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Tradotto anche in Italia l'esordio di Anya Ulinich. Petropolis, il romanzo dell'immigrazione

di Michelina Zambella

Sulle righe della poesia del russo Osip Mandelstam che si chiude il romanzo d'esordio di Anya Ulinich che ne riprende il titolo. Petropolis, pubblicato nel 2007 in Italia dalla Garzanti e negli Usa dalla Penguin, è ambientato tra Abestos 2, città russa siberiana fantasma sorta tra un gulag e una miniera che le ha dato il nome, e gli Stati Uniti. Una lettura scorrevole, ironica e commovente che, attraverso gli occhi della protagonista, Sasa, affronta temi non facili quali il razzismo, la religione o l'assenza, il sesso, i conflitti di classe, il rifiuto e la riscoperta delle proprie origini. Come la stessa scrittrice dice, nell'intervista che si ritrova a fine libro, il tema principale di Petropolis è quello di diventare grandi in fretta, perchè il bisogno di sopravvivenza spinge i piccoli emigranti ad arrangiarsi, a far di tutto pur di rendere la propria esistenza migliore di quella da cui si scappa.
La vita di Sasa è il prodotto della disintegrazione del regime sovietico, l'incarnazione di Ivan l'Idiota, l'archetipo popolare russo. Quattordicenne, mulatta ed ebrea, vive emarginata in una città dimenticata. Candida, rozza, Sasa ignora le regole della cultura che la circonda e non ha punti di riferimento interiori. Ciò nonostante, la miseria della sua vita non la sconvolge: la vita ad Abestos è l'unica che conosce. Per quanto delirante, oppressiva e tirannica, la signora Lubov Goldberg è una madre attenta, pronta a vendere l'anima al diavolo per assicurare un futuro alla figlia dell'intellighenzia russa. Sasa gode di una normale vita domestica che l'aiuta a sopportare i maltrattamenti subiti a scuola. Viene salvata dallo Studio d'Arte dove trova amici e insegnanti bravi, seppur ubriaconi. Disegnare è l'unico modo che le rimane per ricordare suo padre, Viktor, nonchè la sua bambina, Nadia. Si innamora di Aleksej, un giovane artista alcolizzato, e ne rimane incinta a quindici anni. Lubov decide di allevare la piccola come se fosse sua, mentre Sasa obbedisce e si trasferisce a Mosca per studiare alla prestigiosa scuola di pittura Repin. Una volta giunta nella capitale, però, avverte il degrado, la povertà della Russia post-glasnost che si esaspera nella vodka, nella disoccupazione, dove l'unica via d'uscita è l'emigrazione. Parte così alla volta dell'America, grazie ad un'agenzia di cuori solitari, che invia donne per corrispendenza ad americani disposti a pagare l'amore. Qui va incontro a diverse esperienze, dagli spazi aridi e sconfinati dell'Arizona alle strade caotiche di New York.
La bambina cicciona, emarginata ad Abestos per aver commesso il "reato" di essere nera ed ebrea, si ritrova nel Nuovo Mondo a rivivere le stesse sensazioni. Ma incontra anche chi, come Jake Tarakan, figlio handicappato della ricca famiglia di origini russo-ebraiche presso cui lavora come collaboratrice domestica, nella sua deformazione fisica le somiglia tanto. È Jake, infatti, la sua salvezza. È sua l'idea di "googlare" il nome di Viktor Goldberg. Da qui le nuove sfide che Sasa deve affrontare. Heidi, la nuova moglie di suo padre (che poi diventerà ex) è la sua unica amica a Brooklyn, città in cui Sasa continua a lavorare come inserviente, anche se nel frattempo coltiva la sua passione, la pittura, che la vedrà anche insegnante. In America, dove la discriminazione per l'immigrato è forte, soprattutto per una nera grossa come lei, è Jake ad amarla senza pregiudizi e a starle accanto quando la piccola Nadia, che si crede sua sorella, la raggiunge alla morte di Lubov.
Il romanzo è una satira che risente del realismo sociale russo. Non a caso l'autrice, Anya Ulinich, cerca di esprimere la sua sensazione di vivere a metà tra due mondi, la Russia terra natia e l'America dove tutt'oggi vive, attraverso la pittura e poi la scrittura, servendosi degli occhi della sua protagonista. Il libro infatti lascia ampio spazio all'immaginazione visiva: la particolareggiata descrizione dei luoghi, degli oggetti, dei sentimenti, rappresenta perfettamente ciò che l'autrice-pittrice ha nella sua mente. L'illustrazione del libro è quasi fumettistica, all'inizio di ogni nuovo capitolo, così come lo è il suo sito (www.anyaulinich.com). Gli anni passano ma il racconto è scorrevole, piacevole. Un linguaggio vero, forte, dalle espressioni anche colorite, con una voce narrante che da terza diventa prima nella persona di Sasa, una protagonista a cui alla fine il lettore si affeziona, impiegando dei giorni per dimenticare la sua storia, tanto che alla fine crede quasi di averla condivisa. Un grande romanzo che inebria e fa partecipi tutti gli immigrati che lasciano una parte della propria vita per andare alla ricerca di un mondo migliore, compiendo scelte talvolta semplici, come Viktor, che abbandona la sua famiglia, o difficili, come Sasa, che alla fine riprende con sè sua figlia, offrendole, come sua madre non era riuscita a fare, la speranza di una vita migliore in un mondo in cui ella stessa rinasce, l'America.