Libera

Mondezza col profumo di Rosa

di Elsabetta de Dominis

La mondezza non sarà la manna del cielo, ma è sicuramente la manna in terra per Romano Prodi. Copre tutto e anche le continue richieste che il premier vada a casa. Berlusconi se ne sta alla larga, a svernare ad Antigua, e non vorrebbe certo trovarsi ora al suo posto impestato. Si limita a rammentare a Veltroni che è il suo Messia, in quanto può liberarlo dall'abbraccio mortale con la sinistra estrema.
Nel frattempo Fini preferisce fare shopping per la bebè girando per Roma in giubbotto da giovinotto spensierato. I tre re magi, Dini, Mastella e Di Pietro, sono tornati zitti e buoni a Palazzo Chigi, sfoggiando come Befane sciarpe variopinte che gli ha regalato Gesù Bambino. Per la verità Dini continua a tarmare il premier sui sette punti che considera inderogabili per risolvere i problemi del governo, ma, visto il tono sommesso, si deve rendere conto che in questo momento una tarma non peggiora né migliora la mondezza. Perfino la foto di Ferrara non impressiona quanto la mondezza, e la sua crociata contro la legge sull'aborto, una legge che funziona, viene stoppata come un eccesso di zelo verso la Chiesa perfino dal cattolicissimo Casini.
Ma un altro ex-comunista ha tentato di conquistarsi il paradiso: il pacioso Veltroni pensava di diventare il piacione di Ratzinger non solo come leader del nuovo Partito democratico, stillando un "manifesto dei valori" lontano dall'ideologia marxista e decidendo di incontrare Ferrara, ma soprattutto come sindaco di Roma con il divieto delle unioni civili. Ecco però che, tendendo la mano al Papa, si è fatto prendere il braccio, quello destro che regge lo scettro di Roma. Il Papa l'ha amareggiato pontificando alla grande: "A Roma ci sono aree in gravissimo degrado". E non che abbia torto, ma infastidisce il suo considerarsi sopra tutto e tutti, senza dover risolvere niente. Potrebbe cominciare dalla mondezza, magari con i sistemi suoi: rilasciare agli esponenti della camorra lasciapassare per il Paradiso. Non è detto che non funzioni, se funziona anche con eminenti politici. Va be' che il paradiso per questi è un altro e sta in terra: la costituzione di una grande coalizione di centro, che accolga i moderati di sinistra e destra, eliminando le ali estreme. Ovvio che i politici di sinistra, atei fino a ieri, si diano molto da fare per entrare nelle grazie del Papa dimostrandosi ridicolamente servili.
Tra emergenza-povertà, nomadi, delinquenza extracomunitaria, costo della vita e degli alloggi, in effetti il sindaco Veltroni se la prende un po' comoda, anteponendo a questi problemi esistenziali il problema ideologico del suo nuovo partito. Del resto è più facile governare che amministrare, almeno finché non sorge una rivoluzione. Ma prima capiterà in Francia se Sarkò non si darà una regolata, cominciando a governare anziché a tubare. E neppure l'innamorato gli riesce di fare bene: il tapino ha regalato a Carla Bruni lo stesso anello a cuore rosso che aveva dato a Cecilia. Forse voleva simboleggiare che il suo cuore ha cambiato custode... Comunque è fortunato ad aver trovato una come la Bruni che ingoia il rospo: deve aver un bel pelo sullo stomaco...
Ormai, Hillary insegna, le donne non piangono più per le umiliazioni inflitte dagli uomini. Piangono se non riescono ad  essere primedonne... Che, per una donna pratica e ambiziosa, è un male ben peggiore.
Chi sembra invece, con quella sua voce chioccia, che pianga sempre mentre esercita il potere, e invece se ne strafrega dato che non ha fatto un tubo, è Rosa Russo Iervolino, sindaco di Napoli. La Rosa di Pianura, possiamo denominarla, dopo che si è messa dalla parte della mondezza. Che il suo nome fosse uno scherzo del destino, già lo sapevamo, ma avere la presunzione di voler aleggiare fino a Pianura...
Mi sa che ha ragione Vittorio Feltri che titola su Libero: "Servono le manette".