Libera
Mastelik & Sandra Kant
Applausi a scena aperta. Ma cosa c'era da applaudire? L'indegno Mastella? Il quale anche se verrà prosciolto dalle accuse, indegno resterà perché il suo sistema clientelare getta discredito su tutti i politici italiani. O quegli applausi erano proprio un motto di felicità dell'opposizione - quella che ha applaudito di più alla dichiarazione di dimissioni del Guardasigilli - certa che finalmente si vada alle urne? Beh, che schifo, questa solidarietà tra virgolette. Che viscidume.
E la sinistra, che ha applaudito forzatamente per paura che Mastella se ne vada con Berlusconi e faccia cadere il governo, non è da meno.
L'indegno, che è un rancoroso e un vendicativo secondo quanto emerge dalle intercettazioni telefoniche, infatti ha notato i deboli applausi. E ha colto l'occasione per dire a Prodi che, quanto ad andare con il suo acerrimo nemico, "ci sto ragionando". Inoltre ha dichiarato che "di fronte a un attacco indegno come questo, per difendermi sono disposto anche ad affrontare le urne".
Questo si vedrà, visto che sono stati arrestati in 23, tutti capoccia dell'Udeur. Se restano dentro, almeno sarà più difficile che tirino su voti.
Chi la fa, l'aspetti - caro Mastella. - E' stato lei a insegnare che il fine giustifica i mezzi. La sua meraviglia è ridicola.
La linea difensiva di tutti i rei è sempre negare anche di fronte all'evidenza. Il che rende i processi interminabili. Pertanto non penso che tutto si risolverà in qualche giorno, come cerca di farci credere Prodi, che, se perde il posto di premier, potrà andare a fare lo psicoterapeuta, visto che sembra si sia specializzato in training autogeno con quel "state tranquilli" che ormai è l'incipit di ogni suo discorso.
Il primo a cui mastino-Mastella - e più che di allitterazione, di somiglianza comportamentale si tratta - ha telefonato è stato Berlusconi. E non certo perché si sentisse accomunato dall'infausto destino di indagato. No, per vedere come fare l'araba fenice: rinascere a nuovo governo. L'offerta sarebbe ritirare i suoi tre senatori e far cadere questo. Per ricevere in cambio cosa? Lo dice Berlusconi con le sue parole: "Lasciamo perdere la riforma elettorale che Clemente non vuole". Insomma Mastella pensa prima al partito che a sua moglie in catene. Pensa a salvarlo dallo sbarramento del 5 per cento che verrebbe introdotto dalla riforma elettorale. Se si va subito ad elezioni, questa non si attua e per di più lui torna al governo con Berlusconi.
Tuttavia ha dichiarato che si è dimesso per amore della moglie. Ovvio: è sua socia in affari. Per carità non è il primo, solo che gli altri l'hanno fatto in modo più discreto. E, nonostante le mogli siano indagate, sono riusciti a starsene fuori.
Detto questo, a parte l'Udeur, che guai se crolla perchè è come il mulino per la pagnotta dei Mastella, a parte la rete commerciale di voti messa su, sicuramente si tratta di una coppia che si vuol bene. Il bene dell'uno è il bene dell'altro. E la signora Sandra è bellissima e una bravissima cuoca. Date da mangiare agli affamati - recita il Vangelo. E lei, osservante, ha cucinato troppo per i giornalisti, che poi hanno vomitato accuse su Bassolino, presidente della Campania.
Dove la trova Mastellik (come si autodefinisce) un'altra così? E dove avrebbe trovato lei un altro mastino da guardia come Mastella che la accompagnasse e tutelasse passo passo fino alla poltrona di presidenza dell'assemblea regionale campana? E una bella come Eva, anche se non fa di cognome Kant e non porta la pistola come nei fumetti di Diabolik, ha sempre un serpente con sé. Si sarà trasformata nel serpente in seno di Bassolino? Solo che qui il frutto proibito, il simbolo del peccato non è una mela ma un mucchio di rifiuti. Ossia: un mucchio di tangenti = soldi. Non è ancora chiaro chi ha tentato chi, anche se sembra che il presidente della regione Bassolino sia stato vittima della concussione di Mastella. Che sistema la sua bella nel paradiso terrestre, alias regione Campania, e poi interviene a minacciare che si faccia come vuole lui.
Per Adamo ed Eva versione XXI secolo il serpente è solo uno strumento: il loro potere di concussione. Che poi si sentano dei perseguitati cattolici come il Papa fa parte del loro delirio di onnipotenza. "Quello per me è un uomo morto e anche per mio marito" sussurra Sandra Kant al telefono. Hanno letto troppe avventure della malvagia coppia Diabolik ed Eva Kant.





