Libera

Giochi politici sulla vita della donna

di Elisabetta de Dominis

Il corpo della donna sta diventando, in Italia, un campo di sterminio. Da parte della Chiesa e dei suoi lanzichenecchi, più fondamentalisti di lei, che chiedono la revisione della 194, la legge che regola l'aborto.
Giuliano Ferrara, direttore del quotidiano il Foglio (ex-comunista, poi passato alla corte berlusconiana), ha proposto la moratoria per l'aborto, paragonandolo a un infanticidio. Si professa laico, ma già da un po' compie atti di sottomissione al Vaticano (qui la fede non c'entra). Paura di una sconfitta del Cavaliere? O tentativo di condurlo nel seno della madre Chiesa per costituire il grande centro cattolico? Già An si sta stagliando sul fronte del no per l'aborto, al fine di fare di questo delicatissimo tema l'ennesima lotta politica. E lo afferma pure: "Un partito degli italiani, che si oppongono alla sinistra, che rilanci i temi che fanno parte della nostra identità, che non sono solo la libertà, cara al Pdl".
Ferrara, stazza da incinto di almeno 100 settimane (altro che le 24 oggi limite all'aborto), alcuni lustri fa aveva tuttavia rimediato una moglie più vecchia di lui, ma comunque più piacente. E si era lanciato insieme alla sua magra metà a tenere lezioni di sesso in tv, non dimostrandosi però addentro al tema in quanto tradiva una palese improvvisazione. Certo è la cosa più naturale del mondo, dopo le altre due funzioni fisiologiche, eppure tutti sono professori di sesso in teoria ma pochi in pratica. Sessuologi compresi; potrei fare nomi e cognomi di quelli che non stimo perché pontificano sul piacere femminile dando un'informazione distorta. Alla resa dei conti è la donna e non l'uomo a decidere se lui ci sa fare o meno e, bontà sua, a dirgli semmai come deve fare. E' la donna che accoglie e, se non è una prostituta, può chiudere liberamente i giochi.
Purtroppo molte giovani inesperte o mogli succube permettono che un uomo cambi la loro vita per sempre, mettendole incinte. Perchè un bambino cambia la vita di una donna, non di un uomo. La legge 197, ma ora anche la pillola del giorno dopo o quella dell'aborto chimico, offrono ancora alla donna la possibilità di scegliere della propria vita, senza essere condannata per sempre a causa di un errore di un uomo o una violenza subita da un uomo, che non l'ama o che non ha intenzione di supportarla.
Ma cosa pensano i lanzichenecchi della Chiesa che possa fare una donna con 160 euro in più il mese per un anno e mezzo, devoluti affinché non abortisca, quando deve pure lavorare per mantenersi? Della vita della donna, che non è una vita in potenza (qual è un ovulo appena fecondato) - come avrebbe detto Aristotele - ma in atto, non gliene frega niente, perché considerano la donna un contenitore divino. E ora anche un nuovo campo del contendere politico. Che ipocrisia.
Il sesso non serve solo per sfornare bambini, ma per godere di un rapporto di comunione che ci lega all'altro anima, mente e corpo. Se manca il corpo, l'anima soffre mentre la mente non riesce a comunicare appieno perché non sente. La comunione diventa conversazione amichevole dove la passione è relegata a tabù.
Stiamo permettendo che dei soggetti, i quali con il loro condursi dimostrano di considerare il sesso tabù e dunque di avere seri problemi, portino avanti una lotta contro l'aborto, sostenendo che è lotta per la vita, mentre è una becera lotta politica che strumentalizza e denigra la donna.
Come la senatrice Binetti, quella che indossa il cilicio, e Formigoni, presidente della Lombardia, che ha sempre dichiarato di essere vergine. Vantandosi invece di vergognarsi. Poi c'è quel mellifluo di Bondi, anche lui passato dai comunisti a lacchè-coordinatore del Berlusca, e Tonini, membro del Pd di Veltroni, che probabilmente è della stessa pasta.
Intanto Prodi, dopo essere stato messo in croce, sembra resuscitato secondo le scritture dei media. Dall'alto delle dolomitiche vette, guarda noi tapini a valle e cerca di tranquillizzarci: "Sereni, state sereni. Il mio piano è: più salari e meno tasse. Il nostro è un cammino in salita". E intanto si siede in seggiovia, dove "c'è il freddo che pela". Gli italiani si sentono pelati da lui e lo detestano. Per mandarlo a casa sarebbero anche capaci di votare contro l'aborto. Come già ha dimostrato la vittoria dell'astensionismo al referendum del 2005 sulla fecondazione assistita. Che squallore.