OPINIONI/La rabbia di una napoletana in America. Le responsabilità dei cittadini e dello Stato

di Michelina Zambella

'"Ragion ppe cui Napule ten accussì tanta munezz è pcchè e napulitan magnan assaje" (Uno dei motivi per cui Napoli ha così tanta immondizia è perchè mangiano troppo).
I Campani adesso subiscono non solo il danno (che si sono procurati) ma pure la beffa di essere sfottuti! Meno male che si mangia, aggiugerei. Almeno si cerca di compensare con una sana alimentazione (laddove i prodotti non siano anch'essi contaminati) gli scompensi e le malattie provocate dalla malasanità. Non è un caso, infatti, che nelle aree nord di Napoli, dove si concentra la zona industriale, sia stato rilevato nell'ultimo decennio un aumento dei casi di tumore e leucemia, che adesso continuano a crescere viste le emissioni di gas e veleni per l'immondizia accumulata. Salute pubblica, inquinamento e cattiva amministrazione sono le parole che ormai si ritrovano sulla bocca di tutti, dotti o stolti.
Da New York vi racconto il mio stato d'animo di napoletana, che si è formato soprattutto con gli sfoghi e i commenti ricevuti in questi giorni da persone a me molto care, che stanno vivendo questo assurdo momento "in trincea" a Napoli.
"Non votare a sinistra. Bassolino ha rubato 76 milioni di euro. È per te, se sei intelligente. Passa parola". È il messaggio che ho ritrovato martedi 8 gennaio sul mio cellulare. Ora d'invio 18:16, ovvero 12:30 am americane. Uno sfogo di rabbia? Forse, ce lo diranno le inchieste giudiziare.
La mia mattina così comincia con un giro di chiamate, fatte e ricevute da Napoli, che chiariscono quella che è stata propriamente definita una "situazione allarmante". Marianna, studentessa 22enne, è da giorni che cerca di dare il suo esame all'università ma non può: l'edificio, come tante altre scuole di Caserta e Napoli, è chiuso, le lezioni sospese. La ragione? "Per motivi di salute pubblica!" Pina, casalinga, si lamenta dell'odore nauseante che si respira fuori dalle case e che impedisce a chiunque di aprire le finestre. "Rintanati come topi, ci richiedono di produrre meno spazzatura". Eppure non si chiede la sospensione del pagamento delle tasse sulla spazzatura alla Sogert Spa, che ammonta a 250 euro l'anno per un appartamento di 100 mq. Come si legge nella stampa locale della cittadina di Caivano, di cui Francesco è giornalista e direttore, "l'esasperazione dei cittadini sembra ormai aver raggiunto il culmine, perchè devono sostenere una situazione fiscale insostenibile a fronte di una situazione ambientale allarmante. Si è così deciso di formare un comitato cittadino con l'intento di richiedere al Sindaco la moratoria, ovvero la sospensione del pagamento, della tassa per lo smaltimento rifiuti fintanto che dal Comune non giungano garanzie precise di un ripristino di valori ragionevoli dei tributi". In altre parole, la maggior parte dei residenti non ha ancora pagato la seconda rata in attesa che il problema immondizia trovi una soluzione.

Da Napoli e Caserta le voci di sconforto gridano all'unisono: si scende in piazza, si firmano petizioni, si assalgono squadre speciali di vigili del fuoco venuti dalla Puglia in soccorso. C'è rabbia e si cerca il colpevole. Ma dove? Sebbene l'amministrazione di sinistra della Regione, con a capo Antonio Bassolino, abbia molte responsabilità per le quali si spera prima o poi ne risponderanno, con a seguito l'irrisolutezza del sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, i colpevoli siamo anche noi, tutti i cittadini campani, che continuiamo a vivere nella consapevolezza di una regione inefficiente, che ruba ai danni dello Stato (assenteista) e anche dell'Europa. A parlare non è una polentona, che di giudizi come questi ne emetterebbe a migliaia senza timore e con un briciolo di soddisfazione per tutti i leghisti. Sono napoletana, che come tale si sente umiliata di fronte all'incapacità di gestire un problema che andava affrontato sin dall'inizio, quando tutti vedevamo ma tacevamo, in quel mondo di omertà che da sempre impedisce alla Campania di funzionare. Se protesti contro chi getta i rifiuti in parchi pubblici, ti ritrovi con una pietra che ti sfonda la finestra di casa. Allora si finge di non vedere e si va avanti, sperando che prima o poi qualcosa cambi. Siamo in attesa del miracolo di San Gennaro. "E faccill stu miracul, San Gennà", le vecchiette supplicano con le lacrime di una disperazione ormai profonda. Se il santo sta ascoltandoci allora la mia supplica è quella di portare un duplice messaggio: ai campani e allo stato italiano.

Il problema non è come vigilare ad una situazione oramai incontrollabile: si dovrebbe educare i campani al vivere civico perchè, ora come ora, essere paragonati ai paesi del terzo mondo non dovrebbe offenderli. L'offesa non scredita solo l'immagine della nostra regione e dei suoi abitanti, che chiaramente vedranno ridurre le entrate a causa del ridimensionamento del turismo, ma anche la faccia dell'Italia unita, dell'Italia Paese, di quello stato che sembra averci abbandonato ad un destino fatale. Educazione alla civiltà, al semplice sapere che gettare bottiglie per strada o immondizia, laddove vietato, è moralmente sbagliato, nonchè penalmente perseguibile. Ma si può seriamente parlare di giustizia in Campania, dove il far west giornaliero è esemplare di una giustizia fai da te?
Ecco il ritornello che mi giunge nei messaggi giornalieri da Napoli.
"Non ci sono orari in cui gettare i rifiuti, tanto non farebbe alcuna differenza". "Non ci sono più spazi dove buttarla, ma mandarla all'estero costerebbe troppo". "Inceneritori neanche a parlarne, perchè nessuno li vuole nelle proprie città". "In prossimitaà dei centri commerciali arrivano ruspe a sollevare i quintali di immondizia". "Non si respira, gli uccelli svolazzano all'impazzata perchè le discariche sono ovunque". "Non si può camminare, perchè nn ci sono più strade, solo spazzatura".