Arte

L'irresistibile fascino della donna

di Laura Caparrotti

C'è una nuova donna in città, ha molti anni, ma è sempre splendida e giovane come il giorno in cui è stata creata; è discreta, pudica, ma il suo sguardo e il suo essere sono un concentrato di elegante erotismo. Il suo stile è ricco, ma non pacchiano, e i suoi tratti sono dolci, puliti e soffici. "Antea", questo il suo nome, è la seconda delle donne famose del Rinascimento portate alla Frick Collection dalla Foundation for Italian Art and Culture (FIAC) presieduta da Alain Elkann.

La prima donna che la Fondazione aveva fatto arrivare al famoso museo sulla Quinta Avenue era stata la maliziosa e misteriosa "Fornarina", dipinta da Raffaello fra il 1518 e il 1519. Un capolavoro in cui la bellezza femminile rappresenta quella ideale, elevando chi guarda verso una dimensione non più totalmente terrena. L'Antea, creata dal Parmigianino fra il 1531 e il 1534, prende spunto dalla Fornarina raffaelliana nella posa e nello studio dell'espressione, ma mentre Raffaello, firmando la sua opera in maniera estremamente visibile, ci ricorda che è una sua creazione, il Parmigianino gioca sull'illusione fra reale e ideale, consegnando al mondo un ritratto di magnifica bellezza.

Francesco Maria Mazzola, detto il Parmigianino, nasce a Parma nel 1503, da una famiglia di pittori. Nel 1524 il giovane artista va a Roma, dove, guarda caso, viene subito riconosciuto proprio come il nuovo Raffaello. Il Sacco di Roma del 1527 lo costringe a fuggire a Bologna e poi a Parma, dove torna nel 1530 e dove finisce in prigione nel 1539 per via, pare, di un lavoro troppo lentamente eseguito presso la confraternita della Santa Maria della Steccata. Uscito di prigione, Parmigianino si trasferisce a Casalmaggiore dove muore di febbre nel 1540 a soli 37 anni. Una breve vita e una ancor più breve carriera, piena però di dipinti consegnati al mondo, soprattutto grazie alla famiglia Baiardi, che a Parma furono suoi amici e mecenati. Elena Baiardi fu colei che commissionò a Parmigianino l'opera più famosa, "La Madonna dal Collo Lungo", mentre il fratello Francesco fu colui che lo aiutò con i guai giudiziari citati precedentemente e che nel 1561 possedeva ben ventidue dipinti e più di cinquecento disegni dell'artista, fra cui la nostra Antea, allora chiamata solamente "Giovane Donna". Infatti fu solo nel 1671 che Giacomo Barri, nel suo "Viaggio pittoresco d'Italia", decise di chiamare il quadro "Antea", in quanto secondo lui la donna ritratta era un'amante di Parmigianino identificata con Antea, famosa cortigiana romana del tempo.

Da qui potremmo iniziare con tutta la serie di illazioni, teorie, idee, suggerimenti e pettegolezzi che questa bellezza così misteriosa ha prodotto negli anni, ma ci chiediamo, vale proprio la pena? Il fatto di sapere che la Mona Lisa abbia o meno dei discendenti a Firenze, cambia l'ambiguità della sua espressione? E che la Fornarina sia in realtà Margherita Luti, amante di Raffaello rende più importante il tratto dell'artista?

Noi crediamo di no e concorda con noi anche Christina Neilson, curatrice del catalogo disponibile alla Frick Collection su "Antea". Ci dice la Neilson:"Tutti i discorsi su chi fosse la donna ritratta appaiono sinceramente poco importanti in quanto è chiaro che Parmigianino ha voluto ritrarre una bellezza ideale di cui lo spettatore si potesse innamorare immediatamente. Questo potrebbe persino essere confermato dal fatto che esistono chiare affinità nel volto con un giovane modello usato dal pittore nel disegno ‘Volto di giovane ragazzo' risalente al 1530-40."

Il volto è anch'esso presente al museo, esattamente sul retro del pannello che ospita Antea. La somiglianza è incredibile e dunque questo dato potrebbe convincere anche i più scettici che il ritratto rappresenta una figura ideale, come la Laura del Petrarca ad esempio. Citiamo proprio questo poeta perchè è a lui che il pittore si ispirò pensando a questo quadro. Petrarca era molto letto e amato nel Rinascimento: l'idea di una bellezza ideale, che riassuma la bellezza femminile e la virtù e che sollevi l'uomo da sentimenti propriamente terreni e lo elevi verso un'altra dimensione era diventata la base anche di un genere di ritrattistica molto popolare al tempo. Parmigianino usava trascrivere versi del Petrarca accanto a suoi disegni e in più, proprio il Baiardi padre, Andrea, era famoso poeta in stile petrarchesco.

Cosa ci dice insomma questa bellezza ideale? Il vestito indica che è una donna nobile o comunque benestante. Il grembiule, che molti scambiarono per oggetto appartenente solo alla servitù, era un indumento frequente nell'abbigliamento delle nobil donne, che lo indossavano soprattutto in casa. Naturalmente, al contrario dei grembiuli delle cameriere, quelli delle signore era finemente decorati, come quello di Antea. Si pensa comunque che la presenza del grembiule sia indizio della vita privata della donna e questo perchè in realtà tutto il quadro gioca fra il pubblico e il privato. La donna ha una mano scoperta, dato molto sensuale, che accarezza delicatamente una catena, regalo di un amante o ammiratore. Il gesto della mano nuda, che interseca la catena, all'altezza del cuore, sotto un seno appena scoperto, ma pieno di intenso erotismo, indica che la donna ha accettato l'offerta amorosa del richiedente. In più, i rubini che appaiono nei gioielli fra i capelli e al dito, rappresentavano allora dei talismani contro l'infertilità così come la stola di martora o zibellino che la donna indossa sulla spalla. Da notare anche il leggero movimento della veste che suggerisce un movimento della figura verso chi guarda.

Un capolavoro notevole, che la FIAC è riuscita a portare a New York grazie alla collaborazione con il Museo di Capodimonte di Napoli, dove l'opera si trova permanentemente, l'Istituto Italiano di Cultura di New York diretto da Renato Miracco, e la Fondazione Alexander Bodini, per citarne alcuni.

Il prestito è cosa rara, in quanto erano passati ben vent'anni dall'ultima volta in cui Antea ed altre opere di Parmigianino erano state viste in città e in quanto negli Stati Uniti sono presenti solo tre dipinti in tre musei diversi, due in Texas e uno a Detroit.

Per rendere ancora più omaggio a questa bellissima fanciulla, la Frick Collection offre tre conferenze sull'argomento. La prima è stata presentata il 30 gennaio, mentre le prossime avranno luogo il 19 Marzo alle 6 pm (Parmigianino and Portraits presentata da David Ekserdjian) e il 26 Marzo sempre alle 6 pm (Portating Beauty: Parmigianino and His Contemporaries - presentata da Elizabeth Cropper). Per maggiori informazioni chiamare il 212-288 0700 oppure visitare il sito http://www.frick.org/

---

Elkann: "Napoli e l'Italia restano il Bel Paese dell'arte e della cultura"

Per la prima volta dopo più di vent'anni, l'Antea del Parmigianino torna negli Stati Uniti. Il dipinto è in mostra alla Frick Collection a New York fino al 27 aprile 2008 in prestito dal Museo di Capodimonte di Napoli. "Parmigianino's Antea: A beautiful artificé", questo il titolo della mostra, è stata organizzata in collaborazione con la Fiac, Foundation for Italian Art and Culture, presieduta da Alain Elkann che, intervenuto alla presentazione del quadro alla stampa, ha detto che "l'Antea a New York è un sogno che diventa realtà, ed è un grande risultato per l'Italia, gli Stati Uniti e la Fiac".

Il Museo di Capodimonte - ha aggiunto Elkann - è la dimostrazione che Napoli non ha solo connotazioni negative ed in generale l'Italia, nonostante la situazione politica critica, resta sempre un bel paese nel settore dell¿arte e della cultura".

Presente anche la direttrice del Museo di Capodimonte, Mariella Utili, la quale ha dichiarato il suo orgoglio nel "portare la bandiera di Napoli a New York con uno dei nostri dipinti più importanti".

Il quadro del Parmigianino, risalente al 1531-34, inizialmente Ritratto di donna e chiamato Antea solo un secolo dopo la sua creazione dallo scrittore Giacomo Barri, è, al pari della Monna Lisa di Leonardo da Vinci, uno dei dipinti più enigmatici del Rinascimento. L'entità della donna raffigurata ha generato diverse interpretazioni: si è pensato che potesse essere sia l'amante, la figlia o la serva del Parmigianino. L'ipotesi più probabile è che Antea sia la rappresentazione della bellezza ideale.