Visti da New York

"Fattore C" nella crisi di governo

di Stefano Vaccara

L'Italia non può restare senza governo" Romano Prodi ha implorato nell'ultimo discorso al Senato prima della caduta del suo governo. Il presidente del Consiglio chiude la sua esperienza miracolosamente durata oltre due anni, con una invocazione che non condivido. Infatti  finora l'Italia si è abituata a fare a meno del governo, o meglio di un governo che governi. Quest'ennesima crisi, se fosse solo per questa "mancanza", non sarebbe così grave. Il problema non è  restare "senza" qualcosa di cui non si sentiva la presenza. Il problema è il senso di smarrimento e di fiducia nel futuro da parte degli italiani, e purtroppo come diceva una famosa pubblicità, la fiducia è una cosa seria.

Riflettiamoci. Un paese che dal suo Senato irradia nel mondo quel tipo di spettacolo, con il "New York Times" che aveva a tutta pagina l'emblematica foto del senatore Stefano Cusumano svenuto mentre veniva assaltato da epiteti irripetibili, e che giustamente ci mette lo sfottente titolo del collasso del governo italiano "Surprising Only  a Few..." . Ma chi si preoccupa nel mondo che in Italia cada il governo?  Insomma un'immagine a pezzi, molto peggio di soltanto un mese fa, quando ingenuamente il presidente Napolitano si lamentava dell'ormai  famoso servizio di Ian Fisher per la troppa attenzione data a Beppe Grillo...  Quella frase scelta dai titolisti del giornale più importante del mondo, che la caduta di un governo italiano (61 in sessant'anni!) non può soprendere nessuno, implica anche che un Paese che fino a poco tempo fa era considerato la sesta potenza economica del mondo "può" anche fare a meno di essere governato.

Ma pensateci, prima, dopo e durante la caduta del governo si vedevano tutti i suoi ministri, (compreso quello della Difesa!), impegnati a concedere interviste un giorno sì e l'altro pure sui giornali, a essere seriosi davanti alle telecamere per spiegare i tic e toc della crisi, sempre presenti alle riunioni politiche per le strategie degli ormai... ho perso il conto di quanti siano questi loro partiti. Ma se effettivamente gli italiani fossero così governo-dipendenti, dipendenti dalla competenza ed efficacia di quella classe politica vista giovedì per risolvere i loro problemi quotidiani, il Paese si dovrebbe essere bloccato da tempo, o no? Altro che esportazioni alle stelle... Ma basterebbe pensare all'impensabile: e se a Gheddafi fosse venuto in mente di invadere la Sicilia? O se un commando di Hamas o Al Qaeda con che so velocissimi motoscafi iraniani avesse deciso di sbarcare in forze a Lampedusa mentre in Senato si bivaccava  con abbuffate di mortadella e champagne?

In nessun paese democratico la classe politica potrebbe arrivare a questi livelli senza lasciare i cittadini nello sconforto più totale e quindi facendoli sentire abbandonati e in pericolo. Bisogna ricordarlo allora? Il patto primario in ogni contratto sociale tra cittadini e chi li governa è la loro sicurezza, senza quella liberi tutti. Ma perché quindi in Italia non é scoppiata ancora l'anarchia della paura di sentirsi abbandonati?

Gli italiani sono da secoli "geneticamente" predisposti dalla loro storia a capire sempre quando è il momento di arrangiarsi, di serrare le fila, di affidarsi al loro senso civico localistico e non aspettarsi che la salvezza arrivi da un potere distante una volta, ora anche troppo inefficente. L'Italia da anni va avanti non grazie ma nonostante i suoi governi. La sua classe politica, almeno quella vista a livello nazionale (ma per quanto riguarda le regioni meridionali anche a livello locale, basta ricordare Bassolino e Cuffaro) è da anni nel migliore dei casi incapace, nel peggiore corrotta.

Prodi non crediamo sia stato né corrotto né incapace, ma un isolato e illuso sì, quella frase pronunciata al Senato non corrisponde alla realtà. L'Italia finora è riuscita ad andare avanti nonostante una classe politica disastrosa. Ma oggi è ancora possibile farlo? Ieri tutti sapevano, da chi abitava le stanze dei bottoni al più antiamericano dei militanti, che tanto un paese con basi Nato e migliaia di soldati americani sempre pronti, non doveva temere quello che sarebbe potuto accadere a qualsiasi nazione che mostrasse tali livelli di inettitudine da parte della sua classe governante. Per quanto riguarda le sue risorse economiche, diciamo che c'era un patto tacito tra il Nord e Roma: tu Stato resta pure capace solo di distribuire stipendi clientelari al Sud, ma lasciami lavorare al Nord come voglio io e chiudi un occhio anzi due quando ti evado le tasse che per la loro esosità sono costretto a evadere altrimenti con me fallisce anche tutta l'Italia. Bene, questo fino a ieri,  ma domani?

Purtroppo non è più così, l'Italia sta in Europa e condivide una moneta con Paesi che nell'osservare lo spettacolo di giovedì avranno avuto chissà quali ripensamenti. E senza quelle infrastrutture e liberalizzazioni, anche l'anarcoide intraprendenza italiana non ce la farebbe a reggere. Anche l'Italia, finalmente o purtroppo, dipende dai punti di vista, ha bisogno di un governo che governi. Ma può arrivare da questa classe politica?

Il ministro degli Esteri D'Alema ha detto ieri: "Questa crisi non è solo del governo o di un sistema politico, o di questa forma di bipolarismo: si tratta di una crisi delle classi dirigenti del paese". Cioè D'Alema condivide l'analisi che  Stella e Rizzo hanno scritto sulla "Casta". Eppure cosa arriverà da questa ennesima crisi? "Stephano, I can't believe it! How is it possible that you are going to get Berlusconi again?" Mi diceva ridendo stamattina a Brooklyn la mia amica inglese Jessica mentre gli portavo i miei figli per una giornata di giochi con i suoi. Berlusconi? Again?  Ma che faccia tosta nel dire che si deve andare subito alle elezioni per poter dargli finalmente una maggioranza alla Camera e al Senato perché lui sì che sa fare quello che c'è da fare... Questo detto dall'ex presidente del Consiglio che ha battutto il record storico di durata a Palazzo Chigi (l'intera precedente legislatura!) avendo la più grande maggioranza a diposizione della storia della Repubblica! Incredibile. Eppure è quello che si prospetta se si andrà subito alle elezioni con la stessa legge elettorale appositamente chiamata "una porcata" da chi la fece. Veltroni salvaci tu? L'impresa ci appare disperata.

Concludiamo con una nota su noi italiani all'estero e che può sembrare di contorno, ma per chi scrive prova quello che si affermava all'inizio. Mentre giovedì votava il Senato, tra urla e imprecazioni il governo cadeva e si decidevano, almeno secondo Prodi, "le sorti" dell'Italia, ho acceso Rai International per seguire la diretta. Invece del Senato sul video ci sono due ragazzette poppute e scosciate che danzavano girandosi ogni tre passetti per far vedere anche il fondo schiena saltellante. Ho aspettato, ma niente. Solo tette e culi. Ho visto così la caduta di Prodi su internet. Ma possibile che il direttore di Rai International Badaloni non abbia pensato ad un collegamento speciale? Scioccato, ho mandato subito un email a Roma al mio amico e collega Franco Pantarelli, autore su questo giornale della brillante rubrica "Il Rimpatriato":

"Caro Franco, ma lo sai che ieri, mentre si votava al Senato e cadeva il governo qui su Rai International invece di farci vedere la diretta c'erano due ragazze seminude che ballavano... Ricordi quando eri il corrispondente in Unione Sovietica per La Stampa? Se non mi sbaglio quando moriva un leader del Pcus, sulle tv sovietiche mettevano subito la musica classica e da lì si capiva quanto importante fosse il morto... Su Rai International per gli italiani all'estero mentre cadeva il governo Prodi hanno messo tette e culi saltellanti. Ma secondo te il "Fattore C" era un messaggio?"

Per Franco, "rimpatriato" da soli pochi mesi in Italia, è stato semplice capire tutto.

"Certo che era un messaggio. Non è chiaro però, in questi tempi di confusione ideologica, se celebravano il vecchio che andava o salutavano il nuovo in arrivo".