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Natività campane nel Far West

di Valeria Sabatini

Sono gli evangelisti Luca e Matteo i primi a descrivere la Natività, poi, nel 1223, a Francesco D'Assisi viene l'idea di  far rivivere in uno scenario naturale la nascita di Betlemme.

Fu a  Greccio, in Umbria, che per la prima volta si arricchì la Messa di Natale con la presenza di un presepe vivente. Da quel puntino che è Greccio, bellissimo borgo medievale arroccato a settecentocinquanta metri di altezza, la tradizione del presepe inizia a diffondersi per l'Italia.

Culla di questa attività artistica fu la Toscana, ma ben presto il presepe si diffuse nel regno di Napoli ad opera di Carlo III di Borbone e nel resto degli stati italiani.

E' in Campania però che  la grotta, Gesù bambino il bue e l'asinello, diventa quel capolavoro conosciuto in tutto il mondo grazie a mastri artigiani che, alla bravura delle loro mani, hanno aggiunto la fantasia tipica partenopea.

Quest'anno  per la prima volta una mostra di presepi provenienti dalla Regione Campania approda negli Stati Uniti, a Los Angeles, attraverso un'esposizione temporanea all'interno dell'Istituto Italiano di Cultura. L'evento che si svolgerà dal 7 novembre al 31 dicembre, viene promosso dall' Assessorato all'Agricoltura e alle Attività Produttive della Regione Campania in collaborazione con Fiera Milano e con il supporto dell'Italy-America Chamber of Commerce West. I presepi arrivano dai laboratori di cinque ditte artigiane selezionate dalla Regione Campania tra quelle migliori nel settore: l'Ars Studio di Napoli, Ausonia Cetta di Avellino, la Scarabattola, la Smorfia, e Giuseppina Onofrio.

Altri spazi espositivi sono stati  allestiti in alcune delle mete più esclusive dello shopping statunitense: nel Westfield Century City, sempre a Los Angeles, centro commerciale situato sul Santa Monica Boulevard che conta 208 negozi e vanta al suo interno firme come Tiffany & Co., Gucci, Valentino e Luis Vuitton,  presso Lucy Zahran & Co. a Beverly Hills e presso Ponte Vecchio a Santa Monica, punti vendita, questi ultimi due, selezionati in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana a Los Angeles.

"Quella dei presepi è un'arte storica napoletana - dice Andrea Cozzolino assessore regionale alle attività produttive -  Una tradizione fortemente radicata nella produzione artistica partenopea e nella nostra cultura popolare, una delle eccellenze della nostra terra che vogliamo far conoscere nel mondo con i suoi racconti, le sue scene: tante, tutte diverse, con particolari che sono lì a raccontarci la nostra storia".

I presepi e i suoi protagonisti, sono espressione di una  tradizione che affonda le sue origini nel Medioevo e che raggiunge il suo massimo splendore nel periodo che va dal tardo Barocco fino ai primi decenni del diciannovesimo secolo. Ancora oggi il miracolo artistico del presepe viene perpetuato dall'impegno di grandi e piccoli artigiani campani, i quali, con maestria e dedizione, donano vita alle loro creazioni, realizzate con sughero, legno, gesso, terracotta, tessuti, e svariati altri materiali. Ma quello che rende unica la tipicità napoletana di questo religiosissimo oggetto, è frutto della storia e della passione che sin dal periodo della Napoli borbonica ha coinvolto generazioni di piccoli artigiani, maestri d'arte, e scenografi di raffinata fantasia.

Nel presepe napoletano, accanto ai pastori e a tutti i protagonisti,  si profila il micro universo della popolazione partenopea dell'epoca borbonica, con i volti, i mestieri, le classi sociali, i luoghi e i costumi che hanno caratterizzato la Napoli del passato. Continue rivisitazioni e aggiornamenti ad opera degli artisti che si sono succeduti nel tempo hanno reso ancor più distintivo e caratteristico questo prodotto, rendendolo un vero e proprio gioiello dell'arte presepiale, tanto che oggi sulle bancarelle di Spaccanapoli è facile imbattersi in statuine che ritraggono personaggi d'attualità: da Diego Armando Maradona a Prodi e Berlusconi, fino ai candidati alle prossime elezioni americane.

Assessore Cozzolino, dove nasce l'idea di esportare il presepe napoletano negli Stati Uniti?

"Nel 2005 e nell'anno successivo l'Assessorato ha partecipato a una Missione commerciale a Los Angeles in occasione della fiera "Gift". Già allora l'Istituto Italiano della Cultura di Los Angeles e la Camera di Commercio Italiana locale ci segnalarono l'interesse dei cittadini californiani nei confronti dell'artigianato campano e in particolare del presepe. Decidemmo così di allestire una mostra di lungo periodo in città nel più breve tempo possibile e, a distanza di un anno, 32 presepi e 72 statuine sono in esposizione negli States".

Perché, a suo avviso, il presepe suscita così tanto interesse, in Italia e all'estero?

Perché rappresenta un testimonial unico per promuovere i prodotti tipici della nostra terra. E' una delle produzioni artigianali campane più caratteristiche e tipiche, e allo stesso tempo una rappresentazione della nostra cultura, dei nostri gusti, del bere e mangiar bene. Perché in quelle scene sono immortalate le nostre specialità alimentari, le produzioni tradizionali di un'agricoltura che ancora può esprimere tanto in termini di crescita e di sviluppo. In nessuna opera dell'uomo, come nel Presepe napoletano, è così tangibile questo stretto connubio tra arte e tradizione popolare, tra artigianato d'autore e prodotti della terra. Un patrimonio riconosciuto nel mondo, ma che vogliamo ulteriormente rafforzare. Da qui l'idea di cominciare con una mostra presepiale negli USA, paese storicamente legato alla nostra regione, dove la comunità italiana, in particolar modo campana, è radicata".

Qual è il peso della produzione presepiale a Napoli e in Campania?

Altissimo. Solo a Napoli gli artigiani impegnati nella produzione di pastori sono centinaia. La loro presenza è significativa soprattutto nel centro storico della città, e attrae ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo. Nel periodo natalizio, poi, le botteghe artigiane della zona sono letteralmente prese d'assalto, non solo dai napoletani, che tengono particolarmente a rinnovare annualmente il tradizionale allestimento del presepe, ma anche da turisti e visitatori. Ma la produzione di pastori è diffusa anche in tutto il resto del territorio, e coinvolge moltissimi artigiani anche nelle altre province, basti pensare alla costiera sorrentina e amalfitana".

Cosa fa del presepe un'arte ancora così viva?

Senza dubbio la sua specificità, ma anche la capacità degli artigiani di rinnovare nel tempo temi e personaggi. Oltre a quelli tradizionali, ogni anno le statuine che ritraggono i protagonisti della vita pubblica, Vip e politici riempiono le botteghe. Quest'anno sono raffigurati persino i candidati alle primarie negli USA. Questo spiega anche perché negli ultimi anni le vendite all'estero hanno subito un boom. Gli stranieri, infatti, apprezzano il presepe come opera d'arte in sé, al di là del suo significato religioso. Dal mercato

 

 estero, inoltre, arrivano richieste di presepi in movimento, molto meno diffusi in Italia".