Interviste

Ministro Di Pietro. "Ma la magistratura dov'era?"

di Graziella Bivona

Il 2007 è stato un anno pieno di luci ed ombre per il governo"- dice il Ministro delle infrastrutture Antonio di Pietro - "Le luci sono l'aver assicurato una stabilità al paese e aver arrestato l'emorragia economica ereditata dal precedente governo. Le ombre sono le promesse fatte agli elettori e non mantenute".

Con il ministro e leader dell'Italia dei valori in questa intervista parleremo con lui del governo e delle chance di Prodi di restare in sella, delle riforme e dei nostril rappresentanti eletti all'estero, ma la prima domanda sulla situazione in Campania è obbligata.


Ministro Di Pietro, riguardo alle polemiche scoppiate per l'emergenza rifiuti in Campania, lei è stato molto duro con il governatore Antonio Bassolino. È proprio convinto che le dimissioni del presidente della Camapania servirebbero a risolvere il problema?

"Vede, io credo che in politica, come in ogni cosa nella vita, non sia accettabile fare da scarica barile dicendo sempre che la colpa è degli altri. Chi ha sbagliato è giusto che paghi anche in politica e non è giusto che chi ha contribuito a commettere degli errori venga poi chiamato a ripararli. Tra questi, mi permetta di dirlo, non c'é soltanto Bassolino, e lo dico con sofferenza: in tutti questi anni la magistratura dov'era? Forse c'è stata una magistratura un po' lassista, connivente o intimidita che non ha usato quel pugno di ferro che ci voleva per prendere le decisioni che dovevano essere prese".


Volendo fare il gioco del calendario, quando cade il governo?

"Non posso saperlo! Certo si era capito fin dall'inizio che il governo Prodi avrebbe avuto un cammino tortuoso, ma ancora è vivo e vegeto e bisogna riconoscere la pazienza del presidente del Consiglio ormai storica. Intanto ci tengo a fare gli auguri di Buon Anno a tutti voi, ai lettori di America Oggi , a radio ICN e a tutti gli italiani che vivono negli Stati Uniti.
Questo sarà un anno importante per voi perchè dovete eleggere un nuovo presidente e quindi tante aspettative e tante speranze. Io vi auguro che sia un anno felice, sereno e pieno di tante ricchezze. A voi tutti in redazione un augurio affettuoso veramente speciale, con il cuore in mano, perché portate avanti la voce dell'Italia in modo trasparente, libera e corretta. Voglio congratularmi con tutti voi e vorrei avere tanti di voi qui in Italia".


Ministro, quale è stata la cosa più anomala di questo governo? Campagna acquisti, incapacità di decidere, pacchetto sicurezza, cosa?

"Ma no, queste sono cose di poco conto. Sono polemiche che non aiutano le fasce più deboli come invece questo governo si propone di fare. Parliamo invece delle cose buone che questo governo ha fatto: Politica internazionale, ne vogliamo parlare? Io credo che l'Italia ha avuto un grande ruolo come messaggero di pace nel mondo e come promotore della moratoria per la pena di morte.
In questi due anni abbiamo risanato il debito pubblico, abbiamo rilanciato l'economia, abbiamo rimesso a posto i debiti dello stato. Scusate se è poco. Certo nel nostro paese ci sono problemi, ci sono inefficienze ma, dico io, esiste qualche paese senza problemi?
Io dico che è giusto riconoscere anche i pregi, non solo i difetti di questo governo. Comunque sia, siamo un paese che nella comunità europea fa la sua parte e la fa con dignità. Francamente, a me questa idea di piangersi addosso proprio non mi va. Non condivido il comportamento di chi va all'estero e critica il proprio paese sbandierando solo le cose negative. Io personalmente non mi sento né stanco né depresso, sono orgoglioso di essere italiano e sono fiero di chi porta alto il nome del proprio paese specialmente all'estero. Ecco perchè apprezzo voi che all'estero portate avanti il bello del nostro paese e riportate le notizie, le informazioni belle o brutte che siano in modo libero e senza dare opinioni. Questo è giornalismo vero.
Io sono uno che critica molto. E'vero. Ma lo faccio per migliorare, non sto li a guardare e criticare quello che fanno gli altri solo per il piacere di farlo, con l'Italia dei Valori porto avanti la politica del fare, di chi vuole realizzare qualcosa per il bene del paese e non vedo niente di male a dialogare o addirittura collaborare con chi non la pensa come me. Gli uomini di buona volontà ci sono".


Scuola, sanità, pensione, famiglia, affari sociali, insomma ma è mai possibile che si debba vivere in uno stato di emergenza permanente? Ma siamo o no un paese moderno?

"Credo che il processo evolutivo e culturale vada rivisto. Questa legge elettorale ha prodotto, come naturale conseguenza, la necessità che più formazioni politiche di diverse estrazioni politiche e culturali si mettessero insieme solo per vincere le elezioni. I partiti si sono dovuti coalizzare anche se la pensavano diversamente l'uno dall'altro e non condividevano tutti i punti del programma creando così alleanze disomogenee.
C'è bisogno di ridurre i partiti, sono troppi. La riforma elettorale va affrontata ‘dalla parte dei cittadini', che devono essere in grado di scegliere il loro candidato e non avere più condannati in via definitive in parlamento a rappresentarli. Deve essere trasparente e consentire elezioni democratiche. Anche il mio partito è piccolo, ma io voglio scommettere di crescere e non vivere di rendita usando la mia piccola percentuale di ricatto".


Sono emersi dei proponimenti per gli italiani all'estero?

"Non basta mandare qualche italiano dall'estero in Parlamento per cambiare le regole del gioco. In Parlamento non si fanno gruppi che tengono conto degli italiani all'estero, ma si tiene conto dei gruppi di potere. Credo che gli eletti all'estero dovrebbere fare un gioco di squadra ed andare oltre le richieste dei singoli paesi che rappresentano altrimenti, non solo non riescono a fare alcuna proposta di legge, ma stanno li solo per fare numero".


Possibilità che l'Italia dei Valori possa far parte del Partito Democratico?

"Ormai i giochi sono stati fatti. Noi ci siamo offerti. Ci hanno detto no. Mia mamma mi ha insegnato che chi non accetta non merita. Noi vogliamo cambiare le facce non solo le sigle. L'Italia dei Valori intanto ha preso l'impegno di fare un ricambio generazionale della classe politica. Facendo attenzione che non ci siano prestanomi altrimenti siamo punto e a capo".