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Appassionante danza del ragno

di Samira Leglib

New York è stata nuovamente morsa dal ragno. Questa volta Spiderman, il leggendario fumetto della Marvel, non vi ha niente a che fare perché la puntura della tarantola produce effetti quantomeno differenti. Il mito, infatti, narra che il veleno di questo particolare ragno provochi fenomeni di convulsione che nella credenza popolare si ritenevano curabili solo attraverso una danza rituale ed erotica che prese il nome appunto di Tarantella. Proveniente dall'Antica Grecia, il mito del morso della Tarantola (o anche chiamato "morso dell'amore"), si diffonde nel Sud-Italia e in particolare in Puglia quando questa era parte della Magna Grecia.

Attraverso il Medioevo, passando per il Rinascimento, oggi questa danza solca l'Oceano e approda a New York grazie ad Alessandra Belloni, co-fondatrice della compagnia "I giullari di piazza", la quale ha portato in scena la scorsa settimana "Tarantella-Spider Dance", produzione tra il musical e la danza che racconta le origini e le evoluzioni della Tarantella usando elementi del folklore popolare e richiami al mito antico.

Come un libro di storia il sipario si alza e una voce narrante introduce il mito di Aracne, bellissima principessa greca conosciuta per le sue incredibili doti di tessitrice che, sfortunatamente, suscitarono l'invidia e l'ira della dea Athena la quale per punire la sua vanità la trasformò in ragno costringendola a tessere per l'eternità. La Belloni rappresenta questo mito in tutta la sua allegoria, principesse, dee, ninfee prendono scena e danzano tratteggiando la vicenda. Un eccezionale aerial-dancer, Fran Sperling, interpreta Aracne dopo la trasformazione in ragno. Nella scena successiva è protagonista il dio Dioniso (o altrimenti conosciuto come Bacco), dio dell'estasi e dell'ebbrezza, il quale, come lo stesso narratore ricorda, è uno degli dei preferiti da noi Italiani!

Nel Medioevo, età di piaghe, epidemie e annunciate apocalissi, il tarantismo divenne, invece, una sorta di canto d'amore esorcizzante per sconfiggere la morte. Sul tema della morte, Alessandra Belloni compone anche "Requiem per mamma Elvira", una toccante sonata dedicata a sua madre e all'amore materno incondizionato e universale. Letteralmente divino in questa interpretazione, Antonio Fini, che solo sul palco esegue acrobazie pirotecniche servendosi di piccoli pendoli infiammati. Lo spettacolo che appare davanti agli occhi è quantomeno suggestivo, luci, ombre, silhouette danzano insieme in un unico vortice mentre la voce di Alessandra Belloni intona il suo canto.

La produzione è una nuova versione tratta da "La danza del ragno antico", portata in scena per la prima volta al Lincoln Center nel 1996. L'attuale spettacolo è stato concepito e scritto da Alessandra Belloni su musiche arrangiate dal violinista Joe Deninzon -superbo bisogna dire nelle sue esecuzioni- che ha operato un adattamento speciale per il violino elettrico.

Nonostante non abbia ricevuto nessuna precedente recensione dalla stampa americana -un vero peccato posso commentare dopo aver visto lo spettacolo- "Tarantella-Spider Dance" ha registrato il tutto esaurito al Theater for the New City ed è stato necessario provvedere ad alcune sedute aggiuntive. Sorprendente la varietà generazionale della platea che oscillava tra i due anni in avanti e curioso come il pubblico americano fosse accuratamente informato sulle origini e i luoghi di appartenenza di questa danza. Non dovrebbe esserne stata sorpresa invece Alessandra Belloni, che nella stessa presentazione di questo eccezionale show si augura presto di «coinvolgere nuove audiences di tutte le età, specialmente giovani generazioni, in una collettiva rituale danza di liberazione».