Arte

L'assessore viaggiatore che porta i grandi artisti a Como

di Stefano Vaccara

Qualche settimana fa avevo un appuntamento nel West Village con Sabrina, mia cara amica comasca, "newyorkese" da 15 anni. In un pub belga con lei c'è un suo amico d'infanzia, oggi assessore alla Cultura al comune di Como, militante di Forza Italia. Non ha il doppio petto con la cravatta blu a pallini stile Arcore, porta jeans da trentenne (di anni ne ha quaranta ma dimostra meno).

 Si chiama Sergio Gaddi, dottore commercialista con laurea alla Bocconi, si presenta subito come un appassionato d'arte: "Sono io che ho ideato e curato le grandi mostre di Villa Olmo". La mia amica mi sussurra: "Sergio ha portato a Como mostre importanti, ora è a New York per organizzarne altre".  Spiega lui: "Sono qui per incontri al Met, al MoMA, al Guggenheim... La cultura sta cambiando Como. Con le grandi mostre di Mirò nel 2004, di Picasso nel 2005, di Magritte nel 2006 e degli Impressionisti del Museo di Belgrado del 2007, siamo entrati nel circuito delle più importanti città d'arte italiane. Abbiamo portato a Como con le nostre mostre, in una città di soli 83 mila abitanti, quasi 400 mila visitatori. L'attenzione dei media ha avuto il risultato di attirare turisti da tutto il mondo. Questo porta ricchezza, crea  uno straordinario indotto per l'economia della città e nuove prospettive di sviluppo".

Como negli Usa resta più conosciuta perché amata dalle star di Hollywood, come George Clooney che lì ha comprato casa... "Sì anche, ma  se Clooney sta da noi è perché può girare tranquillo, nessuno gli salta addosso".
Ma quanto costano le mostre? "Da 1,2 a 1,7 milioni di euro. Ma l'indotto per il territorio è stato stimato, da una ricerca del Mulino e della Università Bocconi, in circa 6 milioni di euro per ogni 100.000 visitatori". E i soldi chi li caccia, tutti il comune? La Provincia? "Solo in parte sono soldi pubblici, il grosso arriva dagli sponsor e poi ovviamente ci sono gli incassi dei biglietti".

Resto un po'diffidente, nel libro "La Casta" di Stella e Rizzo si mettono in risalto gli sprechi proprio da parte degli amministratori locali. Allora insisto: e il viaggio a New York quanto costa? Chi lo paga? E quanti siete a scorazzare per il mondo per portare l'arte a Como? "In questi giorni, per organizzare le mostre, oltre che a New York sono stato all'Art Basel di Miami, che è la più importante rassegna di arte contemporanea dove ho proseguito con i contatti con galleristi, collezionisti ed esperti, e quindi andrò a Vienna al museo Belvedere. Tutto questo sempre in modo rigorosamente low-budget. Voli in economy, sempre solo, senza nemmeno un'assistente. Nessuno vorrebbe venire con me, tutti sanno che si va in alberghi economici... Questi viaggi mi servono a stabilire contatti diretti con i responsabili dei musei, perchè questi vanno coltivati personalmente, è così che sono riuscito a portare a Como le grandi opere d'arte".

L'assessore alla cultura di Como dice che per andare in giro per il mondo spende "solo 15.000 euro, questo è il budget annuo che ho a disposizione per mantenere tutti i contatti indispensabili per le mostre; praticamente se viaggiassi in business mi basterebbero si e no per un solo viaggio..."
Gli chiediamo quale è il più grave problema della politica italiana messa oggi sotto accusa: "I vecchi che non fanno spazio ai giovani". Ok, Berlusconi nell'annunciare il nuovo partito ha parlato di parrucconi, ma lui ha 71 anni ed è stato già due volte capo del governo.... "Sul nuovo partito Berlusconi, da vero innovatore qual è, ha capito che gli italiani di centro destra vogliono oggi un unico grande soggetto politico. Non capiscono litigi e veti incrociati e sono stanchi di risse interne. Visto che i leader della Cdl frenavano è partito lui in avanti e ha lanciato Forza Italia come catalizzatore del nuovo Popolo della Libertà. Anche a sinistra il Pd sarà la forza egemone. La semplificazione del sistema è sicuramente un fatto positivo su entrambi i fronti".
Su Berlusconi restiamo scettici,  ma intanto Gaddi dice che a Como, con le mostre d'arte, la politica fa cultura e fa più forte l'economia. Vedremo quando sentiremo parlare ancora di lui.