Cuore e critica" diretta dall'amico e repubblicano Arcangelo Ghisleri. Tra il 1882 e il 1885 Ventura  si dedicò anche alla narrativa gettando su carta un agile racconto dal titolo "Peppino". Il libro, sostenuto da Lambert Sauveur, presidente dell'istituto di lingue estivo a Burlington, negli anni sarebbe diventato un vero e proprio caso letterario. "Peppino" infatti venne pubblicato contemporaneamente in lingua italiana, in lingua francese e in lingua inglese, e si fregiò della primogenitura di questa uscita contemporanea in tre lingue diverse. Rimane inoltre fino ad oggi, il primo esempio di narrativa italiana in America. L'unica copia in lingua italiana (un opuscolo di 32 pagine) è conservata nell'Italian American Collection dell'History Center alla San Fracisco Pubblic Library.

Il successo di "Peppino", inserito in inglese nella raccolta di racconti etnici "Misfits and Remnant" non fece perdere di vista la carriera di insegnante. Ventura venne chiamato a sostituire alla Boston University, come docente d'italiano, l'ex cappuccino Giovanni Battista Torricelli, già direttore del giornale mazziniano "L'Esule italiano". Il pugliese, divenuto amico dell'attrice Adelaide Ristori, si prodigò in suo favore per dare alle stampe le memorie, aggiungendo anche una nota biografica sulla stessa.

Rimasto sempre in contatto con l'Italia, Ventura scelse però di dedicarsi completamente alla vita accademica e giornalistica negli Stati Uniti usando soprattutto il francese come grimaldello per aprire le porte della sua professione. La sua vita, avvolta in gran parte nelle nebbie, si arricchì anche di un matrimonio e di una paternità. Sua figlia Lilian divenne allo stesso tempo orgoglio e pena per lo scrittore italo-americano che nonostante gli impieghi condusse una vita in continua lotta contro la povertà.

Deluso dalla struttura sociale degli Stati Uniti (denunciò le miserevoli condizioni umane dei neri nell'articolo "I negri d'America" scritto per la rivista Cuore e Critica) Ventura mantenne sempre viva la sua passione per il giornalismo. I suoi articoli vennero accolti in "Overland" e in "Bookman" nonché in altri piccoli giornali locali. Anche la sua produzione letteraria  costellata da numerose partecipazioni a collettive letterarie, e da pubblicazioni in numero limitato. Grande appassionato di De Amicis, il pugliese lavorò alacramente sull'edizione in inglese  di Jenkins, arricchendolo di note nel suo viaggio attraverso le scuole. Collaborò con W.A. Nettleton alla traduzione di "L'età di Tartufo" di Paolo Mantegazza (nel 1890). Ventura seguì particolarmente l'avventura editoriale di Mantegazza, autore di un libro alter ego di "Cuore" intitolato furbescamente "Testa" e si trasferì a San Francisco per dedicarsi con più entusiasmo al suo incarico di insegnante. Quella che però traspariva non era la vera anima di Luigi Ventura. Considerato il primo rappresentante del panorama letterario italo-americano, Ventura visse gli anni a cavallo del Secolo con una sempre crescente malinconia, dedicando le sue giornate serene solo alla figlia Lillian. Il 12 gennaio del 1912 l'autore di Peppino venne trovato morto nella sua casa di San Francisco. Si era suicidato e aveva indicato nei gravi problemi familiari il suo tormento di vivere.

All'America però era riuscito a regalare l'epopea letteraria del "Cuore" di De Amicis.