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Mostre. Michelangelo sulla Madison
C'è voluta un'attesa più che decennale, ma come si suol dire il gioco è valso la candela, perché ciò che è in mostra alla Morgan Library&Museum è una vera chicca per la città di New York e di riflesso di grande lustro anche per l'Italia.
Venerdì scorso le porte del museo si sono aperte per Michelangelo, Vasari and Their Contemporaries - Drawings from the Uffizi, che presenta una splendida collezione di circa ottanta capolavori provenienti dalla collezione dei disegni rinascimentali custoditi negli Uffizi a Firenze.
La mostra è stata possibile grazie alla collaborazione della Soprintendenza Speciale per il polo museale fiorentino - Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi nonché alle donazioni della Alice Tully Foundation, Estate of Alex Gordon, Castle Rock Asset Management, Joseph F. McCrindle Foundation e l'Istituto Italiano di Cultura di New York, ed è stata ideata da Annamaria Petrioli Tofani, ex direttrice degli Uffizi e curata da Rhoda Eitel-Porter, capo dipartimento disegni e stampe della Morgan Library con Charles W. Engelhard.
Michelangelo, Vasari and Their Contemporaries ripropone le opere degli artisti più importanti del tempo, a cominciare da Michelangelo, che collaborarono, chiamati da Giorgio Vasari, alla decorazione cinquecentesca di Palazzo Vecchio a Firenze.
«Il lavoro di trasformazione - ci ha spiegato durante la presentazione alla stampa Annamaria Petrioli Tofani, ex direttrice degli Uffizi ed ideatrice della mostra - fu affidato al Vasari da Cosimo i de' Medici che vi trasferì la sua corte. L'artista, che fu pittore, scultore, architetto e trattatista, per portare a compimento l'incarico, riunì tutti i migliori artisti della città, tra questi i suoi maestri Michelangelo e Andrea Del Sarto. Il filo conduttore della mostra è il disegno che è anche l'elemento che dà unità all'intero progetto di restauro, è una sorta di grammatica e sintassi comune».
L'esibizione, appunto, ha come elemento cardine Palazzo Vecchio, una delle principali icone della Firenze Medicea ed analizza la parte cruciale di quel percorso che ha portato al suo attuale aspetto e rappresentato dal lavoro di restauro di Giorgio Vasari. Palazzo Vecchio (attuale sede del comune di Firenze, ndr) - come spiega la Petrioli Tofani nel catalogo da lei realizzato per la mostra - fu costruito tra il 13 e 14mo secolo per ospitare i quartier generali della città e dello stato di Firenze sotto la direzione di Arnolfo di Cambio. Sede della Signoria nel XV secolo, da cui anche il nome di Palazzo della Signoria, nel 1540 con Cosimo I de' Medici divenne dimora della famiglia granducale, trasformata dal Vasari in una reggia sontuosa nella quale spiccano il Salone dei Cinquecento, il prezioso Studiolo di Francesco I, gli affreschi raffinati del Quartiere di Eleonora e del Quartiere degli Elementi. Gli affreschi furono eseguiti da artisti come il Ghirlandaio, Francesco Salviati, il Bronzino, lo stesso Vasari. Nel Palazzo si trovano inoltre alcuni capolavori della scultura del Rinascimento: il Genio della Vittoria di Michelangelo e il gruppo bronzeo della Giuditta e Oloferne di Donatello.
La mostra è divisa in tre sezioni. La prima si intitola The great masters e rappresenta gli artisti che hanno preceduto l'intervento del Vasari nel palazzo, come Michelangelo (1475-1564) che all'epoca aveva già realizzato il suo capolavoro per il palazzo, il David, ed era in competizione con Leonardo per la decorazione della sala principale. Michelangelo fu per il Vasari ed i suoi collaboratori uno dei modelli principali, di lui sono in mostra Busto di donna e Studi sulla gamba maschile.
Sempre della prima sezione fanno parte i disegni di Andrea Del Sarto (pseudonimo di Andrea D'Agnolo), tra i quali La Madonna della Scala, La lamentazione di Cristo, di Pontormo (pseudonimo di Jacopo Carucci), Rosso Fiorentino, Francesco Salviati, Bronzino.
La seconda sezione è intitolata Vasari and his collaborators e si focalizza sugli stessi disegni del Vasari e su quelli dei suoi collaboratori come Alessandro Allori, Bernardo Buontalenti, Giovanni Stradanus, Santi di Tito e Giovan Battista Naldini, i quali contribuirono alla realizzazione di scene che commemorano le conquiste militari del duca nonché degli illustri antenati dei Medici.
L'ultima sezione, The Painters of the Studiolo, mostra i disegni dei pittori del celebre Studiolo di Francesco I de' Medici, erede di Cosimo, figurano studi realizzati dagli ultimi artisti manieristi come Girolamo Macchietti, Maso da San Friano e Poppi.
Non è stato semplice mettere su una mostra del genere, lo ha detto la curatrice Rhoda Eitel-Porter, che ha sottolineato le difficoltà legate ai permessi per il trasporto ma anche per il valore inestimabile delle opere e lo ha ribadito Annamaria Petrioli Tofani, alla quale abbiamo chiesto com'è nata l'idea di organizzare l'esposizione alla Morgan Library. «È un'idea - ha detto - nata su due fronti e da un desiderio comune: quello degli storici dell'arte del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi e del Morgan's Drawings and Prints Department. Entrambi volevano che "l'amicizia" tra le due istituzioni si consolidasse sempre di più. Perché allora non pensare ad iniziative che non fossero legate al solo prestito? E così nacque l'idea della mostra, erano gli inizi degli anni '90. Ma il lavoro di preparazione ha richiesto tempo e studio, e la mia disponibilità era limitata anche dal fatto che all'epoca ero direttrice degli Uffizi. Quando poi finalmente eravamo pronti, la Morgan Library ci ha comunicato che avrebbe iniziato i lavori di restauro e così l'esibizione è stata ulteriormente rimandata fino ad oggi».
Michelangelo, Vasari and Their Contemporaries sarà aperta al pubblico fino al 20 aprile, dal martedì al giovedì, dalle 10.30am alle 5pm, il venerdì dalle 10.30am alle 9pm, il sabato dalle 10am alle 6pm, la domenica dalle 11am alle 6pm. Margan Library 225 Madison Avenue at 36th street, info 212 685 0008, www.themorgan.org.





