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Isabella per vendere l'Italia

di Gina Di Meo

Più che la campagna realizzata dall'Italian Trade Commission-Ice per promuovere il Made in Italy, il vero regalo all'Italia è stato fatto dal presidente dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Sergjan Kerim, il quale ha detto: «Dio ci ha dato i cinque sensi, ma agli italiani ha dato anche il "sesto senso", ossia l'estetica, il senso della bellezza». È successo durante la serata organizzata nell'attico di uno degli edifici più all'avanguardia di New York, la Hearst Tower, per il lancio dello spot "Let yourself be charmed by an Italian" che ha come testimonial l'attrice, modella e imprenditrice italiana, Isabella Rossellini. Il diplomatico è andato avanti a tessere le nostre lodi sostenendo che: «Io non sono né americano, né italiano e perché sono qui? Perché amo l'Italia, sono un "tifoso" dell'Italia, l'amo appunto per quel senso della bellezza che si sente in ogni angolo. Amo l'Italia perché lì la vita è bella».

Il senso della campagna promozionale è stato spiegato dall'ambasciatore Umberto Vattani, presidente dell'Italian Trade Commission. «Siamo fieri - ha detto - di mostrare al pubblico americano la grande eccellenza che si trova nei prodotti italiani, soprattutto nel settore della moda e attraverso questa campagna vogliamo trasmettere tutta l'eleganza ed il fascino dello stile italiano. Motivo per cui abbiamo scelto la Rosselini, un'autentica icona di questo stile».

Lo spot è stato girato a Roma, e nell'essenzialità di una Isabella che cammina vestita di nero con una rosa rossa per le strade della capitale fa convergere tutta la bellezza del patrimonio artistico e culturale italiano. E durante la serata di presentazione (23 gennaio per chi legge, ndr), c'era anche un complice speciale, una splendida luna piena che sembrava cadesse a picco all'interno dell'attico della Hearst Tower.

Isabella Rossellini non ha nascosto di essere molto orgogliosa per essere stata scelta come testimonial e anche lei ha ribadito che: «Lo stile italiano è sinonimo di qualità, una qualità che proviene da secoli di lavoro artigianale. Ricordo la prima volta che sono venuta negli Stati Uniti, l'Italia era considerata un paese povero, che usciva dalla guerra, ora invece, quando dico che sono italiana, tutti associano il nostro paese con la Fifth Avenue o Beverly Hills. Da quando l'Italia ha iniziato ad esportare bene di lusso, gli Stati Uniti sono diventati uno dei mercati maggiori per il Made in Italy».

La Rossellini è stata anche premiata con una scultura in oro realizzata dall'orafo napoletano, Faraone Mennella. Un gioiello a forma di anello distorto, che come ci ha detto l'ambasciatore Vattani, «rappresenta la circolarità della bellezza che non ha mai fine».

Purtroppo noi da italiani, soprattutto in questi giorni, ci sentiamo poco fieri del nostro paese, e senza alcuna intenzione di rompere le uova nel paniere ad una serata glamour, abbiamo chiesto all'ambasciatore come mai c'è questo grande gap tra l'immagine che dal di fuori si ha dell'Italia, e quella, invece, che hanno gli italiani. La sua risposta è stata "diplomatica": L'Italia è un grande paese" - si è limitato a dire. Più prodigo di parole è stato, invece, Aniello Musella, direttore dell'Ice. «In Italia - ha spiegato - ci sono luci e ombre, noi esportiamo la luce. Quando siamo fuori dall'Italia indossiamo il vestito buono ed è di grande eccellenza, il meglio. Credo che sia l'unico modo per poter superare le difficoltà interne ed il nostro compito è di far amare l'Italia a chi non è italiano».

Direttore, avete valutato altre candidate prima di scegliere Isabella Rossellini come testimonial?

«C'erano altre candidate, ma nessuna era in grado di rappresentare come lei l'heritage del neo-realismo italiano, la dolce vita di quegli anni, ossia ciò che è di grande appeal per gli americani. Qualcuno ha obiettato che la Rossellini è ormai una cinquantenne, non è più giovanissima, ma il nuovo non è così attraente. Lei ha un viso che non è aggressivo, è sofisticato, elegante e questo è importante per trasmettere l'italian lifestyle».

Pensa che con un euro così forte le esportazioni negli Stati Uniti terranno ancora per molto?

«Secondo gli ultimi dati, l'Italia ha esportato negli Stati Uniti beni per un valore di 33 miliardi di dollari, guadagnando un +7,5%, ed il comparto moda, nonostante in tempi di crisi sia un settore critico, tiene con una crescita del 6%».

C'è una spiegazione a questo incremento?

«I beni italiani sono destinati alla fascia alta di mercato americano, ora però i prossimi mesi saranno un banco di prova. È stato annunciato un periodo di recessione, se le nostre esportazioni terranno allo stesso modo, allora vuol dire che questo settore non conosce crisi».

Alla serata ha partecipato anche Michael A. Clinton, executive vice president, chief marketing officer e publishing director di Hearst Magazines.