Che si dice in Italia

Che almeno si voli

di Gabriella Patti

Ancora poche ore e poi, via con i fuochi d'artificio e i "botti" di fine anno. Nonostante le raccomandazioni degli esperti, le leggi più severe e le multe, è purtroppo facile prevedere che ciò che deve succedere succederà anche stavolta: a causa dei "soliti stupidi" quella di San Silvestro non sarà soltanto una notte di allegria, auguri e speranze. Come ogni anno, scorrerà il sangue. Qualche altra ora ancora e sui giornali leggeremo la lista degli incidenti causati da micce esplose prima del tempo, da ordigni che sono delle vere bombe. Leggeremo i nomi di persone che si sono ritrovate prive di un occhio, di una mano e, magari, della vita stessa. E tutto perché, in realtà, quello di cui sono veramente prive è di un minimo di buon senso e di normale prudenza. La cronaca già ha iniziato a registrare alcuni di questi incidenti: in provincia di Caserta un ragazzo ha perso un occhio per via un petardo acceso senza la minima cautela, dalle parti di Caltanissetta un altro ha avuto una mano amputata. Già: a rimetterci sono per lo più i giovanissimi, ragazzini tra gli 11 e i 14 anni sui quali, colpevolmente, nessun adulto effettua una sorveglianza. Eppure, scopro con sorpresa, i fuochi artificiali esagerati, i "botti" estremi al limite del criminale non sono una prerogativa italiana e magari italo-meridionale. Secondo una statistica europea appena diffusa, infatti, pare che i paesi con il maggior numero di infortuni siano... Danimarca, Svezia, Norvegia e Gran Bretagna. Cioè nazioni che vengono considerate molto civili e dotate di leggi e costumi ben più severi dei nostri.

  PENSAVATE CHE NAPOLI avesse risolto il problema della spazzatura, dopo tutte le polemiche dei mesi scorsi? Lo pensavo anche io o, almeno, lo speravo. Volevo concludere l'anno segnalandovi una buona notizia ma niente da fare. Mi impegno a fare di tutto perché la prima rubrica del 2008 contenga tanti episodi positivi, incoraggianti e beneauguranti (certo, apprezzerei molto se la politica mi desse una mano a trovare spunti di ottimismo). Ma per ora mi vedo costretta a chiudere l'anno di questi miei appuntamenti settimanali su ciò che si dice - e si pensa -  in Italia, registrando con scoramento che la capitale morale del Mezzogiorno affonda sempre di più nei rifiuti. Ho già espresso in passato il mio irritato sconcerto e non voglio entrare nei dettagli della questione, che leggerete in altre pagine del giornale. Dico soltanto che mi rifiuto di accettare qualsiasi tipo di spiegazionee  di "scusa" da parte dell'amministrazione cittadina e degli altri diretti interessati, a cominciare dagli stessi abitanti. Già perché la colpa, perché di colpa si tratta, è anche di questi ultimi. Che abbandonano i sacchi della spazzatura dove capita, buttano i rifiuti per strada, non  protestano perché queste sono sporche nonostante loro (i cittadini)paghino le tasse anche per tenerle pulite. Me la prendo con una mentalità e una (mala)educazione impossibile da sradicare e ammantata di fatalismo e di "scaricabarillismo": "Io che c'entro? Perché non provvedono? E poi, lo fanno anche gli altri".

   ALITALIA FRANCESE? Anche in questo caso i dettagli economici, i risvolti politici e la registrazione dei commenti ufficiali sul destino della nostra sgangherata ex compagnia di bandiera li leggerete di sicuro negli appositi resoconti nelle altre pagine. Io qui mi limito a riferirvi gli umori che registro per strada, tra gli amici, i conoscenti, la mezze battute colte nei bar e nei locali. O sono stata particolarmente sfortunata oppure vi devo dire che il giudizio complessivo della gente è una rassegnata alzata di spalle. Da troppo

tempo Alitalia è sinonimo di sprechi e inefficienza. E allora, con buona pace anche di Malpensa (uno scalo che non si doveva mai pensare di spacciare per hub internazionale), va bene qualsiasi soluzione. La figuraccia è fatta, l'onore italico è infangato. E allora: che almeno si voli. In orario e a prezzi ragionevoli.

Buon anno a tutti (tranne, magari, alle generazioni di politici e di amministratori responsabili di questi come di altri disastri di questo nostro amatissimo Belpaese).