Italiani in America

Fontanini, l'arte di padre in figlia

di Genoroso D'Agnese

Rutland oggi conta 17mila abitanti e ha perso la sua maggiore fonte di ricchezza. Il marmo. La pietra bianca che primeggiava con Carrara aveva infatti determinato agli inizi del Novecento la fortuna di questa cittadina e di altre del Vermont. La comunità italiana di Wilkes-Barre era cresciuta arrivando a contare 3000 unità, e quasi tutte impiegate nella lavorazione della pietra. Una vera e propria migrazione artigianale, quella che spinse molti italiani (in gran parte della Lucchesia) a offrire le proprie braccia e il proprio talento per le opere in pietra degli Stati Uniti.
Rutland sembra aver dimenticato oggi la sua vecchia gloria marmorea. Del suo recente passato restano poche tracce e nessun nome italiano è entrato nella Hall of Fame della storia cittadina. Eppure, tre le vie di questa piccola città del Vermont crebbe e prosperò uno dei talenti più geniali della scultura italiana negli Stati Uniti, cui diede seguito anche la discendenza familiare. Emilio Fontanini.
Fontanini era arrivato a Rutland nel 1901, dopo aver imparato a Carrara e a Pietrasanta il mesitere di tagliatore di marmo. In Italia aveva lasciato la moglie Corizia Anicini (originaria di Livorno) e il figlioletto Stefano, appena nato, per preparare il terreno al ricongiungimento familiare. Dopo i primi impieghi saltuari Emilio Fontanini venne assunto da Redfield Proctor nella Vermont Marble  Co. e dopo due anni chiamò negli Stati Uniti moglie e figlio che nel verde stato nordorientale ritrovarono molte assonanze con gli Appennini centrali dell'Italia.
Il successo nel lavoro diede a Emilio Fontanini un buon reddito e lo trasformò in un vero e proprio braccio destro dell'azienda americana, destinata a diventare la prima produttrice ed esportatrice di marmo nel Mondo. Dopo diversi anni di ottimo impegno al servizio di una compagnia che avrebbe dato un contributo essenziale alla costruzione al Monumento di Washington, alla sede della Corte Suprema degli Stati Uniti, al Cimitero nazionale di Arlington, alla libreria Beinecke della Yale,  Emilio fu scelto per dirigere l'apertura e l'avvio di una nuova cava in Colorado. Dopo aver ottemperato all'impegno professionale, il lucchese si trasferì ancora una volta per raggiungere il Minnesota e dare spazio al proprio desiderio artigianale.
Se il nome di Emilio Fontanini è legato strettamente ai successi della Vermont Marble creata da William Barnes e dai suoi figli Horace Henry Baxter e John N. Baxter, quello della famiglia Fontanini è invece legato alle talentuose mani di una delle due figlie di Emilio. Dopo Stefano, a Rutland nacquero infatti Clare e Marie. Clare era nata nel 1909 e frequentò nel Minnesota la scuola parrocchiale a St. Paul. Fu proprio l'insegnante d'arte, suor Mona, appartenente all'ordine di S.Giuseppe, a insegnare i rudimenti della scultura e a introdurre la ragazza alla storia dell'arte. Suor Mona incoraggiò la piccola Clare a proseguire gli studi nel campo della scultura avendo intuito il talento innato della giovane. Con la sorella Marie, Clare ottenne una borsa di studio al College of St.Catherine, e le due ragazze di origine toscana furono le prime donne del quartiere italiano a frequentare l'Università. I risultati conseguiti negli studi furono eccellenti e ripagarono Emilio anche della menomazione subita a causa di un ictus.
Abbandonata dal capostipite giocoforza la carriera artigianale, essa venne ripresa da Clare che frequentò la Columbia University a New York sotto la guida dello scultore Oronzio Maldarelli e di Joseph Albers. Il successo accademico di evidenziò con il "Master of Arts" conseguito nel 1949. Da quella data, Clare divenne una vera protagonista della scultura americana. Fu l'unica donna ad essere invitata a partecipare al concorso per la statua di Nostra Signora di New York per la Our Lady Chapel nella cattedrale di S.Patrizio. Il concorso venne vinto proprio dal maestro Maldarelli ma il talento della giovane Fontanini ottenne una grande visibilità. Nel 1947 Clare ottenne l'incarico di docente alla Catholic University di Washington, e negli anni arrivò alle funzioni di direttore del Dipartimento di Arte, che mantenne fino al 1974, anno del suo pensionamento. Scultrice e poetessa la figlia di Emilio divenne un punto di riferimento per l'arte religiosa americana. Pur essendo figlia di un intagliatore di marmo, lei preferì usare il legno come materia prima e ottenne numerose commessi e tanti premi. Il suo stile divenne particolarissimo e si ispirò alle linee medievali delineando un percorso artistico che non conobbe mai flessioni fino alla morte avvenuta nel 1984. E legando indissolubilmente il marmo di Carrara ad un'altra grande esperienza umana e professionale italo-americana.