Arte

Un bilancio a "Senso Unico"

di Ilaria Costa

Oggi 7 in Ottobre aveva già seguito per i nostri lettori la serata inaugurale di "Senso Unico", la mostra dedicata esclusivamente ad 8 artisti italiani emergenti al P.S.1. del Moma, tempio sacro dell'arte contemporanea "alternativa".
In prossimità della sua chiusura, prevista per il 14 Gennaio, incontriamo Alanna Heiss curatrice della mostra nonché Direttrice del P.S.1, che ci aiuta con l'autorevolezza delle sue indiscusse competenze a fare un "bilancio" di questo originalissimo show.
La collettiva sponsorizzata in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura, nei sui tre mesi di esposizione ha presentato al pubblico newyorkese per la prima volta alcune tra le opere più esuberanti e provocatorie della nuova generazione di nostri giovani artisti, approfondendone da vicino l'estetica. Gli artisti scelti - Paolo Canevari, Vanessa Beecroft, Angelo Filomeno, Rä Di Martino, Adrian Paci, Paola Pivi, Pietro Roccasalva e Francesco Vezzoli - pur non definiti da una particolare scuola o movimento sono stati di proposito esposti insieme proprio a testimoniare i differenti contributi che l'arte italiana fornisce oggi al mondo dell'arte contemporanea.


Come è nata l'idea di curare uno mostra dedicata esclusivamente ad otto artisti italiani emergenti? Ed in particolare perché ha scelto proprio questi otto?

"E' importante riconoscere che questi 8 artisti italiani non sono propriamente ‘emergenti'. Sono diventati membri ormai affermati della comunità artistica internazionale, ed hanno esposto in molte mostre e Biennali. Direi che l'aspetto più intrigante di questa mostra è stato di includerli tutti insieme in un unica esposizione, sotto il denominatore comune della bandiera Italiana, portando alla luce la loro rilevante ed originale presenza nella scena dell'arte contemporanea internazionale".

La mostra si intitola "Senso Unico", quale è la genesi di questo titolo?
"Tradotto come ‘Senso Unico', un segnale stradale comune, il titolo suggerisce un sentimento artistico comune tra questi artisti italiani ormai affermati. Però ‘Senso Unico' ha anche il significato di "Sensazione Unica", che sottolinea le qualità caratteristiche di ogni artista presente in mostra, ed i percorsi individuali intrapresi da ciascuno di loro".


Dopo tre mesi "Senso Unico" sta chiudendo i battenti: quale è stata la reazione del pubblico a questa esposizione così inusuale?

"La serata inaugurale al P.S.1 del 21 Ottobre è stata memorabile! Comunque in questa stagione abbiamo presentato ‘Senso Unico' insieme ad altri shows, e direi che gli spettatori sono sempre stati molto ricettivi rispetto alla qualità delle mostre e rispetto del nuovo aspetto ben equilibrato e coreografato dell'edificio del P.S.1, dopo gli ultimi lavori di rinnovamento ai quali è stato sottoposto".


Ritiene che l'immensa eredità culturale italiana sia considerata un "fardello" o una "benedizione" per un giovane artista?

"La tradizione culturale italiana è senz'altro molto presente e ben rappresentata nella selezione degli artisti. Il riferimento alla tradizione è anche testimoniato costantemente dall'abbondanza di immagini che si rifanno ad una tipologia iconografica italiana molto familiare, seppure reinterpretata.
Ad esempio il disegno ‘Burning Coloseum' di Paolo Canevari ed il dipinto di Pietro Roccasalva ‘Intelligent Artifice' sono esempi di artisti che traggono ispirazione dall'immaginario locale, ma se ne allontanano allo stesso tempo reinterpretandone i paradigmi dall'interno".


Cosa l'ha ispirata a divenire curatrice e quali sono i suoi obiettivi per il futuro come Direttrice del P.S.1?

"Adoro il mio lavoro, adoro lavorare con gli artisti e adoro il complesso architettonico del P.S.1 che mi è stato affidato. Contiene 100 luminosissime gallerie disponibili per ospitare opere di qualsiasi natura.
Il P.S.1 era originariamente una scuola pubblica; questi spazi erano dunque disegnati per far sì che i bambini apprendessero in questi ambienti, e secondo me le dimensioni sono perfette: 28x28x28 piedi con un muro interamente di finestre. In fondo ammirare un'opera d'arte è un modo di apprendere, proprio come per i bambini: ci è necessario per potenziare le nostre capacità di cognizione... Ecco, è per questo motivo credo che questo spazio consente allo spettatore di fruire le opere d'arte in modo perfetto.
Il mio obiettivo? Nell'immediato vorrei proprio potenziare al massimo la virtualità di questo ambiente".