Libera

I doni dei politici pigmei

di Elisabetta de Dominis

Quest'anno i re magi sono arrivati qualche mese prima, con largo anticipo. E, invece di portare oro, incenso e mirra, hanno portato petardi, gagliardetti e fuochi d'artificio. Come mai? Perché il messia, a detta loro, non è il messia, ma semplicemente Prodi: un cattivo governante da far saltare in aria. Tuttavia con circospezione. Deve ricadere nello stesso posto da dove l'hanno lanciato. Perché loro sono uomini timorati di Dio: quindi scombussolarlo, ma non disintegrarlo. Il governo è sempre meglio di una stalla. E loro non sono mica terroristi, non siamo mica in Pakistan.

No, solo in Italia, dove la parte dei re magi se la sono presa tre politici pigmei: Di Pietro, Mastella, e Dini. L'ultima performance, quella di questi giorni, è di Dini. Il bello è che si odiano pure tra loro e che Di Pietro, dopo aver lanciato per primo nel firmamento l'affermazione "la maggioranza non c'è più", oggi si meraviglia dei fuochi d'artificio di Dini, benché ripetano la sua stessa scena.

"Dini è uno dei tanti personaggi in cerca d'autore", tuona appunto Di Pietro con la memoria corta. E l'elettorato ancora più corto. Perciò tutti e tre fanno gli effetti speciali nella speranza di sortire qualche effetto alle prossime elezioni. Che tuttavia non sperano tanto prossime. Primo, perché al governo si sta benone; secondo perché, se poi si fa la riforma elettorale con il referendum, quelli a finire veramente in una stalla sono i loro partiti pigmei. E lì non troveranno neanche i soldi per pagarsi i fuochi d'artificio.

Ma dico io: dobbiamo continuare a mantenere dei politici che fanno i re magi, mentre sono solo dei miserabili aspiranti attori? Per dire pane al pane e vino al vino: dei politici che fanno parte della maggioranza di governo, che sputano ogni giorno dove mangiano e che puntualmente rimangiano il giorno dopo quanto hanno vomitato pur di continuare a riempirsi la pancia. In questo clima disgustoso viene da rigettare a tutti.

Ci ritroviamo durante le libagioni natalizie con le budella aggrovigliate. Chi può scappa ai monti o meglio al mare, magari su un atollo delle Maldive dove non arrivano i quotidiani e la tv non si prende. O, al massimo, si fa finta che non funzioni. Poi, per affossare il problema, si può sempre trascorrere le festività facendo immersioni. Come faceva tutti gli anni Fini, prima di cambiar moglie. Vedremo se quando tornerà al teatrino della politica - come lui stesso l'ha chiamata - sarà abbronzato o meno.

E ringraziare che ci sono i re magi ad occupare oscenamente la scena, così gli altri possono godersi le immeritate vacanze. Difatti sembra si siano eclissati sia gli arcangeli che i demoni. Rispettivamente facenti parte del governo o dell'opposizione, a seconda dell'appartenenza politica.

Suvvia, siamo ancora fortunati in confronto alla Francia che ha un presidente che si crede il re Sole ed è sempre in qualche parte del mondo a prendere il sole, a spese del popolo. Il nostro Prodi invece accetta stoicamente la croce che porta mantenendosi in forze a tortellini. Quanto a Berlusconi: quando era premier, in vacanza andava nelle dimore sue, invitandoci pure i potenti del pianeta per ostentare la sua ricchezza. Meglio un presidente spaccone che un presidente scroccone.

E il capo dello Stato Pontificio, che si guarda bene dal fare del suo stato una res pubblica ma pretende che la Repubblica italiana sia una res sua, sta applicando alla lettera l'insegnamento platonico che individua nell'indulgenza il morbo mortale della democrazia.

Così Ratzinger si è incamminato pure per tempo verso Betlemme, al fine di impedire che gli altri patriarchi cristiani si avvicinino al Redentore. Infatti, grazie alla sua dichiarazione che l'unica religione è quella cattolica, i rappresentanti delle altre chiese di Cristo hanno disertato la messa di Natale, che presenziavano sotto il pontificato di Woytila. Sono poi diminuiti in modo esponenziale i fedeli, ma quelli rimasti devono essere veramente degli angeli, visto che fanno in massa la comunione senza confessarsi. Inutile allora che si lamentino di chi hanno al governo: ogni paese ha gli arcangeli che si merita. Finché i demoni permettono, con buona pace dei re magi.